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Nasce il coordinamento italiano per l’auto elettrica

13 settembre 2010

Giovedì prossimo i mondi dell’industria, della ricerca e della politica daranno il via alla piattaforma italiana sulla mobilità elettrica. Lo scopo è coordinare la ricerca nazionale sull’auto a batteria, per evitare di disperderne le forze.

TUTTI PER UNO - All’inizio (qualche mese fa) erano poche le imprese sensibili al tema, come Dallara, bTicino e Centro ricerche Fiat, poi si sono aggiunti altri attori (ad esempio Ferrari, Pininfarina, Brembo, Eni, Electrolux, Agusta Westland ma anche Barilla e Geox). Giovedì prossimo, tutti loro firmeranno il documento che darà il via alla piattaforma italiana sulla mobilità elettrica. Lo scopo annunciato è di raccogliere tutti i protagonisti del settore, per poterne coordinarne gli sforzi ed evitare sprechi di energia e denaro.

SONO QUASI CENTO - Attualmente i firmatari sono 94: 68 imprese, 17 tra università, dipartimenti e centri di ricerca pubblici, sei istituzioni (fra le quali la Commissione europea, il ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e quello per lo Sviluppo economico) e tre promotori. Questo polo nazionale della mobilità elettrica, però, almeno nella sua fase iniziale non avrà risorse economiche da gestire; il documento di intesa, quindi, si spera che sia solo un primo passo, al quale potranno seguire finanziamenti provenienti dall’ambito pubblico e privato, al pari di quanto avvenuto in paesi come la Francia e la Germania.



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