RICERCA AVANZATA - Non sono solo i grandi gruppi automobilistici mondiali a impegnarsi nella ricerca per mettere a punto dei sistemi che consentano di rendere le auto autonome, che non richiedono la guida umana. Studi e ricerche sul pilota automatico in auto sono in corso anche presso l’università di Parma, dove nei giorni scorsi è stato compiuto un test dimostrativo su strade aperte, interamente documentato da immagini e video (qui sotto l'intero filmato della prova).
TUTTO IN SICUREZZA - Va subito detto che il test è stato compiuto con tutte le precauzioni del caso. I ricercatori del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Parma, di VisLab, e del DISS (Centro Universitario per la Ricerca Avanzata sulla Sicurezza Stradale), è stato possibile grazie alla collaborazione con la Direzione Centrale della Motorizzazione Italiana, Ministero dell’Interno - Polizia Stradale, ANAS, Comune di Parma, Polizia Municipale, e Camera di Commercio di Parma.
A BORDO - A bordo della vettura, seduto al posto di guida c’era un ricercatore che per tutto il test non ha toccato ne volante ne pedali, mentre sul posto del passeggero sedeva un altro ricercatore che aveva a disposizione dei doppi comandi a cui fare ricorso in caso di emergenza. Oltre a ciò, in una vettura che seguiva era installato un dispositivo di telecomando in grado di fermare il veicolo in qualsiasi momento.
LA TECNOLOGIA IMPIEGATA - Nella “dotazione” della vettura c’era una ricca dote di software di navigazione e di informazioni sulle limitazioni stradali (segnaletica verticale e orizzontale) e su eventuali ostacoli, oltre a una centralina di gestione che stabilisce la velocità dell’auto in base a tutti i parametri che ha a disposizione. L’auto del test, una Hyundai, era equipaggiata con dispositivi laser e telecamere che si integrano a vicenda. In particolare la dotazione comprendeva: due telecamere frontali per localizzare ostacoli (pedoni, biciclette, altri veicoli), per individuare e “leggere” i semafori, per rilevare la segnaletica orizzontale e l’andamento del terreno; due telecamere laterali e due laserscanner laterali per gestire gli ingressi nelle rotonde; un laserscanner frontale e due laterali incaricati di localizzare gli ostacoli laterali (come ad esempio veicoli in avvicinamento, guard rail e lati dei tunnel); due telecamere laterali orientate verso la parte posteriore del veicolo per localizzare i veicoli in avvicinamento sulle corsie adiacenti.
I LIMITI RIMASTI - Gli stessi ricercatori hanno comunque dichiarato che pur rappresentando un notevole passo avanti nella ricerca per l’auto “che si guida da sé”, il prototipo utilizzato ha messo in evidenza limiti in alcune situazioni particolari, quali l’affrontare le rotonde di grandi dimensioni, l’immissione su strade con diritto di precedenza, i semafori multipli, e la gestione di lavori in corso.