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Alfa Romeo Giulia? Una scalata mai iniziata
06 dicembre 2017 - 16:22
Ritratto di AMG
L'Alfa Romeo Giulia la conosciamo tutti. Attesa dal 2012 e presentata finalmente nel 2015, abbiamo dovuto attendere sino a metà 2016 per iniziare a poterla vedere sulle strade. A distanza di un'anno dal suo debutto sul mercato però la notizia della rivoluzionaria Alfa Romeo che doveva risollevare completamente le sorti del marchio si è spenta quasi completamente. Al suo debutto ha diviso a metà le opinioni tra chi l'ha apprezzata all'istante e chi si aspettava di più. Ma con un pò di tempo è emerso chiaramente che il modello ha sedotto tutti con le sue linee e le sue doti, riconosciute dai giornali di mezzo mondo. Allora perché non se ne parla più? Perché non se ne vedono così tante in giro? La mossa mediatica di Alfa Romeo è sempre stata forte, soprattutto al debutto della rinata Alfa sotto lo scudo della Giulia, la promozione della performante Quadrifoglio... E' passato solo un anno e leggendo la notizia dello Stelvio QV mi ricordo della Giulia e della sua "scomparsa". Se ne sono iniziate a vedere sulle strade ma non mi pare che il numero di avvistamenti sia aumentato, e soprattutto il modello non sta nemmeno impensierendo da lontano le rivali tedesche. Ma nemmeno da lontano lontano. Il che mi fa pensare... La mossa di rilancio di Alfa sta fallendo? O non sarà capace di imporsi come ritorno nel segmento premium? Lo Stelvio adesso che è ancora in fase fresca di lancio con effetto novità viene pubblicizzato e fa numeri perché rialza compensando anche lo scarso successo della Giulia. Scarso almeno rispetto alle previsioni. Ma la cosa in verità mi preoccupa, e ad onor del vero nutro più simpatia per la classica berlina compatta, bella e sportiva che per il suo cugino suv non altrettanto convincente. Ma se tra un'anno finisce anche l'effetto Stelvio cosa ci resta?
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Ritratto di Mattia Bertero
7 dicembre 2017 - 08:52
3
Ti rispondo con dei dati: 550 operai interinali lasciati a casa ed altri 300 si pensa che non verranno confermati a Cassino, Marchionne aveva promesso 1600 assunzioni... http://www.piumezzogiorno.it/8548/economia/fca-di-cassino-licenziati-550-operai-con-un-semplice-sms.html La produzione si è fermata a poco più di 100.000 unità prodotte nel 2017 contro i 200.000 previste. Secondo me Marchionne l'aveva sparata grossa con il rilancio dell'Alfa Romeo, per ricostruire un marchio si deve investire in maniera completa ma non è stato fatto. Di Alfa cosa abbiamo? La Giulia e la Stelvio sono ottime dal punto di vista meccanico e piacere di guida ma hanno lacune pesanti sul fronte tecnologico (ed i soliti non vengano a dire che queste cose non sono importanti visto che la concorrenza li offre e vende bene, se si vuole competere con altri marchi devi progettare e costruire macchine COMPLETE in tutto), la Giulietta è buona ma ormai vecchia, la MiTo non la considero nemmeno una vera Alfa visto che non è altro che una Grande Punto modificata. Fondi per fare una Giulia SW oppure una Giulia tre porte non ci sono, il nuovo modello della Giulietta fatica a venire fuori.
Ritratto di palazzello
7 dicembre 2017 - 11:46
Io dico che ci vuole tempo, per ricostruire un marchio, la sua credibilità, e sopratutto un'autonomia finanziaria che permetta poi di rinnovare il resto della gamma. I risultati al di là dei proclami hanno bisogno di tempo per arrivare e i primi dati sono incoraggianti. Giulia e Stelvio sono tecnologicamente fatte bene e questo non lo dico io ma tutti i giornali del settore, qualche pecca ci può stare.
Ritratto di IloveDR
7 dicembre 2017 - 12:49
4
l'errore è stato nel 2011 quando hanno deciso di mandare in letargo la 159, invece di cominciare a crearsi mercato per le nuove auto nate nel 2016 ( Giulia e Stelvio), magari con una 159 ristilizzata e aggiornata. Oggi cercano di correre ai ripari con la sponsorizzazione della Sauber in Formula 1, ma, a mio avviso, ormai AlfaRomeo è sulla via del tramonto come Lancia se continua a rimanere nel Gruppo FCA. Stanno facendo oggi lo stesso errore del 2011 lasciando il segmento C senza il modaiolo Suv e una Giulietta ormai obsoleta...
