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Auto storiche: niente esenzione del “bollo”

25 luglio 2016

Lo ribadisce la Corte costituzionale che si pronuncia contro le esenzioni di Umbria e Basilicata per le auto tra 20 e 29 anni. 

Auto storiche: niente esenzione del “bollo”

GINEPRAIO NORMATIVO - La questione del “bollo” per le auto storiche con età tra 20 e 29 anni è da tempo fonte di confusione normativa, ma forse la Corte costituzionale vi ha ora messo ordine. Per parecchi anni tali vetture hanno beneficiato dell’esenzione dalla tassa in quanto considerate auto “storiche” per il semplice fatto di essere vecchie appunto di almeno 20 anni. Poi alla fine del 2014 il governo ha legiferato sulla materia stabilendo che l’esenzione doveva valere solo per le auto con 30 anni e oltre. Ovviamente c’era stata una levata di scudi da parte dei possessori delle “ventenni” e delle varie associazioni che raggruppano gli appassionati di auto storiche. 

LE INIZIATIVE DELLE REGIONI - Ciò aveva portato alcune regioni a prendere iniziative di legge miranti a reintrodurre l’esenzione. Di fronte a queste iniziative il governo l’anno scorso reagì portando la questione davanti alla Corte costituzionale, sostenendo che la Costituzione attribuisce agli organi statali la materia fiscale e che le regioni non possono contraddire quanto dallo stato stabilito. La questione è arrivata finalmente a sentenza, pubblicata appunto l’altro giorno e con cui la Corte dà sostanzialmente ragione al governo, invalidando le norme regionali che introducono l’esenzione dal “bollo” per le auto ventennali.

SOLO PER UMBRIA E BASILICATA - La sentenza della Corte costituzionale si riferisce al ricorso governativo relativo alle leggi in materia varate dalle regioni Umbria e Basilicata. Resta ora da capire come l’orientamento della Corte sia da intendere nelle altre regioni dove pure c’erano stati orientamenti favorevoli all’esenzione per le auto da 20 a 29 anni. Una di queste regioni è la Lombardia dove era stato messo a punto un sistema articolato basato su forme di riconoscimento di “storicità” dei veicoli, riconoscimento demandato alle organizzazioni che si occupano di auto storiche. 

PROSPETTIVE INCERTE - Se questo principio fosse ritenuto in grado di bypassare il principio sancito dalla sentenza della Corte costituzionale, si assisterà probabilmente all’introduzione di norme analoghe anche nelle altre regioni. Va però detto che l’impostazione dell’esenzione in base alla certificazione di storicità rilasciata dai vari registri storici presenta una particolarità formale non da poco: le associazioni, i registri, i club del collezionismo di auto storiche sono tutte organizzazioni a carattere privato e dunque ci si troverebbe di fronte alla gestione di una normativa fiscale basata su atti di soggetti estranei alle istituzioni pubbliche e per loro natura interessatI a riconoscere il maggior numero di veicoli storici, e quindi esenti dal “bollo”. 

LUNGA STORIA DI CONFUSIONE - Volendo cercare di spiegare come si sia arrivati alla situazione attuale forse si può mettere il punto di partenza al varo del Codice della strada del 1992, laddove all’articolo 60 si legge che “Rientrano nella categoria dei motoveicoli e autoveicoli di interesse storico e collezionistico tutti quelli di cui risulti l'iscrizione in uno dei seguenti registri: ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, Storico FMI”. Questo per poi introdurre regole che tali veicoli devono rispettare per circolare. Come già accennato i registri chiamati dal Codice a certificare la “storicità” dei veicoli sono tutti privati e dopo l’entrata in vigore del Codice è partita una forte ondata di contestazione di questa esclusiva affidata ai pochi registri indicati dall’articolo 60. Intrecciandosi la questione con quella dell’esenzione dal pagamento del “bollo” anche altre organizzazioni hanno preteso di certificare i veicoli, sulla base dell’esenzione vigente già a partire dai 20 anni di età, cosa che aveva portato alla diffusione di “auto storiche” esclusivamente per cercare l’esenzione fiscale. Realtà che poi ha portato il governo a alzare la soglia a 30 anni.

