Nei giorni del "dieselgate" pare che gli Enti preposti alla sicurezza dei veicoli stiano rilevando un (eufemistico) malcostume generalizzato con forti discrepanze tra dati reali e dichiarati, senza contare l'aperto disinteressamento a rientrare in determinati parametri (BMW con il crash-test Mini). Giorno dopo giorno si susseguono notizie che fanno sembrare i "vecchi" problemi (ISIS, migranti, lavoro) come insignificanti. E' di oggi la certificazione dell'International Council of Clean Transportation - lo stesso ente che ha scoperto il 'trucco' dei motori Volkswagen – che ha preso in considerazione i dati di oltre 600.000 automobilisti secondo cui la differenza tra dati dichiarati e dati rilevati nella guida reale è in continua crescita e ha ormai raggiunto un livello insostenibile che tradotto in € vuol dire che un'automobilista europeo spende in media 450 euro in più ogni anno rispetto a quello che si sarebbe aspettato leggendo i consumi dichiarati dell'auto, senza contare il plus di CO2 emessa realmente rispetto alla teoria. Inoltre, sempre secondo l'Istituto USA, di tutta l'anidride carbonica in meno che le Case automobilistiche hanno dichiarato di immettere nell'atmosfera, solo un terzo, pari a 13,3 g/km, sarebbe reale, mentre i restanti 22,2 g/km sarebbero puramente teorici. L'impressione dei consumi falsati lo si immaginava da tempo, ma si presumeva fosse dovuto al test a banco e non su strada. Ma qui pare veramente che ci sia una SPECTRE dell'automotive, o no?