BINOMIO INSCINDIBILE - Sarà anche periodo di crisi, ma all'auto - almeno in Italia - è difficile rinunciare. Impossibile, anzi, stando a quanto emerge dal Libro bianco sulla mobilità e i trasporti elaborato da Eurispes: il 29,4% infatti dichiara di usarla sempre e il 32,9% spesso, mentre il 20% dichiara di usarla raramente o mai.
QUASI COME IL CIBO - L'atteggiamento si riflette, giocoforza, sul bilancio familiare: il trasporto privato assorbe il 13% del reddito disponibile (nel caso di un'auto per famiglia). Ogni tre euro spesi per l'alimentazione corrispondono a due spesi per il trasporto: tra manutenzione, assicurazione, parcheggi, pedaggi e carburante, si arriva a 4.500 euro per un'auto di media cilindrata. Se nel nucleo familiare vi è più di una vettura, si spende più per le quattro ruote che per mangiare, con un'incidenza che arriva anche al 25%.
CONGESTIONATI - In Italia vi sono oltre 600 automobili ogni mille abitanti, con i picchi costituiti da Roma e Firenze che ne registrano oltre 700 (la media europea è di 450); la capitale e Milano, poi, compaiono tra i primi dieci posti della classifica europea relativa alle città più congestionate. Il trasporto pubblico, contraltare di quello privato, assorbe solo l'1,2% del reddito delle famiglie, ma per il 52% degli italiani ha un rapporto qualità/prezzo sfavorevole, e solo il 7% ne è soddisfatto.
11 MILIARDI RISPARMIABILI - Ammontano a 28,5 miliardi di euro i costi legati agli incidenti, 15,5 all'inquinamento; 35 miliardi di euro sono impiegati per i consumi. Uno sviluppo del trasporto pubblico e dell'intermodalità (cioè l'auto condivisa, compresi strumenti come car sharing e car pooling) secondo l'Eurispes potrebbe abbassare del 20% circa il numero di auto riallineando la media per abitante a quella europea, portando risparmi per 11 miliardi, così suddivisibili: 2,2 miliardi di euro di costi da congestione; 5,7 miliardi di euro quelli da incidentalità (diretti e patrimoniali) e, infine, circa 3,1 miliardi quelli legati all'inquinamento.