RICHIESTA DI RIMBORSO - “L’Anas riduca temporaneamente le tariffe autostradali, in modo proporzionale agli aumenti dei pedaggi annullati dal Consiglio di stato”. Questa la proposta del Codacons all’indomani della decisione dell’organo giurisdizionale amministrativo che ha confermato la sentenza del Tar del Lazio di stoppare i rincari per la circolazione su autostrade e raccordi autostradali decisi dal Governo. L’associazione dei consumatori propone un periodo di indennizzo di 36 giorni, pari al tempo in cui sono state in vigore le nuove tariffe: dal 1 luglio al 5 agosto. Fino a quando, cioè, l’Anas non ha sospeso i rincari in tutta Italia, ottemperando così a un primo pronunciamento del Consiglio di stato che, bocciando il ricorso cautelare di urgenza presentato dalla stessa azienda statale e dalla presidenza del Consiglio dei ministri, si riservava la facoltà di decidere il 31 agosto. Riunione che si è conclusa, come è noto, con la conferma della decisione del Tar.
PRONTA LA CLASS ACTION - “Se non verranno accordati i rimborsi spettanti agli utenti, si procederà a un’azione collettiva”, spiega Carlo Rienzi, presidente del Codacons. Anzi. Le preadesioni alla class action sono già iniziate (i moduli sono scaricabili dal sito dell’associazione: http://www.codacons.it). Ha sollevato un gran polverone anche la precisazione fatta dal Consiglio di stato, secondo cui la decisione del Tar del Lazio riguarderebbe i soli tratti stradali di competenza degli enti che hanno fatto ricorso al Tar del Lazio, ovvero le Province di Roma, Rieti e Pescara, oltre a vari comuni dell’hiterland romano. Ma sarà difficile che gli aumenti dei pedaggi tornino in vigore nelle altre parti d’Italia. Anche perché questo introdurrebbe una disparità di trattamento in odore di incostituzionalità.




