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Piano industriale FCA 2018-2022
03 giugno 2018 - 14:22
Ritratto di -BOSS-
alVolante di una
Infiniti Q50 2.2d Sport AT
Vorrei esprimere qualche considerazione circa il piano industriale FCA presentato venerdì a Balocco. Tralasciando le riflessioni da economisti sul debito e sulla posizione coperta da FCA nelle classifiche globali, vorrei focalizzare l'attenzione su quello che sta più a cuore a noi appassionati: le novità previste marchio per marchio. Dando un giudizio generale posso dire luci e ombre: alcune strategie molto condivisibili, altre secondo me portate fino all'eccesso. Mi riferisco ai ben TRE Suv previsti per Alfa Romeo: so bene che ad oggi il mercato sembra preferire Suv e crossover (non è un mistero se molti costruttori per rilanciarsi hanno puntato su questa categoria di vetture), il punto è che il target delle "auto a ruote alte" coincide fino ad un certo punto con quello di AR. Considerando che un Suv è un mezzo acquistato per pura immagine, e Alfa Romeo non è certo preso in considerazione dall'utente medio per blasone e immagine, tanto vale evitare di proporre addirittura tre Suv (sicuramente dalla ricetta molto simile). Molto meglio puntare ad una clientela più "sportiva", che è poi quella costituita dagli alfisti, venendo comunque incontro a quelle che sono le richieste attuali di mercato: insomma, un giusto equilibrio. Un Suv di classe media (Stelvio appunto), completo di una buona scelta di motorizzazioni e trasmissioni, con una meccatronica aggiornata e un'ottima versione al top di gamma (quest'ultima già presente) penso possa bastare. Ridicolo, poi, il voler rinnovare la Giulietta con l'ennesimo restyling, senza sostituirla (è previsto un C-Suv, ma non come erede di Giulietta), tenendo a mente che si tratta di un modello ormai anziano e privo di qualsiasi affinità con il nuovo corso Alfa. Molto intriganti, invece, le varie GTV e 8C, anche se l'attesa penso sia piuttosto lunga... D'altro canto, penso non ci fossero stati dubbi che gli altri marchi protagonisti del piano industriale, oltre ad Alfa, fossero Jeep e Maserati. Rispettivamente, il primo per andare incontro alle richieste attuali, il secondo per la diffusione della nuova meccatronica. Su Maserati, un appunto va fatto: una "mini Levante", oltre a ridicolizzare la gamma verso il basso, andrebbe a creare solo concorrenza interna con le altre Suv del gruppo. Oltretutto, con una Stelvio, penso che le affinità non riguardino solo ed esclusivamente il pianale, ma probabilmente anche la clientela, gli obiettivi di vendita, ecc... Bellissima, invece, l'Alfieri: forse il fatto che sia ibrida fa storcere il naso a noi puristi, ma se teniamo a mente che Maserati ha prodotto una Suv Diesel, penso che possa proporre con tutta tranquillità una supercar ibrida, provando per un attimo a dimenticare la colonna sonora dei V8 del tridente (chissà se anche con un nuovo Powertrain rimarrà tale...). Sui marchi americani, invece, penso ci sia poco da dire: Chrysler e Dodge sarà solo questione di tempo e dovrebbero abbandonare il mercato; RAM, invece, ha il veicolo più venduto di FCA, con il vantaggio di non richiedere costi industriali elevatissimi. Passando a Fiat, invece, le novità dovrebbero essere concentrate su Panda e 500 (con quest'ultima, in tutte le varie salse). Su QR si parla addirittura di una nuova Panda modulare, costruibile quasi su misura, su quelle che sono le esigenze del cliente, chissà... Sul fatto che la Punto non avrà eredi, però, non posso che essere d'accordo con Marchionne: una nuova utilitaria finiva per venducchiare solo in Italia e in pochi altri paesi d'Europa, quindi di fatto avrebbe rappresentato solo una perdita per il gruppo. Importare la Argo sarebbe improponibile per tanti motivi (dal problema emissioni fino ad arrivare a quello sicurezza, tirando in ballo anche altri dettagli non in linea con il gusto del cliente europeo). Alla fine, la notevole richiesta attuale di crossover (Fiat gioca la richiesta 500X e in parte la 500L), unita al fatto che l'unica segmento C torinese (la Tipo) ha abbassato non poco il target di clientela rispetto al modello precedente, può tutto sommato sopperire alla mancanza di una due volumi di segmento B. In ultimo, spendo due parole su Lancia: purtroppo, la sua fine sembra segnata. Con grande dispiacere di noi puristi e appassionati del marchio... Ad oggi, però, l'idea del marchio "elegante" è passata completamente di moda: Jaguar, che potremmo definire la "Lancia inglese", per rilanciarsi, ha dovuto abbandonare l'idea dell'auto elegante per lasciare il posto alla sportività e ad una clientela quasi inedita. Oltretutto, la casa del giaguaro è ben più nota e conosciuta rispetto rispetto al marchio dello scudetto blu...
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Ritratto di IloveDR
4 giugno 2018 - 13:13
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le mie considerazioni su questo piano industriale sono le seguenti: 1) Prima di tutto il marchio globale del Gruppo, Jeep...la gamma sarà completata dal piccolo Suv di Segmento A/B, molto probabilmente prodotto in Italia e da un alto di gamma di Segmento F, sta cannibalizzando tutto il resto delle proposte FCA, tranne RAM, a mio parere 2) RAM + Fiat Professional. 3) Maserati con una Suv di segmento D e la distruzione di AlfaRomeo può farcela a raggiungere le 100000unità vendute all'anno e rispettando il margine di guadagno del 15%...basta così, il resto va tutto in centrifuga insieme a Lancia ad esaurimento scorte di magazzino...