Ritratto di Luk maserati
7 dicembre 2017 - 18:13
2
è normale che una novità abbia risalto e clamore all'inizio, poi si ha un fisiologico assestamento sia nelle vendite che nelle notizie a riguardo. Questo vale per qualsiasi prodotto sul mercato. Quanto alla Giulia forse c'è stato un clamore perfino eccezionale che ha "quasi stancato" dopo aver monopolizzato le copertine di riviste del settore e servizi di ogni sorta. Dopo la deflagrazione della novità appunto e della spinta commerciale il prodotto deve “camminare con le proprie gambe” (con la qualità e i plus rispetto alla concorrenza, il prezzo etc). In parte lo fa, ma detiene un innegabile minus nella "guerra" al gadget tecnologico (infotainment, sicurezza, led) che ha cambiato/drogato il mercato automobilistico di questi ultimi anni, facendo passare purtroppo la maccanica in secondo piano. Alfa (FCA) ha puntato invece su questo aspetto in controtendenza a gran parte dei costruttori (premium in primis) che vedono pian piano abbandonare tale attenzione in favore dei risparmi in scala (condivisioni pianali generalisti o uso della TA) per investire in ampliamenti di gamma e i famosi gadget, di cui sopra, che riempiono l’occhio e che il mercato chiede (si vedono e fanno vanto su più gente rispetto ad un telaio o una sospensione raffinata che fa gola solo all’intenditore). Secondo aspetto, una credibilità va (ri)costruita con il tempo, certo non si può pretendere dopo decenni di errori e di assenza sul mercato che la clientela ritorni ad occhi chiusi o cambi marchio senza una nuova storia recente di affidabilità e qualità. Questo è l’inizio, forse dopo la seconda generazione di veicoli “della rinascita” si coglieranno i frutti di questo riassetto del marchio. Va inoltre integrata l’attuale gamma per competere con la migliore concorrenza, per non lasciare a questi altri potenziali clienti. La sostituzione fisiologica dei modelli più vecchi ed il lancio di nuovi, servono a creare la risonanza e l’interesse che ogni nuovo modello porta naturalmente con se su di se e sulla casa automobilistica. La sostituzione di Giulietta/MiTo, serve a omogeneizzare la qualità del rinato brand e tagliare i ponti con la vecchia Alfa/Fiat, che certo il leggero restyling delle due berline non ha fatto dimenticare ne adeguato al nuovo corso.
Ritratto di marian123
8 dicembre 2017 - 12:21
a me dispiace che non abbia il successo meritato perchè trovo che attualmente sia uno dei modelli più interessanti non solo del gruppo fca ma anche a livello generale. Sarà per la poca pubblicità, sarà per i mancati promessi aggiornamenti (carplay, fari a led ecc.) ma purtroppo dopo il clamore iniziale ho avuto l'impressione che sia stato un pò 'dimenticato' come modello. Spero solo che fca si dia una mossa per fare tutti i dovuti aggiornamenti e renderla davvero competitiva su tutti i fronti.
Ritratto di bridge
8 dicembre 2017 - 17:20
1
Il problema è l'immagine del marchio ancora molto debole e i modelli sono pochi in listino. E Marchionne ha esagerato con le previsioni di vendita. Negli anni dove l'Alfa Romeo aveva pochi modelli in listino i costruttori tedeschi hanno farcito di modelli la loro gamma. E tenere solo la Mito e la Giulietta in listino non ha giovato all'immagine del marchio. Io l'avevo scritto che la Giulia era un fuoco di paglia ma nessuno mi ha preso sul serio... Vedremo lo Stelvio e aspettiamo il piano industriale 2018 - 2022.
Ritratto di PongoII
9 dicembre 2017 - 19:07
7
Non so... rischierei di essere tacciato di parzialità... La bellissima Giulia, pur con delle lacune sottolineate da Mattia, è pur sempre una berlina da 40k, cifra non proprio accessibile a tutti e, qualora non fosse - come immaginabile - la "prima auto", chi ha già "qualche tedesca" potrebbe per vari motivi proseguire con quei Marchi. Effettivamente non ne vedo tantissime e le due che girano per le mie sperdute zone sono di già alfisti. Anche lo Stelvio ha il suo fascino e, scritto da chi è per il #bastasuv, confermerebbe l'ipotesi di faziosità, ma, vista la "fame" di tali veicoli, probabilmente tra un anno staremo a parlare di numeri anche di quest'auto e sarà, probabilmente, il suddetto discorso di affezione al Biscione, alla Stella, all'Elica od ai Cerchi. Su quanto dice Marchionne, beh, ricordo solo la fine che fece Re Mida....