SOLO IPOTESI - Nulla di ufficiale: si ragiona su una bozza, che in quanto tale potrebbe non tradursi in alcunché di reale. Parliamo del disegno di legge liberalizzazioni, che riprende pari pari (così si evince dalla bozza) due norme già bocciate in passato sia dalla commissione Giustizia, sia dal parlamento, perché sfavorevoli al consumatore. I punti in questione: il risarcimento in forma specifica e l’abolizione della cessione del credito al carrozziere indipendente. La prima regola ha l’obiettivo di spingere l’automobilista a rivolgersi, in caso di sinistro, al carrozziere convenzionato con la compagnia. L’altra prevede che, nella fase di erogazione del risarcimento, non si possa più far pervenire direttamente la somma all’artigiano indipendente, e che si debba invece trattare direttamente con la compagnia. Due norme che le assicurazioni chiedono al governo da tempo, per contrastare le frodi. Regole che invece Davide Galli, della Federcarrozzieri, reputa “liberticide e anticoncorrenziali: un regalo alle compagnie, che così potrebbero controllare il mercato delle riparazioni, mettendo in seria difficoltà i 17.000 carrozzieri indipendenti”. Ma, da tutto questo, l’automobilista che cosa guadagnerebbe? Generici sconti sulla Rca. “Come se”, insiste Galli, “il fortissimo calo dei sinistri, e gli incassi d’oro delle assicurazioni, non fossero già sufficienti a far calare in modo importante le tariffe”.