La 6 Ore di Spa-Francorchamps 2026 ha tenuto il pubblico con il fiato sospeso fino all’ultimo chilometro, regalando colpi di scena a ripetizione che hanno stravolto l’ordine di marcia. A raccogliere i frutti di una giornata convulsa sono state le due BMW M Hybrid V8 del Team WRT, capaci di approfittare delle disavventure altrui per firmare una bella doppietta. Terza la Ferrari 499P n°50, protagonista di una bella rimonta.
Per buona parte della gara il copione sembrava scritto per Alpine, Cadillac e Peugeot, le tre formazioni che avevano occupato le posizioni di vertice con una certa continuità. Tutto è cambiato quando Malthe Jakobsen è finito fuori dai giochi a due ore dalla fine, innescando la prima Safety Car.

Il finale è stato decisamente convulso. Nell’ultima ora Ayhançan Güven ha tamponato alla Source la BMW n°32 di Augusto Farfus, che a sua volta ha centrato la Ferrari n°51 di Alessandro Pier Guidi. Purtroppo la 499P dei campioni del mondo in carica è stata costretta al ritiro; nuova Safety Car in pista. Alla ripartenza, con 24 minuti sul cronometro, Antonio Félix Da Costa è andato a muro al Raidillon con la sua Alpine A424, togliendo dal tavolo una delle vetture che avrebbe potuto lottare per il successo.
Ne ha approfittato la BMW n°20 di Robin Frijns, Sheldon van der Linde e René Rast, che ha tagliato il traguardo per prima. Alle sue spalle la gemella n°15 di Raffaele Marciello, Kevin Magnussen e Dries Vanthoor, a completare un uno-due storico per il marchio bavarese e per il Team WRT. L’Aston Martin n°007 di Tincknell e Gamble e la Toyota numero 7 di Kobayashi, Conway e De Vries hanno completato la top cinque.

Per la Ferrari, il miglior bottino è stato portato a casa dalla 499P n°50. Partita dall’ottava posizione, ha guadagnato terreno sin dai primi giri: Miguel Molina ha portato la vettura fino alla terza piazza nelle prime due ore, posizione che la Ferrari ha difeso con intelligenza nonostante un intoppo al secondo pit-stop che ha rallentato il turno di Nicklas Nielsen. Il danese ha risposto bene, risalendo con regolarità e consegnando una vettura competitiva ad Antonio Fuoco per le fasi conclusive. Il monegasco si è inserito stabilmente nella top-5 e ha sfruttato ogni apertura offerta dal finale convulso, portando a casa un terzo posto a 2’’622 dalla BMW vincitrice.
Amara invece la gara per la Ferrari n°51. Antonio Giovinazzi aveva impostato una gara solida dalla quindicesima casella, James Calado aveva proseguito il lavoro nella fase centrale e Alessandro Pier Guidi stava cercando la zona punti. A rovinare la festa è stata una vettura GT che ha messo ko l’hypercar del Cavallino, con il ferrarista che non ha potuto fare altro che rientrare ai box. La terza 499P, la n°83 di AF Corse in livrea gialla guidata da Phil Hanson, Yifei Ye e Robert Kubica ha costruito una rimonta paziente che ha portato i vincitori della 24 Ore di Le Mans 2025 fino alla sesta posizione.

In classe LMGT3 il finale ha riservato un epilogo beffardo per la Ferrari. La 296 n°21 di Alessio Rovera, Mann e Hériau sembrava avviata verso la vittoria, ma un’uscita dai box affrettata ha fatto sì che Rovera ostacolasse la McLaren 720S n°10 di Au, Fleming e Kirchhofer. Risultato dell’azione sono stati i 5 secondi di penalità inflitti dalla direzione gara, che hanno consegnato il successo alla squadra britannica Garage 59. Rovera, incolpevole in pista, ha dovuto accontentarsi del quarto posto. Sul podio sono saliti anche Mattia Drudi con l’Aston Martin n°27 del team Heart of Racing, protagonista di un finale brillante insieme a Robichon e James, e Riccardo Pera con la Porsche-Manthey numero 92, condivisa con Lietz e Shahin.
Il WEC si sposta verso l’appuntamento più atteso della stagione. Il Circuit de La Sarthe ospiterà la 24 Ore di Le Mans tra sabato 13 e domenica 14 giugno 2026.


