TUTTI PER UNO - All’inizio (qualche mese fa) erano poche le imprese sensibili al tema, come Dallara, bTicino e Centro ricerche Fiat, poi si sono aggiunti altri attori (ad esempio Ferrari, Pininfarina, Brembo, Eni, Electrolux, Agusta Westland ma anche Barilla e Geox). Giovedì prossimo, tutti loro firmeranno il documento che darà il via alla piattaforma italiana sulla mobilità elettrica. Lo scopo annunciato è di raccogliere tutti i protagonisti del settore, per poterne coordinarne gli sforzi ed evitare sprechi di energia e denaro.
SONO QUASI CENTO - Attualmente i firmatari sono 94: 68 imprese, 17 tra università, dipartimenti e centri di ricerca pubblici, sei istituzioni (fra le quali la Commissione europea, il ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e quello per lo Sviluppo economico) e tre promotori. Questo polo nazionale della mobilità elettrica, però, almeno nella sua fase iniziale non avrà risorse economiche da gestire; il documento di intesa, quindi, si spera che sia solo un primo passo, al quale potranno seguire finanziamenti provenienti dall’ambito pubblico e privato, al pari di quanto avvenuto in paesi come la Francia e la Germania.