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Aehra: un nuovo brand per le auto elettriche premium

Pubblicato 30 giugno 2022

Nel 2022 l’azienda italo-statunitense presenterà una berlina e una suv 100% elettriche. Arriveranno sul mercato nel 2025 e saranno caratterizzate da un design raffinato e un’autonomia di 800 km.

Aehra: un nuovo brand per le auto elettriche premium

UN NUOVO MARCHIO - Il design è italiano, il reparto ingegneristico accoglie le menti provenienti da tutto il mondo e il servizio di post vendita segue le logiche americane, consentendo agli acquirenti di entrare a fare parte come membri di una community. Così si presenta il nuovo marchio automobilistico Aehra, ossia la startup italo-statunitense che vuole sfruttare al massimo la tecnologia e le potenzialità dei veicoli elettrici e della guida autonoma, per inserirsi nel mercato delle auto della prossima generazione. Le prime due vetture dell’azienda saranno rispettivamente una suv e una berlina: saranno presentate nel corso del 2022, con le loro prime consegne previste nel 2025. 

CONCEPITI SU BASE ELETTRICA - Secondo i fondatori della Aehra, le auto elettriche attualmente in commercio sono basate sui modelli tradizionali e applicano solo una diversa forma di alimentazione a strutture studiate per motori a combustione interna. Per questo motivo le vetture della startup sono studiate appositamente per un’architettura a corrente con l’aerodinamica, il design, lo spazio dell'abitacolo, il comfort a bordo specifici pensate per permettere un alto rendimento in termini di autonomia e prestazioni. Infatti, i primi numeri dichiarati dall’azienda, preannunciano l’arrivo di due auto con almeno 800 chilometri di autonomia.


> Nella foto qui sopra Hazim Nada e Sandro Andreotti fondatori di Aehra.

SI PUNTA SULL’ESPERIENZA - Nei prossimi anni le performance delle vetture saranno degli indicatori di valore, ma che non determineranno la scelta dei clienti: per l’Aehra saranno infatti la forma del veicolo e l’abitabilità le due caratteristiche imprescindibili che guideranno la scelta degli automobilisti (per esempio la suv avrà un ampio spazio a bordo, per ospitare comodamente cinque persone). Per quanto riguarda l’acquisto delle vetture, che avverrà online, ci sarà anche a disposizione un servizio di ricerca e post-vendita completo, che prevederà anche la formula dell’iscrizione in una membership di proprietari Aehra.

PRODUZIONE DI QUALITÀ ED ESPERIENZA - La produzione di serie prevederà l’utilizzo dei materiali compositi, per ridurre il più possibile il peso della scocca, mentre le linee di assemblaggio e di verniciatura dei veicoli non saranno internalizzate, per abbattere i costi. Tra i volti dell’Aehra segnaliamo Hazim Nada, il ceo dell’azienda, e che nel 2015 fondò Aero Gravity, ossia la galleria del vento verticale più grande d'Europa con Sandro Andreotti (che è anche co-fondatore di Aehra, entrambi nella foto qui sopra). Alla guida del dipartimento di design dell’azienda, l’ex direttore del centro stile Lamborghini, Filippo Perini: il designer che ha seguito lo sviluppo dell’Aventador, della Murciélago LP 640, della Huracán, della Urus e della Reventon. Figura che ha anticipato l’utilizzo di forme funzionali per i prossimi modelli della Aehra, che saranno caratterizzati da un’aereodinamica avanzata. Nel piano di sviluppo la startup punta a introdurre i veicoli nei mercati chiave, tra cui: il Nord America, l’Europa, la Cina e gli Stati Arabi del Golfo, considerati come le principali aree di riferimento.

