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Alla scoperta dei giovani piloti italiani: Davide Rigon

12 agosto 2010

Il pilota veneto, dopo un anno di GP2 è tornato nella Superleague, la categoria che utilizza vettura da 650 cavalli e coinvolge i club di calcio, che aveva vinto nel 2008. Ed è nuovamente tra i protagonisti.

UN RITORNO - È divenuto uno dei piloti più esperti della Superleague Formula. Un punto di riferimento per tutti. Davide Rigon, campione della categoria nel 2008 per il club Guoan Pechino, è tornato quest'anno nel campionato che mischia le quattro ruote con i club di calcio. Nel mezzo, una parentesi tutto sommato positiva nella GP2, ma che purtroppo non ha avuto un seguito per motivi di budget. Rigon nella Superleague difende ora i colori del club belga dell'Anderlecht (Bruxelles) e guida la vettura del team Azerti. Su sette prove disputate, ha ottenuto una pole e una vittoria ad Assen in gara 1, tre secondi posti (Nurburgring e Zolder nella prima corsa, Brands Hatch in gara 2), un terzo a Magny-Cours in gara 2. Ma, soprattutto, Rigon ha vinto due Finali (le prove sprint che disputano i sei piloti migliori dopo le due corse principali e che assegnano ambiti premi in denaro) ad Assen e Zolder, e conquistato in questo contesto tre secondi posti. Rivitalizzando le casse del team. In campionato occupa ora la terza posizione con 427 punti. Davanti a lui il Milan (Yelmer Buurman) con 463 e il Tottenham (Craig Dolby) con 461.

Com'è andata fino a questo momento la tua stagione 2010?
"La stagione è partita con qualche difficoltà, ma i risultati sono arrivati. Ci stiamo tutti mettendo di impegno, e lavorando duramente per migliorare senza lasciarci frenare o abbattere dai problemi che ci possono essere. Occorre mantenere la concentrazione. Comunque, si può ancora migliorare".


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Sempre in lotta per il titolo, ma cos'è cambiato dalla vittoria del titolo 2008 per il club Guoan Pechino?

"La situazione è molto diversa da quella di due anni fa, quando c'era il team Zakspeed. Avevano moltissima esperienza internazionale e, anche se le vetture erano nuove per tutti, sapevano cosa fare per essere competitivi. Quest'anno sono con una squadra nuova, Azerti, che sta ancora crescendo, e alla quale offro volentieri il mio contributo. Nonostante alcune sfortune, siamo comunque nelle posizioni che contano".

Qual è il lato più positivo della Superleague Formula?
"Una delle cose più belle è avere la percezione che abbiamo tutti lo stesso materiale. Anche quando ci sono dei distacchi importanti capisci chiaramente da dove vengono, magari da errori di guida o problematiche tecniche. Quando gli altri vanno più forte c'è sempre una spiegazione plausibile e questo fa capire come tutti siano sullo stesso piano".

Cosa ne pensi di Brands Hatch, dopo averci corso e dopo il brutto incidente di Van Der Drift?
"È un tracciato molto bello dal punto di vista della guida. Il pilota può ancora fare la differenza osando qualcosa in più. Però, disputarci una gara con 20 macchine come quelle della Superleague è molto più pericoloso, perché mancano i margini di sicurezza. Penso che la categoria si debba evolvere su tracciati più simili agli standard da Formula 1. Un po' meno spettacolari forse, ma anche più sicuri".

Qual è l'obiettivo del finale di stagione?
"È quello di lottare fino alla fine per la vittoria, perché ne abbiamo il potenziale e, nonostante tutto, ci troviamo in una buona posizione. Ci proveremo".



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