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I 50 anni della Lamborghini Miura

31 maggio 2016

La Lamborghini Miura non è solo una delle auto più belle di tutti i tempi, ma anche capostipite delle moderne supercar.

Il recentissimo premio vinto al Concorso d’Eleganza Villa d’Este 2016 dimostra la popolarità di cui ancora gode la Lamborghini Miura, considerata progenitrice delle moderne supercar e omaggiata quest’anno in occasione del 50° anniversario dal suo arrivo sul mercato. La Miura rientra nel novero delle sportive più valide di tutta la produzione automobilistica italiana e stabilì nuovi punti di riferimento in termini di estetica, prestazioni e sviluppo motoristico, che l’avrebbero trasformata in modello icona: non per altro la sua valutazione è superiore al milione di euro. In questo articolo ne ripercorriamo la storia, legata ad alcune fra le più capaci personalità dell’industria nazionale: il progetto Miura coinvolse Nuccio Bertone, Giotto Bizzarrini, Gian Paolo Dallara, Marcello Gandini, Ferruccio Lamborghini e Paolo Stanzani, affermato ingegnere coinvolto nello sviluppo delle Bugatti EB110 e Lamborghini Countach.

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Ritratto di P206xs
31 maggio 2016 - 15:47
STUPENDA!! certo come cambiano i tempi, come riporta nell'articolo l'auto era la più veloce del periodo e faceva 280 kmh e lo 0-100 in 6,7 secondi. Oggi 6,7 secondi per lo 0-100 sono tempi da utilitaria pepata! :-)
Ritratto di ivanvalenti
31 maggio 2016 - 16:03
1
bella!
Ritratto di luigi sanna
31 maggio 2016 - 16:19
5
Un mito su 4 ruote! Cambiò x sempre il concetto di auto sportiva, anche se già esisteva la GT40, (che nasceva x le gare) la Miura NO, era una cosa mai vista. Se non ricordo male Ferruccio la parcheggiò in una Piazzetta a Montecarlo (nei giorni del Gp), fu un successone, non si parlava d'altro. Il suo numero limitato proprio x volere di Ferruccio, la rende ambitissima e dalle quotazioni esorbitanti... gran bell'oggetto! Una delle mie preferite in assoluto!
Ritratto di Gasswagen
31 maggio 2016 - 16:43
E il bello è che i tetteschi se ne fanno un vanto come se fosse la loro.
Ritratto di SINESTRO
31 maggio 2016 - 18:23
3
ah, quelli poi, dove li metti, capirai....
Ritratto di remo la barca
31 maggio 2016 - 17:48
Della stessa epoca il massimo della sportività degli attuali padroni era la Karmann-Ghia da 40 cavalli. Però nel 69 uscirono con la 914...
Ritratto di Gasswagen
31 maggio 2016 - 20:49
E' che loro giusto in quegli anni hanno cominciato a martellare, anzi a catechizzare, le masse vecchie e nuove con pubblicità martellante, ossessiva, addirittura parossistica che continua tutt'ora. Basta vedere la entità della pubblicità che viene sparata da tutti: riviste, giornali, TV ecc. In questo modo hanno convinto tutti che loro erano e sono (sic) i migliori. Ma è bastato che l'ALFA si sia rimboccata le maniche per far capire di cosa siamo capaci, ammesso che non ci siano già riuscite FERRARI, MASERATI e FCA.
Ritratto di ct46
31 maggio 2016 - 18:11
Una sola parola per definirla "LEGGENDA".
Ritratto di lucios
31 maggio 2016 - 18:59
4
Quando le auto avevano un'anima perché nascevano dal sogno di un uomo e chi le comprava erano persone ricche ma di un certo stile. Oggi sono bolidi tecnologicamente avanzatissimi ma senza un'anima e sempre più spesso in mano a giovanotti arricchiti, che a volte non le sanno manco portare.
Ritratto di lordpba
1 giugno 2016 - 17:40
7
Vero. Magari i ragazzuoli miliardari di oggi le sanno anche guidare i nuovi bolidi, ma non sanno la storia che c'e' dietro, non sanno nemmeno chi e come le hanno progettate e realizzate. Un peccato. Io se fossi miliardario e dovessi regalare una Ferrari a mio figlio (cosa che cmq non farei), gliela farei ritirare a Maranello dalle mani di chi l'ha costruita in fabbrica.
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