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Acque agitate in seno all’azionariato della GM

13 febbraio 2015

I fondi speculativi in possesso delle azioni GM vogliono guadagnare di più e fanno pressione sul consiglio di amministrazione.

Acque agitate in seno all’azionariato della GM
UN POSTO IN CONSIGLIO - Wall Street e Detroit, cioè la Borsa e l’industria dell’auto americana, sono in subbuglio per l’iniziativa di quattro hedge fund (il tipo di fondi che mira a realizzare profitti in tempi brevi) detentori di azioni GM che hanno chiesto un posto in consiglio di amministrazione del gruppo per sollecitare il completamento dell’azione di ristrutturazione e riorganizzazione del gruppo. Come misura faro di questo lavoro è stato richiesto il varo entro l’anno di un’operazione di buy back per almeno 8 miliardi di dollari. Le due istanze sono contenute in una lettera che lunedì scorso i fondi hanno inviato al top management della GM 
 
QUATTRO FONDI - La vicenda è rilevante di per sé, perché i fondi protagonisti sono quattro (Taconic Capital, Appaloosa Management, HG Vora e Hayman Capital Management) e complessivamente controllano 31,2 milioni di azioni, cioè circa il 2% dell’intero pacchetto azionario GM. Ma c’è del resto a rendere ancor più clamorosa la notizia.
 
UOMO DELLA CASA BIANCA - A firmare il documento e a fare il proprio nome come candidato per il posto in consiglio di amministrazione è stato il manager 41enne Harry Wilson, con curriculum professionale ai massimi livelli in varie realtà, e soprattutto capo del gruppo di manager che nel 2009 il presidente Obama inviò a Detroit per lavorare assieme al management della GM (contemporaneamente alla messa a disposizione di un congruo numero di miliardi di dollari).
 
BORSA NON PREMIANTE PER GM - Dopo che il lavoro ha cominciato a dare i suoi frutti, con i bilanci tornati a essere positivi, la GM non ha continuato il lavoro di riorganizzazione e nel 2014, nonostante l’ottimo andamento del mercato statunitense, il fatturato è rimasto fermo e l’utile è diminuito. Sotto il profilo azionario l’evolversi della situazione commerciale non ha avuto le conseguenze sperate: nell’autunno 2010 le azioni GM erano quotate 34,19 dollari, e il 9 febbraio - data della lettera di Wilson - non erano andate oltre 36 dollari. Un incremento considerato insufficiente da parte degli hedge fund rappresentati da Wilson.
 
OBIETTIVO: PIÙ DIVIDENDO - In sostanza, Harry Wilson chiede che la GM prenda le misure capaci di permettere di distribuire un dividendo maggiore. Da parte del management della GM la settimana scorsa aveva diffuso la notizia della decisione di alzare del 20% l’ammontare del dividendo. I responsabili finanziari della GM hanno anche fatto presente che gli ultimi risultati economici sono stati negativamente condizionati dagli oneri di competenza GM per le enormi azioni di richiamo compiute nella seconda metà del 2014.
 
CHIESTA CONSULENZA - Mary Barra, chief executive della GM, cioè il numero uno della casa, si è limitata a dire che la somma destinata al dividendo sarà aumentata, mentre per il resto ha preferito tacere in attesa di indicazioni di merito circa la risposta da dare alle richieste di buy back e di presenza nel consiglio di amministrazione. Sulla materia la GM ha infatti chiesto la consulenza specifica alle banche d’affari Morgan Stanley e Goldman Sachs.


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Ritratto di Porsche
15 febbraio 2015 - 15:19
La GM non è mai stata competitiva ai massimi livelli. La crisi del 2009, iniziata e scatenata dalla finanza "creativa" (per essere buoni) USA l'ha messa in amministrazione controllata, ma non è mai stato fatto abbastanza. E' stato fatto quel poco per consentire al governo Obama di riuscire, ma dal punto di vista della competitività, rispetto ai concorrenti Tedeschi e Giapponesi, siamo indietro anni luce. Anche i Giapponesi hanno chiesto aiuto al governo nipponico per ritornare alla rincorsa di Vw, almeno sono ritornati in carreggiata, mentre negli USA la stessa (o comunque molto simile) campagna di QE non ha portato a nulla.... La GM cerca di mantenere le vendite ai livelli dei competitor, ma perde pezzi. Bel lavoro non c'è che dire. Eppure il sottoscritto l'ha sempre sottolineato che non sarebbe bastato un restiling, tanto per rimanere in tema. L'unica soluzione è sgonfiare il "palloncino", non esiste una ristrutturazione che può avvenire in 3 anni. Serve tempo e capacità.
Ritratto di NelSeprio
15 febbraio 2015 - 22:17
Voler comandare col 2% è il colmo. Che sciacalli-.-
Ritratto di prinz4ever
16 febbraio 2015 - 12:12
3
hanno investito, a rischio, e gli investimenti a rischio devono DARE piu' profitti. GM deve togliersi il fardello opel tanto per cominciare e continuare con una strategia lineare per l' europa. Il piu grosso errore e' stato quello di mantenere opel e sopprimere chevrolet. Per un mercato dove la classe media si orienta sulle premium e la classe, chiamiamola alla vecchia maniera, operaia, compra low cost o usato,

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