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Aggressività alla guida: la parola allo psicologo

Pubblicato 09 giugno 2020

Intervista a Francesco Fisichella (psicologo e psicoterapeuta) sulla “road rage”: l’aggressività che colpisce molti guidatori.

Aggressività alla guida: la parola allo psicologo

AGGRESSIVI IN AUTO: PERCHÉ? - Non sono rari gli scontri verbali fra utenti della strada: ne sono testimonianza anche alcuni episodi recenti. Ne parliamo con Francesco Fisichella, psicologo e psicoterapeuta (nella foto qui sotto).

Perché talvolta si hanno reazioni eccessive mentre si è alla guida?
Innanzitutto, precisiamo cosa è l’aggressività. Si tratta di una caratteristica della personalità che predispone ad attaccare o a danneggiare gli altri, viene influenzata da fattori biologici, psicologici e sociali e si manifesta in diversa misura a seconda dei contesti. Nell’ambito della guida, la letteratura scientifica è così vasta che è stata coniata la definizione di “road rage”. Si tratta di una sindrome di aggressioni verbali o fisiche, scatti d’ira da parte di un guidatore verso un altro utente della strada. Che non è per forza un altro automobilista, ma può essere anche un motociclista, un ciclista, un pedone, una persona che va su un monopattino elettrico. E viceversa. Ne nascono discussioni che possono degenerare in offese e, alla peggio, in scontri fisici molto pericolosi.

Lo stress dovuto alla pandemia da coronavirus ha incrementato questa aggressività stradale?
Non è da escludere che il “lockdown” da Covid-19 abbia fatto crescere la frustrazione interiore, che qualcuno scarica quando è per strada. Alcuni ricercatori sostengono che la rabbia sarebbe stimolata dall'anonimato che deriva dall'abitacolo. L’auto è vissuta come un “guscio protettivo”. Ci sentiamo al sicuro, come se fossimo a casa nostra. E questa condizione ci autorizza a tirare fuori anche gli aspetti più caratterizzanti dal punto di vista emotivo, qualora lo strato protettivo venga messo un po’ a rischio. Ma l’elemento critico è il sovraccarico cognitivo. Guidare al giorno d’oggi, con il traffico e i vari vincoli ambientali e di sicurezza, è sempre più un’attività che c’impegna e ci stressa mentalmente e fisicamente. C’è chi non regge la pressione quando si trova “imbottigliato” in coda. Tanto che uno spostamento urbano o un viaggio in autostrada diventano un’odissea sotto il profilo nervoso.

Quali le ricadute del sovraccarico cognitivo?
La pressione psicologica ci porta ad abbassare molto il controllo lasciando spazio all’impulsività, con esplosioni d’ira e di aggressività. Tutto quello che è fuori dall’auto viene visto come un nemico e causa del nostro nervosismo, specie se già si è sotto stress per questioni che riguardano salute, rapporti interpersonali, lavoro. E qui si torna alla questione pandemia di coronavirus, che ha messo a dura prova tutti.

Il carattere dell’individuo incide sulla propria aggressività in auto?
Alcune ricerche evidenziano una correlazione tra personalità e stile di guida. In un sondaggio condotto su 171 automobilisti inglesi, si è evidenziata una stretta correlazione tra il temperamento aggressivo del guidatore, il numero delle infrazioni al codice della strada e la tendenza a manifestare molto velocemente intolleranza agli imprevisti, con scatti d’ira verbali e fisici. Ma anche una persona pacata può diventare aggressiva alla guida, soprattutto se il livello di stress dovuto al traffico è elevato. Insomma, se ci sono persone maggiormente inclini all’impulsività, nessuno si può dire esente da reazioni emotive eccessive, specie se l’indice di stress personale relativo alla qualità propria vita è pessimo. Le frustrazioni vengono talvolta sfogate mentre si guida.

Quanto pesa il traffico?
Parecchio. Un studio dell’Università tedesca di Mannheim evidenzia come il contesto della città e del traffico sia percepito come “ambiente innaturale” dal nostro cervello. Sulla scorta del nostro Dna, ogni individuo sarebbe libero di passeggiare nei boschi o di andare a caccia, senza vincoli e senza dover per forza frequentare i propri simili. Al contrario, nel traffico urbano si è costretti a vivere in un contesto ostile, con persone sconosciute, rumori, luci. Questo contrasto  “primitivo”, con l’aggiunta dell’aria malsana che si respira, agisce a livello nervoso, causando un deficit di ossigeno al cervello che genera risposte comportamentali ed emotive alterate. Il principio vale per tutti, comunque, non solo per gli automobilisti ma anche per gli altri utenti della strada.





