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PER NON RESTARE MAI A PIEDI CON LA TUA AUTO

Pubblicato 12 maggio 2022

Non è piacevole essere piantato in asso dalla propria auto, ma è possibile prendere delle precauzioni perché questo non accada o non comporti troppi disagi. Vediamo quali.

PER NON RESTARE MAI A PIEDI CON LA TUA AUTO

Restare a piedi con la propria vettura è capitato a tanti, e di certo non è un’esperienza piacevole. Su qualunque tipo di strada questo avvenga, occorre come prima cosa cercare di mettere in sicurezza il veicolo, senza farsi prendere dal panico. Non appena si percepisce che qualcosa non va, bisogna inserire la freccia, tenere d’occhio i retrovisori e portarsi sul lato destro della carreggiata, intralciando il meno possibile il traffico. In autostrada il luogo più sicuro è una piazzola di sosta, o quanto meno la corsia d’emergenza; se non c’è, si accendano le luci e le “quattro frecce” (bisogna farsi vedere il più possibile). Qui di seguito vi mostriamo alcuni dispositivi che possono aiutarvi a evitare la panne. Oppure, se proprio dovesse succedere, a ridurre disagi e rischi. 

GIUBBOTTO CATARIFRANGENTE

In generale, prima di scendere dal veicolo è bene controllare che si possa farlo in sicurezza e poi indossare il giubbotto catarifrangente, per essere più visibili. Quest'ultimo è obbligatorio per legge quando si esce dall'auto in una situazione d'emergenza, quindi è bene procurarsene uno e tenerlo nelle tasche delle porte, a portata di mano (e non certo nel bagagliaio).

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TRIANGOLO

Dopo aver indossato il giubbotto di sicurezza, occorre posizionare a una cinquantina di metri dietro la vettura il triangolo catarifrangente, in modo che gli altri automobilisti capiscano prima e più facilmente che c’è un’auto ferma a lato della carreggiata. Serve massima attenzione al traffico in arrivo e bisogna cercare di camminare fuori dalla sede stradale. Il triangolo viene fornito per le auto nuove, ma su una usata potrebbe mancare: sempre meglio controllare e, nel caso, procurarsene uno. E comunque è meglio agire in anticipo, verificando a casa, con calma, come si può posizionare sull’asfalto e se è abbastanza stabile: a volte si tratta di dispositivi inaffidabili, che meritano di essere sostituiti con altri più robusti. Con pochi euro, si può migliorare molto la sicurezza.

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TORCIA

Per i casi di panne durante la notte è bene avere in auto una torcia con le pile sempre cariche. Sarà indispensabile per capire cosa sia successo alla vettura e quale sia la natura del problema, ma può essere utile anche in molte altre occasioni.

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GUANTI

Se volessimo agire noi stessi per cercare di individuare il problema che ha causato la panne sarebbe indicato l’uso dei guanti da lavoro: potrebbero essere molto utili, per esempio, per cambiare una gomma o anche per montare le catene in caso di nevicata improvvisa, senza sporcarci né rischiare di ferirci.

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FUSIBILI

Il guasto che ci ha lasciato a piedi potrebbe essere causato da un banale problema elettrico. Per questo sarebbe utile avere a bordo una scatola con i fusibili più comuni per la nostra auto (e magari avendo individuato prima dove occorre guardare nell’abitacolo e nel vano motore per cambiarli).

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KIT PRONTO SOCCORSO

Non è strettamente legato al caso dell’auto in panne ma, come precauzione, soprattutto per chi trasporta bambini o persone fragili, conviene avere con sé un kit di pronto soccorso che possa contenere cerotti, disinfettante, garze, pomata cicatrizzante e così via.

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AVVIATORE A BATTERIA

Una delle cause principali per cui l’auto può non partire è la batteria, soprattutto se la vettura non viene usata tutti i giorni e resta ferma per lunghi periodi. Quando la batteria non è più “freschissima” tende a perdere la carica più facilmente e anche dopo due o tre settimane di fermo può capitare che ci lasci a piedi. Per questo sarebbe utile poter disporre di un avviatore portatile. Questo è in sostanza una batteria ricaricabile che fornisce lo spunto alla batteria dell’auto in caso di emergenza. Ma come si usa? Si collega al polo positivo e negativo della batteria e si procede girando la chiave nel quadro per l’accensione dell’auto. Dopo questo avvio di emergenza, però, sarà bene eseguire una ricarica della batteria oppure la sua sostituzione nel caso questa sia troppo datata (una batteria di norma dura dai 5 ai 7 anni in un uso tipico).

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CAVI BATTERIA

Chi non volesse affrontare la spesa per l’acquisto di un avviatore (da tenere comunque carico) può optare per i classici cavi da tenere sempre nel bagagliaio. In caso di batteria scarica permettono di collegarsi a quella di un’altra vettura, prendendo l’energia che serve a far ripartire la nostra auto. Anche in questo caso, dopo l’avviamento d’emergenza è bene rivolgersi subito (e senza far spegnere il motore) a un’officina, che procederà alla ricarica della batteria (o alla sua sostituzione, se necessario).

