Anche in tempi in cui i servizi di streaming diventano sempre più utilizzati per ascoltare podcast e musica on demand, l’autoradio continua a essere una compagna di viaggio fondamentale per chi si mette alla guida. In Italia, ogni giorno, 35 milioni di persone ascoltano la radio: di queste 26 milioni lo fanno mentre sono in auto. Eppure alcuni produttori di automobili, sempre attenti a ogni euro che deve uscire dalla propria borsa, stanno mettendo in dubbio il futuro dell’autoradio.
Per questo, Confindustria Radio Televisioni ha avviato la campagna di comunicazione #RadioInAuto, che vuole sensibilizzare sull’importanza dell’autoradio a bordo di tutte le vetture. L’obiettivo è fare in modo che nelle auto del futuro, sempre più orientate alla digitalizzazione, la radio rimanga un elemento presente sia in forma digitale che analogica. Il dispositivo dovrebbe essere “facilmente individuabile, immediatamente accessibile e fruibile con un solo click, senza essere nascosta in menu complessi o penalizzata da soluzioni basate esclusivamente sulla connessione”, sottolinea CRTV.
La radio, si legge nel comunicato che ha lanciato la campagna, “è un servizio gratuito e accessibile a tutti, caratterizzato dall’ubiquità del segnale - fondamentale anche nei momenti di crisi ed emergenza - ed è riconosciuta come servizio di interesse generale, in quanto ambiente editoriale sicuro e regolato”.

Il quadro generale diventa ancora più critico a causa del blocco imposto dalla Commissione Europea nei confronti del piano del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che vorrebbe introdurre l’obbligo, per tutti i sistemi di connessione internet delle nuove automobili vendute in Italia, di includere anche la capacità di ricevere la radio analogica (FM e AM) e quella digitale terrestre (DAB+). Tuttavia, Bruxelles ha sospeso il provvedimento, chiedendo all’Italia di fornire giustificazioni più dettagliate e solide a supporto di tale scelta.
Nell’aprile del 2025, l’Agcom (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) aveva evidenziato una lacuna normativa sull’obbligo di installazione dei ricevitori radio digitali nei veicoli di nuova immatricolazione. L’attuale Codice delle comunicazioni elettroniche impone infatti la presenza di un ricevitore DAB+ solo nei veicoli dotati di un’autoradio tradizionale.
Tuttavia alcuni costruttori vendono alcune versioni prive di autoradio, sostituite da sistemi multimediali che riproducono la radio esclusivamente tramite connessione internet via smartphone. Di conseguenza, questi veicoli non sono obbligati per legge a montare un sintonizzatore DAB+, attualmente disponibile sul 35% delle auto circolanti in Italia.

















