INTERVIENE L'ACI - Sulla questione è intervenuto il presidente Aci, Angelo Sticchi Damiani. Secondo cui, dopo la sentenza della Corte costituzionale, “permangono discriminazioni territoriali con orientamenti difformi da parte delle istituzioni, che penalizzano non pochi automobilisti rispetto ad altri”. Sticchi Damiani ribadisce la “necessità di provvedimenti omogenei che portino ordine in tutto il comparto, con strumenti efficaci e appropriati, come la lista chiusa di veicoli di interesse storico e collezionistico, redatta dall’Aci e consegnata alle compagnie assicurative”. Serve, insomma, “uno strumento oggettivo di individuazione delle auto storiche meritevoli di tutela”. Ricordiamo comunque che, oltre alla lista dell’Aci, esiste anche quella dell’Asi (Automotoclub storico italiano).





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Ritratto di nicktwo
25 luglio 2016 - 14:31
magari trovare un punto d'intesa a 25 anni... ? saluti
Ritratto di Sepp0
25 luglio 2016 - 15:10
Il problema non sono gli anni, il problema principale è il concetto stesso di auto "storica". Cosa rende storica un'auto? La sua età o c'è anche altro? La Fiat Punto del 1996 (e ce ne sono ancora un sacco in giro) può essere considerata storica? Un'Audi A3 del 1996 può essere considerata storica? Finchè non si scioglie questo nodo, ci ritroveremo sempre come oggi, con dei carrozzoni rumorosi ed inquinanti tenuti in piedi solo per pagare meno di bollo e assicurazione.
Ritratto di Fr4ncesco
25 luglio 2016 - 15:18
2
Why not? Così stiamo perdendo tutta la produzione dagli anni 80 ai 90 e poi oltre. In futuro ci sarà una falla nella storia automobilistica, nessun modello a testimoniare una certa epoca e mi riferisco soprattutto alle auto di tutti i giorni che più ci rappresentano.
Ritratto di Fr4ncesco
25 luglio 2016 - 15:27
2
Nel 1996 20 prima erano del '76 e già erano d'epoca in quegli anni. La Punto prima serie risollevò Fiat e fu cruciale a contrastare l'invasione giapponese, divenendo un successo in tutta Europa alzando l'asticella delle utilitarie.
Ritratto di Sepp0
25 luglio 2016 - 15:58
Ho chiaramente fatto due esempi a caso, non entro nel merito specifico della prima Punto. Il mio concetto è che un'auto storica non può essere storica solo perchè è vecchia. Ce la vedi una Q2 auto storica tra vent'anni? Io francamente no.
Ritratto di Fr4ncesco
25 luglio 2016 - 16:23
2
Lo so, era per dire che anche modelli a caso possono avere una loro storia. Comunque forse tra 20 anni no, ma tra 30 e 40 sì, ma se nel frattempo li rottamiamo tutti tra 30 e 40 anni non esisteranno più. Il concetto è questo.
Ritratto di luigi sanna
25 luglio 2016 - 16:23
5
Nel 96' non c'era quella Legge, io giravo con il 131 lasciatomi da mio Padre, 131 1600 tc Supermirafiori (1978). Mio Padre aveva tenuto la 112 (1970) prima serie... e non era auto d'epoca, intendiamoci, le auto d'epoca devono stare nei Musei o nei raduni. La Legge non era male, ma è stata interpretata male... Ps: nel 97' e 98' la 112 e 131 furono schiacciate.
Ritratto di Sepp0
25 luglio 2016 - 15:30
Perchè dal mio punto di vista un'auto deve, oltre l'età congrua, anche avere quel "quid" per farla passare alla storia, in qualche modo. Esattamente come tutti si ricordano del primo Super Mario Bros e nessuno si ricorda di, chessò, Atomic Boy che è dello stesso anno. L'equazione auto_vecchia = auto_storica personalmente mi fa un po' storcere il naso.
Ritratto di nicktwo
25 luglio 2016 - 15:42
concordo sul perche' not? a me se vedo una fiat tempra o una renault 19 o una alfa 145 mi ci fermo a guardarla con ammirazione per la tenacia di volerla mantenere ancora in circolazione e per gli eventuali ricordi che suscita quindi direi che centra la funzione di ricordo storico... per il resto se la macchina passa la revisione ufficialmente va... piu' che altro sarebbe da capire come e perche' era stato fissato il precedente termine di 20 anni che, probabilmente, era un po' troppo corto...
Ritratto di Luzzo
25 luglio 2016 - 15:58
penso innanzi tutto vada distinto fra auto 'vecchie' ad auto di interesse storico. e poi IMHO andrebbe fissato una specie di palfond di Km annui, per evitare che la caccia all'auto (stra)vecchia diventi solo un metodo per non pagare ( o pagare pochissimo) bollo e soprattutto assicurazione
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