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KIT RIPARAZIONE PNEUMATICI

Oltre alla batteria scarica, una delle principali cause di panne è dovuta alla foratura di un pneumatico. In questo caso, se la vettura ne è provvista, va sostituita la gomma danneggiata con quella di scorta (da tenere gonfia con controlli periodici). Ma, se il pneumatico non ha danni evidenti (tagli o buchi ampi) è possibile fare prima un tentativo per ripartire utilizzando un kit di riparazione gonfia&ripara. Si tratta di spray che vengono iniettati nella gomma stessa, liberando una schiuma in grado di otturare i piccoli buchi e procedere fino al primo gommista disponibile per la riparazione.

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GANCIO DI TRAINO

Nelle auto più recenti il traino avviene avvitando un apposito gancio alla carrozzeria. L'apposito alloggiamento si trova nascosto da un coperchio nel paraurti. Questo dispositivo è fornito di serie, ma, se magari l’auto usata che avete comprato ne è priva, conviene rimpiazzarlo: costa poco ed è utile anche se siamo noi a dover “salvare” un’altra vettura ferma o in difficoltà, per esempio, perché bloccata nella neve.

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COMPRESSORE GONFIAGGIO PNEUMATICI

Fino ad ora abbiamo visto alcune delle misure da adottare quando siamo già rimasti a piedi. Ma cosa fare per ridurre al minimo il rischio perché questo accada? Una delle cose più utili che possiamo fare è quella di controllare periodicamente lo stato dei nostri pneumatici. Non solo per verificarne l’usura o la presenza di pericolosi “bubboni” che possono significare un danno alla struttura dovuto a una buca o all'urto contro un marciapiedi, ma anche per controllarne la pressione. Con il tempo, infatti, questa tende a diminuire per via delle piccole e fisiologiche perdite di tenuta, ed è fondamentale ripristinare i valori prescritti dal costruttore: una pressione troppo bassa, infatti, potrebbe pregiudicare la tenuta di strada, la frenata e indurre un consumo eccessivo di carburante e del battistrada. Per fare questo è necessario dotarsi di un compressore di gonfiaggio. Ne esistono di più tipi: quelli che si collegano alla corrente, di norma più potenti ma adatti solo all’uso in garage, quelli a pedale e quelli a batteria, che si ricaricano e possono essere usati anche in viaggio.

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CARICABATTERIE

Tenere in efficienza la batteria è uno degli accorgimenti principali per minimizzare i rischi di restare a piedi. Soprattutto se non si usa l’auto tutti i giorni e questa resta ferma per lungo tempo (già dopo due o tre settimane una batteria con qualche anno sulle spalle può scaricarsi). Rimediare è facile a patto di avere a portata di mano un caricabatterie portatile e poter accedere ad una presa di corrente. Collegandolo alla batteria della vettura, in alcune ore otterremo una ricarica completa. I caricabatterie moderni sono “smart”, nel senso che sono in grado di regolare la corrente erogata in base a quanto è carica la batteria ricevente e, una volta completata, fungono da mantenitori erogando una piccola quantità di corrente anche per lunghi periodi al fine di mantenere la batteria in efficienza.

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BATTERIA DELL’AUTO

Anche i migliori caricabatterie non possono nulla se la carica della batteria è scesa sotto un certo livello dopo essere stata lasciata scarica per lungo periodo. A questo punto non resta che sostituirla. È essenziale che venga scelta una batteria con le caratteristiche prescritte dal costruttore della vettura. Per questo alcuni produttori di batterie, attraverso il loro sito web, mettono a disposizione un “configuratore” che consente di scegliere la batteria in base al modello della vettura. Occhio non solo ai valori di amperaggio, ma anche alle dimensioni, perché la nuova batteria deve entrare nell'alloggiamento previsto dal costruttore.

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ADDITIVI

Un altro accorgimento per mantenere in efficienza la propria vettura e quindi minimizzare il rischio di rimanere a piedi è quello di prendersene cura anche utilizzando degli additivi per il motore. Ne esistono di vario tipo, ma i più comuni sono quelli per la pulizia degli iniettori e delle valvole. Il loro utilizzo è molto semplice: basta aggiungere il contenuto di un flacone in occasione del pieno e il resto lo farà l’additivo durante la combustione, contribuendo a tenere puliti iniettori e valvole dai residui carboniosi.

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ASSICURAZIONE TRAINO VETTURA

Potremmo essere i più previdenti possibile, ma non potremo evitare al 100% di restare a piedi con la nostra auto. Per questo è importante aggiungere all’assicurazione Rca obbligatoria per legge anche quella facoltativa chiamata Assistenza stradale, un’ancora di salvezza che evita pesanti esborsi qualora serva il carro attrezzi.