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Ritratto di studio75
9 giugno 2020 - 17:51
5
Nel traffico intenso consiglio un buon cambio automatico e ascoltare un bel programma alla radio.
Ritratto di Giuliopedrali
9 giugno 2020 - 18:06
Effettivamente quello dell'agressività alla guida nel senso di sfogo di agressività dopo aver subito un torto: uno che ti taglia la strada che ti viene addosso o quasi in maniera pericolosa etc è un problema non da poco perchè può caderne vittima chiunque, donne e motori (o uomini per le donne) sono le uniche cose per cui può capitare di vedere una scazzottata o una baruffa anche tra persone assolutamente tranquille di solito. Per quello dico che l'auto non è in nessun modo un oggetto razionale, mi fanno sorridere quelli che le incasellano in categorie precise, come se ognuno di noi acquistasse (per categoria) e si comportasse in auto in misura solo razionale, ma quando mai... un pò come un luminare della medicina avanti con gli anni può perdere la testa per una fanciulla.
Ritratto di Magnificus
9 giugno 2020 - 19:22
Beh in effetti ...e come quello che si è innamorato della 33 Imola...non è razionale ma esiste;-))))
Ritratto di Giuliopedrali
10 giugno 2020 - 09:06
Razionalmente è la migliore auto che esista, irrazionalmente sono tante supercar che ogni giorno le lasci in garage perchè...
Ritratto di Miti
12 giugno 2020 - 15:40
1
Parole sante
Ritratto di LanciaRules
9 giugno 2020 - 18:07
Se rispettaste la segnaletica orizzontale e verticale, deste correttamente le precedenze, usaste gli indicatori di direzione per segnalare le svolte e vi immetteste col giusto tempismo anziché far inchiodare chi sopraggiunge, sarei molto meno nervoso...
Ritratto di elitropi cristian
9 giugno 2020 - 18:32
Contro lo stress,guidate Toyota hybrid...
Ritratto di Pavogear
9 giugno 2020 - 22:10
Come fa uno a non innervosirsi tra automobilisti rimbambiti che non sanno al differenza tra uno stop e un dare la precedenza, gente che per passare un incrocio ci mette un anno, che inchioda quando scatta il giallo anche se è sotto il semaforo, che occupa la corsia di sorpasso a bassa velocità perché così non deve fare il cambio corsia, che non mette la freccia quando deve svoltare, che puntualmente taglia ogni incrocio e ogni curva a sinistra, ecc...? E come fare a non innervosirsi con i ciclisti che vanno via in doppia, tripla, n-esima fila o con quelli che siccome lo fanno per sport oppure sono semplicemente incapaci di andare in giro allora vanno in strada anche quando a fianco c'è la pista ciclabile? E come non innervosirsi per i pedoni che attraversano senza guardare perché "le strisce mi danno il diritto di attraversare la strada e tu cattivo in macchina ti devi fermare" oppure quelli che attraversano fuori dalle strisce sempre senza guardare? Io sfido la persona più mansueta e buona di questo pianeta a non innervosirsi con gente così rimbambita. Purtroppo però le patenti vengono date a cani e porci, e al tempo stesso i cosiddetti utenti deboli della strada possono fare quello che vogliono visto che tanto non avranno mai il torto completo in caso di sinistro grazie allo stupendo codice della strada vigente in Italia. Per esempio per assurdo (ma neanche tanto visto che purtroppo succede) se in tangenziale un ritardato mi attraversa la strada a piedi o in bici all' improvviso e io malauguratamente lo investo, la colpa è anche mia che non sono riuscito ad evitarlo. Finché non cambierà tutto questo sistema insulso, continueremo a parlare di aggressività alla guida e purtroppo di tutti gli incidenti prodotti anche dalle disattenzioni che questo stato d'animo va a comportare
Ritratto di franzio
10 giugno 2020 - 08:47
Condivido al 100 per cento. Giustissimo.
Ritratto di LanciaRules
10 giugno 2020 - 09:23
Condivido...ma quello che tu descrivi la chiamano democrazia...
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