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Da sabato altro aumento di benzina e gasolio

27 febbraio 2014

Dal 2010 è la decima volta che lo stato aumenta l’accisa su benzina e gasolio, oltre a due aumenti dell’Iva.

Da sabato altro aumento di benzina e gasolio
AUMENTI... DEL FARE - Gli annunci sono per miliardi di tagli di imposte; la realtà è di millesimi di euro, ma di aumenti. In particolare delle accise su benzina e gasolio. Sabato 1 marzo infatti scatterà l’aumento programmato nel  giugno dell’anno scorso nell’ambito del varo del cosiddetto “decreto del Fare”. 
 
0,24 IN PIÙ - Gli aumenti portano l’accisa sulla benzina da 728,40 a 730,80 euro per mille litri e da 617,40 a 619,80 euro per mille litri di gasolio, vale a dire 0,24 centesimi in più per litro. Detta così non appare una gran cosa ma se si tiene conto che dal 2010 le accise sono aumentate dieci volte, e che ci sono stati due aumenti dell’Iva, ecco che anche questo piccolo incremento  assume il suo rilievo. 
 
COSTO PER LE FAMIGLIE - Il centro studi della CGIA di Mestre (artigiani) ha calcolato che una famiglia che usi una vettura a benzina con cui percorre 15 mila chilometri all’anno, rispetto a quattro anni fa, debba affrontare un esborso superiore di 257 euro, mentre per un’auto a gasolio, per cui si considera una percorrenza media annua di 25 mila chilometri, la differenza è di 388 euro.
 
