yamada presidente subaru italia

L'UOMO
Takashi Yamada è nato 49 anni fa a Okayama, in Giappone. Sposato, due figli, laurea in lingue, entra nel gruppo Fuji Heavy Industry (che produce le Subaru) nel 1992 e per quattro anni si occupa di vendite. Dal 1998 al 2005 è in Belgio come direttore assistenza e ricambi. Per sette anni lavora con crescenti responsabilità sui mercati Usa e Canada. Dal 2014 è presidente e amministratore delegato di Subaru Italia.

 

L'AZIENDA
La Subaru Italia ha 60 concessionarie. Nei primi due mesi del 2015 ha venduto 499 auto (+7,8% rispetto al 2014).

 

maggio 2015
Intervista pubblicata su alVolante di

Takashi Yamada

presidente di Subaru Italia
Facciamo auto diverse da tutte le altre. Devono offrire il massimo della sicurezza

Con i loro motori boxer e la trazione integrale permanente, le Subaru sono diverse da ogni altra automobile. Quanto è importante questa sorta di “anticonformismo tecnico” per i vostri clienti?
L’originalità delle nostre auto non è fine a se stessa, ma ha l’obiettivo di aumentare la sicurezza. I clienti sanno che le Subaru non solo vanno dappertutto, ma offrono una particolare precisione di guida, sono estremamente stabili e sincere. Tutto ciò si deve a un’equilibrata ripartizione dei pesi e, naturalmente, alla trazione integrale permanente, che siamo stati i primi a usare in un’auto non destinata al fuori strada nel lontano 1972. Abbinate al motore a cilindri orizzontali, che consente di abbassare il baricentro, le quattro ruote motrici spostano in alto i “limiti” di tenuta e migliorano il comportamento della vettura. Una formula che ha permesso alla Subaru di vincere dal ’95 al ’97 tre titoli mondiali consecutivi nei rally.

A proposito di sicurezza: la nuova Outback offre un sofisticato sistema di aiuto alla guida... 
È l’Eyesight, subito apprezzato per le sue tante funzioni. Si serve di due telecamere per riconoscere veicoli, moto, biciclette, persino le persone lungo la strada. Varia la velocità dell’auto in base alla distanza da quella che precede, e arriva a rallentarla se chi guida non reagisce agli avvisi di pericolo.

Lo fornite di serie in tutta la gamma Outback. Sistema Eyesight a parte, quanto è cambiata la vettura e com’è stata accolta?
Nel rinnovare la Outback, che con la Forester ci rappresenta nel mondo delle crossover, attualmente le auto più gradite dal pubblico, si è preferito evitare cambiamenti drastici. La carrozzeria è più moderna ed elegante, di certo più adatta ai gusti europei, come lo sono, del resto, l’abitacolo e la guida. Quest’auto segna un progresso rispetto alla generazione precedente. Col suo arrivo abbiamo riscontrato un bell’aumento di pubblico nelle concessionarie.

E la Forester? Sta per debuttare con il cambio automatico abbinato al motore diesel. 
Sì, finalmente. È una soluzione particolarmente indicata per un’auto come questa. Con la trasmissione Lineartronic la Forester a gasolio sarà ancora più confortevole e facile da guidare. E, infatti, stimiamo che almeno l’80% dei clienti si orienterà su questa versione.

Siete stati tra i primi, in Italia, a credere nel Gpl. Oggi come vanno le vendite delle Subaru a gas?
Con l’affermarsi delle versioni diesel, la richiesta di auto a Gpl si è un po’ ridimensionata. Oggi il gasolio pesa per il 60% sul totale delle nostre vendite; il resto se lo dividono equamente benzina e Gpl.

La prossima Subaru che vedremo in Italia, a fine anno, sarà la wagon media Levorg. Al Salone di Ginevra era esposta con un 1.6 turbo a iniezione diretta di benzina, che potrebbe avere scarso appeal da noi: ci sarà anche a Gpl? E a gasolio?
È un’auto versatile e funzionale, con un’immagine sportiva, che catturerà nuovi clienti anche fra chi ritiene troppo grande la Outback. Stiamo studiando di proporla in versione a Gpl, mentre non siamo ancora certi se la casa madre ci fornirà un motore diesel. In Italia sarebbe un bel colpo...



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