Roberto Pietrantonio è da sette mesi alla guida della Mazda Motor Italia. Con lui parliamo dei nuovi prodotti della casa giapponese.
In questi giorni state lanciando la nuova CX-5. Oltre ad averla aggiornata nello stile, avete lavorato parecchio sul comfort e sulle finiture...
Non è stato facile intervenire su un modello vincente, che con un milione e mezzo di esemplari venduti in tutto il mondo ha segnato la nostra rinascita in questi anni. Comunque, abbiamo apportato ben 698 modifiche. Tutte funzionali al nostro cammino verso l’area premium del mercato. Per questo abbiamo puntato sul comfort e sulle finiture. Ma va visto in quest’ottica anche l’aggiornamento dello stile, che in realtà è una profonda evoluzione del Kodo Design, il primo tratto identitario della Mazda, e che diventa ancora più ricercato.
A chi immaginate di vendere la nuova CX-5? Chi sono i clienti?
L’obiettivo è innanzitutto di proporla a quanti avevano acquistato il modello della prima generazione. In Italia possiamo contare su una solida base di 12.000 clienti, tutti soddisfatti della CX-5, e che ci pressano perché non vedono l’ora di provare la nuova. Ma la nostra sarà anche un’auto “di conquista”, destinata a chi guarda alla fascia alta della categoria delle suv.
Non si rischia, insistendo sul comfort, di perdere un pizzico dell’immagine sportiva che contraddistingue le Mazda?
Direi di no. La richiesta di migliorare il comfort nella CX-5 ci è giunta dalla clientela europea, la più sensibile a questi temi. E i risultati ottenuti, come per gli altri modelli interessati a questo processo, non pregiudicano affatto il piacere di guida. Tra i tanti accorgimenti adottati mi limito a citare il G-Vectoring, un sistema predittivo che dosa in misura impercettibile la coppia in modo da rendere più uniformi i trasferimenti di carico, riducendo il rollio.
Mazda, del resto, è sinonimo anche di tecnologia...
Sì. I nostri motori SkyActiv a benzina, per esempio, hanno un rapporto di compressione alto, mentre quello dei diesel è particolarmente basso. Una scelta tecnica che ci consente di mettere insieme efficienza e alte prestazioni. E che ci ha evitato di puntare troppo sulla riduzione della cilindrata, strada seguita invece da altre case automobilistiche. Le quali si troveranno in difficoltà con i nuovi e più severi cicli di prova per misurare i consumi, in arrivo a breve, che sfavoriscono proprio i piccoli motori turbo.
Non si può parlare di Mazda senza citare la spider MX-5. Come stanno andando le vendite nel nostro paese?
Nel 2016, la richiesta di quella che, vorrei ricordarlo, è la spider più venduta al mondo nei suoi tre decenni di vita, ha superato le nostre più rosee aspettative. Per avvicinare chi ha a cuore anche il comfort ora abbiamo la RF, col suo tetto rigido ripiegabile elettricamente dal design a “doppia pinna”, che si aggiunge alla classica versione con capote. La serie speciale di lancio è andata esaurita, e se il buongiorno si vede dal mattino...




