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Smart Mobility World 2016: protagonista, l’auto che verrà

17 ottobre 2016

Ha avuto inizio la quarta edizione dello Smart Mobility World: al centro del dibattito, la mobilità connessa. Ma non solo…

Smart Mobility World 2016: protagonista, l’auto che verrà

DUE GIORNI - La quarta edizione dello Smart Mobility World 2016 va in scena (come annunciato qui) lunedì 17 e martedì 18 ottobre, presso il Centro di guida sicura Aci-Sara di Lainate (Milano). Durante questa “due giorni” di conferenze, numerosi gli appuntamenti dedicati alla mobilità sostenibile: dall’evoluzione digitale dell’auto ai futuri cambiamenti di città e infrastrutture, passando per vetture elettriche, app per smartphone, attività di ricerca e sperimentazione nel settore automotive. 

AUTO… DA SÉ - Di particolare interesse, stamane, il convegno dal titolo “Connected Car & Safety, l’auto in rete: infotainment, sicurezza e monitoraggio”. Che apre con un dato rilevante: nel 2020, saranno una su cinque le vetture dotate di connettività Internet e capaci di dialogare con altri oggetti. Tutti gli attori di questo grande “gioco”, case automobilistiche incluse, stanno studiando opportunità per lo sviluppo di nuovi settori economici. A livello di sicurezza, resta protagonista la scatola nera, che (registrando la dinamica degli incidenti) raccoglie informazioni utili a prevenire comportamenti scorretti degli automobilisti. Al centro del convegno, però, l’auto a guida autonoma. Un po’ tutti i partecipanti, da Roberto Lonardi (direttore della comunicazione della Volvo Cars Italia) a Michele Bertoncello (associate partner della McKinsey & Company, società internazionale di consulenza manageriale), fino a Fabrizio Arena (partner della Arthur D. Little, società di consulenza direzionale), hanno sottolineato come, a oggi, la tecnologia capace di aiutare l’automobilista a viaggiare in sicurezza e comfort si possa tradurre solamente nell’auto a guida assistita: non, almeno per ora, nell’auto a guida autonoma, la vettura-robot che guida da sé (nonostante alcuni annunci che fanno presa sul web, ma che alimentano in realtà pericolosi equivoci). L’appuntamento è per il futuro, quando in determinate aree e a certe condizioni (di traffico, anzitutto) l’auto a guida autonoma potrà divenire realtà.

CAR SHARING E RIDE SHARING - Nel convegno “Sharing Mobility, la mobilità individuale cambia stile”, si è invece parlato di come il possesso dell’automobile negli ultimi anni abbia dovuto affrontare due grandi sfide: l’aumento dei costi finanziari e le restrizioni all’uso dei veicoli per motivi ambientali hanno entrambi modificato la modalità di approccio verso l’automobile. In parallelo, s’è sviluppato il fenomeno del car sharing, l’auto condivisa, il “noleggio-lampo” per spostamenti brevi in città. In parallelo prendono sempre più piede il ride sharing “on demand”, in cui le vetture vengono prenotate mediante un’app (Uber, per esempio), e il car pooling, ossia l’uso condiviso di auto private tra due o più persone che percorrono uno stesso itinerario, senza finalità di lucro.

GREEN MOBILITY - Non si poteva non parlare, anche, di auto a corrente. Per la e-mobility, in realtà, ci sono ancora ostacoli da rimuovere, come ha spiegato Pietro Menga di Cei-Cives (la Commissione italiana veicoli elettrici a batteria, ibridi e a celle a combustibile): “Occorre contenere l’extracosto attraverso incentivazioni economiche, ampliare la rete di ricarica pubblica e anche la possibilità di ricarica domestica, visto che la propensione all’acquisto è molto più alta per chi ha questa possibilità. Oltre ad aggiungere buone motivazioni individuali per il consumatore, che risiedono tutte in politiche di mobilità che concedano un plus di vantaggi per le soste e gli accessi alle ztl, estesi il più possibile sul territorio per connotare il mezzo elettrico di attributi vincenti”.



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