L’Autorità di regolazione dei trasporti (ART) ha approvato la delibera che sblocca i rimborsi del pedaggio nei casi in cui si resti bloccati in autostrada a causa di cantieri, restringimenti o traffico congestionato.
La delibera è già operativa ma diventerà obbligatoria a partire dal 1° giugno 2026 per le tratte con un solo gestore e dal 1° dicembre 2026 per quelle gestite da più concessionari: l’ART prevede comunque di seguire l’attuazione delle misure fino al 31 dicembre 2027 e di effettuare una valutazione dei risultati entro luglio 2027, così da poter introdurre eventuali modifiche.
Si tratta di una misura che “non esiste in altri Paesi europei e che si applica all’intera rete a pedaggio”, sottolinea il presidente dell’Autorità Nicola Zaccheo. La spiegazione, secondo l’ART, è semplice: chi paga un pedaggio deve poter usufruire di un’infrastruttura efficiente e, se l’autostrada non offre il servizio previsto, è giusto avere un rimborso. “I cantieri restano indispensabili”, sottolinea Zaccheo, escludendo uno scopo punitivo del provvedimento. Il nuovo regolamento individua due categorie principali: i cantieri non urgenti e le situazioni di traffico totalmente fermo.
Nel caso di lavori programmati sulla tratta, il diritto al rimborso varia in base alla lunghezza del tratto percorso:
Il meccanismo di calcolo è piuttosto articolato e considera elementi come la riduzione delle corsie, la larghezza della carreggiata, l’eventuale transito sulla corsia opposta, l’impatto sull’area di emergenza, la durata e l’estensione del cantiere e il ritardo registrato sulla “tratta elementare”, cioè il segmento compreso tra due caselli consecutivi. Sono esclusi i cantieri urgenti causati da incidenti o condizioni meteo eccezionali, quelli già coperti da sconti tariffari e, almeno inizialmente, i cantieri mobili. Resta comunque garantita una tutela piena ai pendolari abbonati, che potranno disdire l’abbonamento qualora il loro percorso abituale risulti ripetutamente compromesso.
Se invece il problema sulla strada blocca completamente la circolazione, sono previste tre fasce di rimborso in base a quanto dura il blocco del traffico:
L’ART chiede ai concessionari autostradali di realizzare un’unica app nazionale attraverso la quale gli utenti registrati riceveranno l’avviso di accredito entro dieci giorni e il rimborso entro cinque o dieci giorni, in base al metodo di pagamento.
Chi non utilizza l’app potrà comunque inoltrare la richiesta tramite sportelli digitali o numeri verdi, ottenendo una risposta entro venti giorni e il pagamento entro i dieci successivi. È previsto inoltre un borsellino elettronico: i rimborsi inferiori a dieci centesimi non vengono versati subito, ma si accumulano fino al raggiungimento di un euro, soglia oltre la quale si procede al pagamento.
Il concessionario dovrà anche fornire, su richiesta e entro dodici mesi dal viaggio, informazioni su cantieri, tempi medi di percorrenza e criteri di calcolo dei rimborsi, introducendo un livello di trasparenza finora assente. Infine, i controlli su blocchi e cantieri saranno completamente automatici: non sarà compito dell’automobilista segnalare i disagi.




















