IBRIDO SPORTIVO - Il numero uno della Porsche ha annunciato pochi giorni fa che la nuova edizione della 911 (attesa nel 2019) sarà dotata in futuro anche di un motore ibrido. La notizia è storica, perché riguarda un’icona dell’automobilismo sportivo, ma in realtà non è così sorprendente: nei prossimi anni infatti molte sportive adotteranno un motore elettrico a supporto di quello a benzina, in grado di aumentare le prestazioni dell’auto in accelerazione o ripresa e tagliare le emissioni di CO2. Anche la velocissima Mercedes-AMG Project One sarà dotata di un motore ibrido, e lo stesso vale per la supercar della McLaren in arrivo del 2019. Nel filone si inserisce anche la società statunitense Aria Group, un’azienda specializzata nel ramo della progettazione di automobili, che ha mostrato in anteprima al Salone di Los Angeles una coupé disponibile con un tradizionale motore a benzina o con un ibrido ad alte prestazioni: le auto si chiamano Aria FX e FXE e dovrebbero arrivare nel 2019.

MATERIALI NOBILI - Le Aria FX e FXE sono coupé molto sofisticate ed evolute, basate su un telaio monoscocca in fibra di carbonio e “vestite” con una carrozzeria nello stesso materiale. Il costruttore ha scelto inoltre leggere ruote in metallo forgiato e utilizzato la tecnica dello stampaggio 3D per realizzare alcuni componenti (non è stato precisato quali), in maniera da tagliare le spese ed i tempi di sviluppo e costruzione. La Aria è lunga 447 cm, ha il motore centrale-posteriore e pesa 1.565 kg (non è dato di sapere quale versione), caratteristiche in linea con Audi R8 e McLaren 570S. La Aria FX ha un motore V8 6.2 sovralimentato, stando alle informazioni note, a cui si affianca sulla FXE un motore elettrico alimentato da una batteria con capacità di 10 kWh. Il costruttore parla di una potenza massima di 1.150 CV, di un’accelerazione 0-96 km/h in 3,1 secondi e di una velocità massima nell’ordine dei 340 km/h, ma è probabile che questi di numeri si riferiscano alla più veloce e scattante FXE. Il cambio è automatico a doppia frizione.