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Ritratto di BZ808
30 giugno 2022 - 07:38
Sempre marchi nuovi... ma con tutti i marchi scomparsi o dormienti che ci sono non è meglio rispolverare qualche gloria del passato? Solo per restare in Italia, Isotta Fraschini, Iso Rivolta o, per essere un po' esotici, De Tomaso...
Ritratto di Oxygenerator
30 giugno 2022 - 08:12
Ma perchè mai ? Per quale stravagante motivo si dovrebbe preferire un marchio vecchio, ad uno nuovo ? Anzi, proprio perchè devo rimarcare che la mia azienda fa qualcosa di diverso da ciò che è sempre stato proposto, non utilizzo marchi già nella storia automobilistica, ma qualcosa di nuovo e attuale.
Ritratto di BZ808
30 giugno 2022 - 09:22
Non c'è nessun motivo stravagante, solo il fascino che certi brand suscitano negli appassionati. Si può benissimo proporre qualcosa di diverso e innovativo sotto insegne gloriose, tanto più che ci sono tanti marchi "dormienti" che hanno fatto dell'innovazione e della "diversità" la loro cifra stilistica!
Ritratto di Luk maserati
30 giugno 2022 - 12:09
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Bisogna vedere quali di questi nomi dormienti sia effettivamente disponibile/in vendita e se lo sforzo economico di acquisirlo serva. Vantare poi una storia di diversi decenni fà, con tanto di chiusura/fallimento e poi costruire oggi qualcosa che non ha nulla a che farci non ha molto senso. Oltretutto questi, dalle dichiarazioni, sembra proprio volersi slegare dalla tradizione e storia automobilistica per proporre "qualcosa di nuovo". Vedremo se si concretizzerà o sarà l'ennesimo fuoco di paglia con annunci e proclami che poi sparisce o rinvia per difficoltà di realizzazione o aspetti economici.
Ritratto di BZ808
30 giugno 2022 - 15:13
Mica parliamo di fare auto con marchio Mivar... X-))) Però il fatto della proprietà del brand è vero, è un problema... molti come, che ne so? Talbot, Innocenti, DKW, ecc. sono "dormienti" perché inutilizzati dai proprietari, altri tipo Rover non possono essere usati, ecc.! Però vuoi mettere quanta più presa sul grande pubblico avrebbe una Isotta Fraschini rispetto a un brand sconosciuto? Di Tesla non ne nascono tante...
Ritratto di giulio 2021
1 luglio 2022 - 11:43
Talbot è stato utilizzato malissimo da Chrysler Europe quella volta nel 1980 circa, cioè i modelli Horizon e Samba erano anche una buona risposta alla Golf e alla 127 per dire, però si poteva benissimo continuare ad usare SIMCA che era più adatto e francese, Talbot quella vera era una Casa britannica di gran prestigio che continuava nell'anteguerra a costruire auto superiori alle Sunbeam che l'aveva acquisita e già Sunbeam col suo modello 3 Litre era una concorrente delle famose blower Bentley 4.5 Litre che vincevano a Le Mans e tra le auto più prestigiose dell'epoca, appunto sempre le 3 Litre erano considerate da molti superiori alle Rolls Royce... Guardatevi che capolavori di stile classico inglese le Talbot 75, 95 e 105 degli anni 30.
Ritratto di Oxygenerator
1 luglio 2022 - 11:54
Stiamo parlando di quasi 100 anni fa ???
Ritratto di giulio 2021
1 luglio 2022 - 15:54
Talbot è stato usato per le auto e poi per i furgoni che erano dei Ducato fino quasi al 2000... Isotta Fraschini fa motori ferroviari e marini, Sunbeam esisteva fino a metà anni 80, Triumph fa le moto, in realtà quasi tutti i marchi sono arrivati, in qualche maniera, molto vicini ai nostri giorni.
Ritratto di bangalora
1 luglio 2022 - 18:22
Oramai i marchi passati sono solo un ricordo ora abbiamo bisogno di nuovi stimoli e i giovani hanno molta piu' fantasia e coraggio di molti di noi. Largo ai giovani, alle nuove leve e alle teste fini, non lasciamoli scappare dell'Italia abbiamo moltissimi giovani bravi.
Ritratto di BZ808
1 luglio 2022 - 21:48
Ma chi ha detto.che devono scappare? Chi dice che non devono portare avanti idee nuove? Io parlo di brand, di appeal, di marketing! Un brand noto, storico e dal fascino indiscusso può essere solo un bel viatico per qualcosa di innovativo, giovane e in cerca di visibilità!
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