Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, il decreto sull’alcolock entra ufficialmente in vigore, definendo caratteristiche tecniche e modalità di installazione del dispositivo, una delle novità principali del nuovo Codice della Strada in vigore dal 14 dicembre 2024. L’alcolock è un sistema elettronico da installare sui veicoli che impedisce l’avviamento del motore se il conducente presenta un tasso alcolemico superiore allo zero. Obbligatorio per chi è già stato sanzionato per guida in stato di ebbrezza con un tasso superiore a 0,8 g/l, diventa vincolante per un periodo di due anni successivi alla sospensione della patente (da sei mesi a un anno). In caso di tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l, l’obbligo si estende a tre anni.
Il dispositivo può essere installato su auto private, veicoli commerciali e autobus, a patto che rispetti gli standard tecnici previsti dalla normativa europea. I produttori devono garantire manuali dettagliati per installazione, utilizzo e manutenzione, mentre gli installatori autorizzati sono tenuti ad applicare un sigillo speciale per impedire manomissioni. L’elenco degli installatori accreditati e dei modelli compatibili sarà disponibile sul portale dell’automobilista.
Il costo stimato dell’alcolock, comprensivo di installazione e omologazione, si aggira attorno ai 2.000 euro. In caso di mancata installazione, si rischia una sanzione amministrativa da 158 a 638 euro e la sospensione della patente da uno a sei mesi. Le sanzioni raddoppiano in caso di manomissione del dispositivo, mentre se il conducente recidivo viene sorpreso nuovamente in stato di ebbrezza senza l’alcolock a bordo, le sanzioni vengono aumentate di un terzo. Durante i controlli su strada, l’automobilista deve essere in grado di esibire la dichiarazione originale di installazione e il certificato di taratura aggiornato.
Non mancano tuttavia le perplessità, la prima delle quali, sollevata da Federcarrozzieri, riguarda le difficoltà dell’installazione su auto vecchie (il 22% del parco auto circolante ha un’età superiore a 19 anni). Mentre l’Aiped (Associazione italiana periti estimatori danni) segnala criticità nel decreto, come l’assenza di personale tecnico qualificato presso la Motorizzazione per verificare l’installazione, dato che tali operazioni non rientrano tra quelle soggette a visita e prova.




