AUMENTI GENERALIZZATI - E dato che la maggiore spesa non riguarda soltanto le famiglie, tale crescita della spesa per carburante si traduce anche in incremento dei costi per ogni attività economica implicante l’uso di un automezzo. Con conseguenze sui prezzi di ogni genere di prodotto. Purtroppo l’aumento del primo marzo non è neanche l’ultimo in programma. L’Assopetroli Assoenergia ha analizzato i provvedimenti governativi dei mesi scorsi constatando che da adesso al 2018 la pressione fiscale sui carburanti crescerà di 1,44 miliardi, di cui 1,18 relativi all’accisa e 260 milioni all’Iva.
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Ritratto di onavli§46
27 febbraio 2014 - 10:46
arrabbiarsi ulteriormente con "questi signori" che dicono di governare un popolo ed un Paese, peraltro, negli illeciti della Costituzione della Repubblica Italiana, Si renderanno presto conto, e già se ne stanno pienamente rendono conto, che gli aumenti per far ulteriore -cassa-,, e non solo dei carburanti, già dallo scorso anno, hanno portato ad una riduzione delle entrate allo Stato, per, tutti gli annessi e connessi. Più si prosegue su questa strada, e più la situazione peggiora. Gli aumenti dei carburanti, bloccheranno il Paese in ogni senso per effetto naturale economico, dovuto ai maggiori ed aumentati costi del trasporto, del prodotto e delle relative tasse.
Ritratto di onavli§46
27 febbraio 2014 - 22:27
*consumi carburanti nell'anno 2013 sono -3,4% rispetto all'anno 2012; di cui: -4,9% benzina -2,7%gasolio *consumi petroliferi nell'anno 2013, rapportati all'anno precedente - 61mln di tonn * lo stato, ha avuto un introito fiscale sui carburanti di -968mln di € nell'anno 2013, rispetto al 2012. Questo, il panorama delle iniziative Governative dovute ai Governi Monti, Letta; ciò significa molto chiaramente che il Governo dei Tecnici, voluto dal Capo dello Stato, e sia pure il Governo delle Larghe intese, voluto sempre dal medesimo, hanno effettuato, nel settore specifico dei carburanti, relativo alle varie accise, ed agli aumenti' iva, un grandioso flop sul gettito fiscale di entrata nelle casse dello Stato. Non consideriamo, la generalità del settore auto, con i vari e pesanti balzelli di tassazione applicati, ed anche i costi dei pedaggi autostradali ivi aumentati pur nel 2013. Panorama disastroso, per nulla compensato, sia dal vistoso calo produttivo dell'industria, dell'artigianato, dell'agricoltura, del turismo, e sopratutto dalla crescita della pesante disoccupazione e delle ore di CIG richieste e perpetrate nei vari settori di competenza. A tutto ciò, aggiungiamo, solo per onor di cronaca e senza entrarvi nel merito specifico, il crollo per potere d'acquisto dei salari e delle pensioni, nonche i vari tassi d'interesse su mutui e finanziamenti agevolati, sia per privati e piccole imprese in stato di palese necessità. Dunque, anche se l'ennesimo aumento, pur se considerato erroneamente "quasi insignificante", (ma insignificante non è e non sarà), va ad aggiungersi alla folle corsa di tassazione generalizzata che i vari Governi passati e presenti hanno e stanno perpetrando irreversibilmente. Che dire, che la misura è colma?, che si cercherà di sopravvivere senza soluzioni?, oppure che sinecessità irrevocabilmente di un radicale cambio di rotta e di strategia economica e di Governo del Paese. E forse questo ultimo passo, è il vero reale problema dell'Italia: il Governo del Paese, sia dal lato politico che in quello gestionale.
Ritratto di BALE_93
27 febbraio 2014 - 11:01
Disoccupazione giovanile che a Novembre 2013 è arrivata al 41,6 %, mentre il tasso generale al 12,7 %, imposte in continuo aumento e per la terza volta di seguito abbiamo un premier eletto da non si sa' chi... Oltre agli altri mille problemi che affliggono il nostro paese! Queste merde altro che parlare non fanno, il posto giusto per loro sarebbe in qualche piazza appesi a testa in giù.
Ritratto di mauro turco
27 febbraio 2014 - 11:11
voi aumentate il prezzo dei carburanti noi in friuli vg andremo ancora di più in Slovenia ed Austria a rifornirci...ora sembra che anche le ambulanze potranno recarsi oltre confine a rifornirsi.Benzina euro 1.45,gasolio euro 1.32 al 26/02/2014
Ritratto di onavli§46
3 marzo 2014 - 00:11
che questo sistema risolva i problemi nazionali. Non credo proprio, risolve i problemi personali, di chi fà questo tipo di rifornimento in Slovenia ed Austria ecc. Ma il problema della lievitazione dei prezzi a livello nazionale, non li risolve sicuramente.
Ritratto di maparu
27 febbraio 2014 - 11:42
A questo punto serve Superman al governo visto che anche con Renzi le cose non cambieranno. Povera Italia.......peccato che sono troppo distante dal confine sloveno ed austriaco lì un litro di gasolio si paga 1,38/1,40 € al litro. VERGOGNA
Ritratto di carlo1967
27 febbraio 2014 - 11:52
Non ho nessuna intenzione di difendere Renzi ed infatti non mi interessa. Questo aumento ennesimo lo hanno deciso Saccomanni ed il buon Letta che sembrava che dormisse invece era molto sveglio ad impoverirci ancora. Che pena questo paese!
Ritratto di yeu
27 febbraio 2014 - 20:12
Quello che dici è vero, però è stato invocata la revoca dell'ennesimo aumento e Renzi non si è degnato nemmeno di rispondere. Personalmente mi sono stancato di sentire che c'è la crisi, perchè quella parola serve a giustificare aumenti continui per continuare con gli sprechi a dismisura e Renzi altro non è che la marionetta dei banchieri. Ti sei mai chiesto perchè un politico che fino a 2 anni fa era sconosciuto e poi ha avuto una notorietà sconfinata senza di fatto aver mai fatto niente di così eccezionale? Eppure tutte le TV ne parlano da mesi con grande enfasi, la domanda mi nasce spontanea, perchè? O meglio, chi c'è dietro?
Ritratto di zetarom
28 febbraio 2014 - 13:21
Ma che cavolo centra Renzi su dai siamo perlomeno seri. C'è a chi piace e a chi no ( a me no ) ma sinceramente dargli sta colpa???' Pensate piuttosto se uscissimo dall 'Euro e andassimo a cercare di comprare il petrolio con le LIRE ah ah ah altro che aumento
Ritratto di yeu
28 febbraio 2014 - 19:14
Non so quanto tu ne capisca di economia, ma se vai su youtube troverai degli economisti seri con dei ruoli di primissimo ordine che spiegano cosa succederebbe se l'Italia uscisse dall'Euro. Per incominciare ci sarebbe una svalutazione di non oltre il 20%, anche perchè la svalutazione già c'è stata e si chiama semplicemente spread. Forse ti sembrerà strano e forse non troverai nessun nesso con quello che dico, però sappi che è proprio così, l'unica cosa è sapersene uscire gestendo la cosa da persone capaci. Per quanto riguarda il petrolio comprato con le lire, devi sapere che con l'uscita dall'Euro pagheremmo anche altre materie prime più care, ma avremmo un adeguamento salariare che di fatto ne annullerebbe l'effetto, senza considerare la più alta competitività industriale e ,cosa da tenere bene a mente, le pretese del fisco sarebbero molto meno onerose, perchè si convertirebbe il debito in moneta debole e in automatico anche i cittadini ne trarrebbero beneficio. Inoltre con gli aumenti salariali non ci sarebbero degli aumenti delle rate dei mutui e di conseguenza con il passare degli anni il peso delle rate, anche se di uguale importo, avrebbero un peso minore sul cittadino rimettendo in sesto il potere d'acquisto che di fatto incomincerebbe a risalire. Inoltre il valore della moneta lo fanno i mercati e ci sono fior fiore di investitori che sarebbero pronti a venire a creare industrie in Italia se esce dall'Euro per poterne sfruttare il made in Italy. Inoltre ci sono ben 4 premi Nobel per l'economia che dichiarano senza mezzi termini che il paese che più di ogni altro ne beneficerebbe della comunità europea è proprio l'Italia, perchè se non si sbriga a farlo le cose possono solo peggiorare in quanto le aziende sono ormai per la maggior parte al limite. Non so se capisci il meccanismo della leva finanziaria, ma quando dicono che uscire dall'Euro non si può è falso, l'unica cosa di cui si ha veramente paura è che se si esce bisogna farlo senza errori e con intelligenza e quest'ultima purtroppo nei palazzi manca.
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