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Sulle strade cala la mortalità, ma aumentano gli incidenti

9 ottobre 2017

Il Rapporto sulla sicurezza stradale 2017 della Dekra traccia un quadro in chiaro scuro.

Sulle strade cala la mortalità, ma aumentano gli incidenti

IL RAPPORTO - Nel corso della presentazione, a Roma, del «Rapporto sulla sicurezza stradale 2017 - Strategie per la prevenzione degli incidenti sulle strade europee», è emerso come la mortalità per gli incidenti stradali, in Italia, si stia effettivamente riducendo (-4,2%), ma il totale degli incidenti è purtroppo in aumento. Nel 2016 è infatti risultato in crescita del +0,7%. E fra le vittime, diminuiscono motociclisti (-15%) e pedoni (-5,3%), ma aumentano scooteristi (+10,5%) e ciclisti (+9,6%), conseguenza diretta del costante incremento di utenti di questi mezzi di trasporto, specialmente in ambito cittadino. Ma il dato più impressionante di questa pubblicazione, a cura di Dekra Italia (filiale dell’organizzazione mondiale di consulenza sulla sicurezza per i settori “automotive, industrial e personnel”) è quello dell’ “homo smartphone” alla guida. L’uso improprio di questi preziosi dispositivi di comunicazione è infatti al vertice delle cause di incidenti stradali. Oltre agli amministratori delegati di Dekra Italia Toni Purcaro e Alberto Da Silva, hanno preso parte alla tavola rotonda il Sottosegretario alle Infrastrutture ed ai Trasporti Umberto Del Basso De Caro, il Presidente della Commissione Lavori pubblici e Telecomunicazioni del Senato Altero Matteoli, e i Parlamentari Michele Meta, Debora Bergamini e Paolo Gandolfi.

PRINCIPALE COLPEVOLE - “È fondamentale limitare l’uso dello smartphone, considerando che il 90% degli incidenti è determinato da comportamenti errati del conducente. E di questi, l’80% è rappresentato dall’utilizzo dello smartphone”. Intervenire per prevenire comportamenti scorretti è quindi una delle cose più importanti al volante, ha sottolineato Toni Purcaro, ribadendo l’utilità degli strumenti per rilevare il tasso alcolemico del sangue, e dei dispositivo alcol-lock (che impediscono l’avviamento del veicolo se tale livello è oltre un certo limite). “È importante anche l’uso delle cinture di sicurezza, specialmente per i sedili posteriori, e la possibilità di avere un’installazione più ampia dei sistemi dispositivi di sicurezza attivi alla guida, che possono salvare una vita su due. Ovviamente - termina l’ad di Dekra Italia - è utile anche verificare periodicamente il funzionamento di tali dispositivi”.

SVEZIA VIRTUOSA, BULGARIA ULTIMA - “In Italia i numeri relativi alle morti per incidenti stradali stanno migliorando. Ma c’è ancora molto da fare, e molte proposte sono sul tavolo”, aggiunge Purcaro. L’Italia si posiziona a metà classifica per quanto riguarda il livello di sicurezza stradale: “Norvegia, Svezia e Regno Unito, sulla base del rapporto Dekra 2017, sono i Paesi europei più virtuosi. La maglia nera viene assegnata alla Bulgaria. È da segnalare l’esempio positivo della Lituania, la nazione più virtuosa negli ultimi anni per la riduzione delle vittime della strada per numero di abitanti. Nel 2014 era in assoluto la nazione più critica nell’incidentalità, mentre soltanto nel 2016 è riuscita a ridurre il numero di vittime del 22%, grazie a una ragionata intensificazione dei controlli e alla capillare attività di prevenzione attraverso l’informazione, specie verso i guidatori più giovani e toccando il delicato tasto dell’incompatibilità tra assumere bevande alcoliche e mettersi al volante. 

FOCUS SULL’EUROPA - Va ricordato che la situazione, in Europa, non è rosea per nessuno: il 2016 è stato il terzo anno consecutivo di delusione sul fronte della sicurezza stradale. Sulle strade del Vecchio Continente, infatti, sono morte 25.670 persone; l’equivalente di una cittadina di provincia. Rispetto al 2015 il calo è stato appena del 2%. Ed era stato proprio il 2015 da considerarsi come l’anno peggiore, con la mortalità stradale del nostro continente addirittura cresciuta dell’1%, dopo il pareggio del 2014. Dopo l’obiettivo mancato, si è poi assistito negli ultimi tre anni a una recrudescenza del fenomeno dell’incidentalità, certamente dovuta anche al sempre più frequente uso (scorretto e, come detto, improprio) degli smartphone al volante.

CONFRONTO CON GLI USA - E dire che l’Europa nel 2010 si era data l’obiettivo di ridurre del 50% in dieci anni il numero delle vite perse sulla strada. Per raggiungere tale obiettivo sarebbe stato necessario un tasso annuo di riduzione del 6,7%. Invece fino a oggi si è viaggiato sul -3,4%, con il conseguente abbassamento delle vittime sulla strada del 19% nei primi sei anni del decennio. Ora la situazione è più dura, visto che nei tre anni di tempo utile che restano per centrare l’obiettivo, bisognerebbe ridurre i decessi dell’11,4% l’anno. Il paragone tra Europa e Stati Uniti resta, comunque, impietoso: solo nel 2016, infatti, sulle strade americane vi sono stati 40mila morti in più rispetto all’anno precedente, con un tasso di crescita del +15%. “La speranza - commenta Toni Purcaro - è arrivare a una vision zero dei morti su strada”.

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Ritratto di C200
9 ottobre 2017 - 13:00
C'è un errore nell'articolo. I morti negli USA sono stati circa 40.000 in totale e non 40.000 in più rispetto al 2015...
Ritratto di Farinel 76
9 ottobre 2017 - 15:13
La prima causa e' che tutti guidano con la testa sul telefonino
Ritratto di otttoz
9 ottobre 2017 - 15:33
obbligare le case a montare frenata automatica,mentenimento della corsia ed avviso colpo di sonno!
Ritratto di alemian95
9 ottobre 2017 - 16:50
Lo smartphone è la rovina, oggi ho fatto 5 minuti di macchina contati tra andata e ritorno. Durante il tragitto, in una strada per nulla trafficata, ne ho "beccati" 2. Finché gli va bene continueranno a farlo, il problema è che quando sbaglieranno sarà troppo tardi per porvi rimedio.