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Mole Urbana: rompe gli schemi

di Paolo Alberto Fina
Pubblicato 02 aprile 2020

Non è una concept car, ma un quadriciclo elettrico, dalla linea originale, che la Mole vuole mettere in produzione già da quest’anno.

Mole Urbana: rompe gli schemi

PER LA CITTÀ - Nata come marchio automobilistico della Up Design, la società torinese di design fondata dall’estroso Umberto Palermo, la Mole Costruzioni ha deciso di mettersi alla prova con un genere di auto assai diverso dalle sportive viste finora. La Mole Urbana, svelata oggi, che non è un prototipo, stando a quello che dichiara l’azienda, ma è quasi pronta per entrare in produzione. Si tratta di un quadriciclo elettrico che nasce con lo scopo di rendere accessibile a un vasto pubblico la mobilità elettrica in città, sulla scia di quanto mostrato dalle rivali Citroën Ami, Renault Twizy e Seat Minimò. La Mole Urbana, infatti, potrà essere guidata a partire da 14 anni. La distribuzione e il noleggio saranno affidati all’azienda specializzata Movim.

TRE TAGLIE - Per renderla fruibile al maggior numero di clienti, la Mole Urbana sarà costruita in 3 varianti: la Small, lunga 320 cm, alta 140 e con 2 sedili; la Medium, con la stessa altezza ma 340 cm di lunghezza e un sedile in più; e la Large, che raggiunge i 370 cm di lunghezza ed è alta 120, ma in più offre 4 sedili su 2 file. Le batterie saranno in grado di garantire da 75 a 150 km di autonomia, a sufficienza per gli spostamenti di tutti i giorni. Della produzione e distribuzione si occuperà la toscana Pretto, già partner della Piaggio, che ne ha già realizzato i primi prototipi e ha in programma di costruire 50 esemplari nel 2020, 150 nel 2021, 200 nel 2022 e 300 nel 2023, sull’onda della crescita prevista per il mercato dei quadricicli (del 30% al 2030). 

SI FA NOTARE - La parte più originale della Mole Urbana è di gran lunga lo stile, che ricorda vagamente quello di una carrozza: il richiamo è voluto, come dimostrano le luci circolari a led (si ispirano a quelle con candela in voga nel 18° secolo). La cellula dell’abitacolo, squadrata e con grandi superfici vetrate, poggia su un telaio dalle pronunciate estremità, utili per legare valigie o bagagliai di grandi dimensioni. L’interno è essenziale ma non spartano, perché sono presenti un volante in stile cloche d’aereo, un tablet verticale al posto del cruscotto e nicchie in cui riporre il telefonino, una bottiglia d’acqua o monetine.





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Ritratto di PEPY67
3 aprile 2020 - 10:20
2
La Arna era ed è sempre un cesso anke solo nei pensieri di chi sfortunatamente l’ha vista dal vivo .....
Ritratto di supermax63
5 aprile 2020 - 19:43
ARNA universalmente considerata un cesso su ruote...tranne per l'adoratore di capolavori Alfasud e 33 Aggiunga alla sua collezione di capolavori Fiat Duna...
Ritratto di CR1
3 aprile 2020 - 04:37
wow perfetto lo voglio !
Ritratto di CR1
3 aprile 2020 - 04:39
ah dimenticavo è il perfetto silenziosissimo tagliaerba x il mio giardino x quando piove x non infastidire i vicini con il solito rombo
Ritratto di remor
3 aprile 2020 - 09:14
Mi accodo a chi sopra ha già fatto notare che soprattutto in virtù di un utilizzo metropolitano la prima cosa a saltare all'occhio è che lo spazio, a meno che non sfugga qualcosa, poteva essere sfruttato in ben altra maniera
Ritratto di franco zelko
3 aprile 2020 - 11:57
Concordo pienamente le ruote a sbalzo rubano solo spazio, si poteva mettererle sotto magari alzando l'altezza, cosi' ci si siedeva meglio
Ritratto di Giuliopedrali
3 aprile 2020 - 09:36
Infatti.
Ritratto di Abacus
3 aprile 2020 - 10:06
Dentro l'agonizzante Alfa non c'erano teste con pensate analoghe, da sviluppare senza perdite di tempo?
Ritratto di Santhiago
3 aprile 2020 - 18:21
Perché, dai credito e apprezzamento a questo affare?
Ritratto di PEPY67
3 aprile 2020 - 10:12
2
È semplicemente uno schifo enorme che nn sfrutta lo spazio che dispone l’anti SUV ......
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