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Bambini in auto: slitta l’obbligo dei sistemi antiabbandono

09 maggio 2019

I tempi delle procedure di legge rendono inevitabile lo scivolamento a novembre 2019 dell’entrata in vigore dell’obbligo.

Bambini in auto: slitta l’obbligo dei sistemi antiabbandono

MESI DI RITARDO - Ancora una volta la farragginosità del sistema legislativo italiano ed europeo ha creato problemi. Il nuovo caso è quello del dispositivo che impedisce di abbandonare l’auto senza ricordarsi che a bordo c’è un bambino nel seggiolino. Il prossimo primo luglio avrebbe dovuto entrare in vigore la norma che consente di trasportare bambini in auto soltanto se la stessa vettura è dotata di un sistema capace di impedire tale dimenticanza. Ciò però non avverrà, e del dispositivo antiabbandono se ne potrà parlare concretamente in autunno.

PERCORSO A OSTACOLI - La nuova norma era stata approvata dal Parlamento nell’ottobre del 2018, con l’introduzione dell’obbligo in via generale. La descrizione di come devono essere quei dispositivi era però demandata a una norma attuativa da emanare entro il 27 dicembre 2018. Tale data non è stata rispettata. Soltanto il 21 gennaio la bozza del testo di tale provvedimento ha cominciato il suo iter approvativo, che prevede un parere degli uffici dell’Unione europea e quindi uno del Consiglio di Stato. Infine, dopo il nulla osta del Consiglio di Stato la procedura stabilisce che ci siano altri 120 giorni per arrivare alla effettiva e definitiva entrata in vigore della norma. 

TANTA LEGGEREZZA - Con questo percorso a ostacoli (ma in perfetta sintonia con quello di tantissime altre normative) non stupisce che i dispositivi antiabbandono saranno un obbligo concreto non prima di novembre inoltrato. E purtroppo non stupisce neanche che ci sia stato l’annuncio dell’entrata in vigore per il primo luglio, tanto è invalso il procedere per proclami e annunci senza tenere presente la realtà delle cose, burocratiche e farraginose, ma che si conoscono. E questo mentre sul mercato ci sono già diversi tipi di sistemi, che ovviamente non è possibile considerare a norma, per il semplice fatto che la “norma” formalmente ancora non esiste.





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Ritratto di Ivan92
9 maggio 2019 - 12:00
8
Queste cose mi fanno arrabbiare tantissimo, milioni di auto dovranno essere dotate di un dispositivo completamente inutile. Qualcuno farà miliardi di utili grazie a questo e a pagare saremo noi automobilisti, anche a me piacerebbe costruire un dispositivo che ti obbliga a respirare in auto e poi obbligare tutti a montarlo, sarebbe fantastico, ma solo per il mio conto in banca. Poi se davvero c'è un numero significativo e non casi estremamente isolati di persone che dimenticano il figlio in auto allora non serve un dispositivo antiabbandono ma un dispositivo che rileva l'abbandono e avverte subito le forze dell'ordine in modo da togliere immediatamente il minore da una situazione familiare estremamente pericolosa. Perchè non ci sono scuse per una cosa così grave, o soffri di una malattia che ti provoca la perdita di memoria (e in questo caso ti sarà revocata immediatamente la patente) oppure sei un soggetto pericoloso per tuo figlio e meriti anche una pena detentiva.
Ritratto di NeroneLanzi
9 maggio 2019 - 12:56
Guarda il lato positivo. Sono incapaci sulle cose utili ma la loro incapacità si traduce in ritardo anche per le cose inutili come queste. Ancora per qualche mese siamo a posto.
Ritratto di giapozzz
9 maggio 2019 - 15:05
Per il reddito di cittadinanza che porta voti la legge è entrata in vigore anche senza decreti attuativi, così come il bonus per auto meno inquinanti. Dai concessionari non sapevano come fare ad applicare lo sconto. Solo che quelli portano voti, questa norma no. Se milioni di dispositivi servono a salvare la vita anche di un solo bambino dimenticato per una tragica fatalità, allora ben vengano. Molti neogenitori sono presi da ritmi di vita incredibili e se cambiano programma durante la giornata possono avere dei veri e propri black out sul fatto di avere un bambino dietro che sta dormendo. Provate a stare con la macchina chiusa e ferma sotto il sole d'estate anche solo 10 minuti con 60 gradi all'interno. Riuscite ad immaginare cosa può provare un bambino di pochi mesi a quelle temperature? Morire assiderati, magari anche piangendo per chiedere aiuto, fino all'arresto cardiaco. Le leggi sono fatte per proteggere i più deboli, non per punire i più forti.
Ritratto di NeroneLanzi
9 maggio 2019 - 15:30
Morire assiderati in una macchina parcheggiata sotto il sole la vedo dura. Forse a Ojmjakon sì è possibile ma in Italia la vedo dura. Battute a parte, definiamo “tanti”. Parliamo di meno di 10 casi in 20 anni. Praticamente una quantità infinitesimale se confrontata col numero di bambini che muoiono ogni settimana semplicemente perché non assicurati correttamente. Lo so che questa seconda circostanza non fa notizia, ma rimane molto più urgente da risolvere. Quindi perché non dirottare i soldi necessari a sovvenzionare l’acquisto di seggiolini aggiuntivi sui controlli sull’uso di quelli già esistenti? Come sempre, siamo un paese in cui la casa brucia e noi ci preoccupiamo perché il lavandino è sporco.
Ritratto di giapozzz
12 maggio 2019 - 00:18
Il Sole può surriscaldare pericolosamente l'interno dell'auto in soli 30 minuti, anche se la temperatura dell'aria è relativamente fresca. Nelle giornate in cui non fa molto caldo, la temperatura interna di una vettura lasciata al sole può salire anche di 22 ° in un'ora, mentre, in piena estate, basterebbero solo 15 minuti per portare l'abitacolo ad una temperature vicina ai 65 °. Il primo stadio dell'ipertermia è lo stress da calore o esaurimento da calore: è caratterizzato da confusione, crampi muscolari e spesso nausea o vomito. A questo stadio iniziale la vittima suda copiosamente, per dissipare il calore corporeo in eccesso; se l'esposizione al calore prosegue, condizione a volte favorita dallo stato di confusione, la temperatura corporea raggiunge l'intervallo dei 39-40 °C e si ha il colpo di calore vero e proprio, cioè l'ipertermia conclamata. Una temperatura corporea sopra i 40 °C mette a rischio la vita della vittima. A 41 °C il cervello inizia a subire danni, e inizia il processo di morte cerebrale. A 45 °C la morte è quasi certa. Temperature interne oltre i 50 °C causano rigidità muscolare e morte immediata. Con l'aumentare della temperatura gli organi interni smettono di funzionare e sopraggiungono il coma e la morte. I bambini molto piccoli possono soffrire di convulsioni.
Ritratto di NeroneLanzi
16 maggio 2019 - 15:48
Con lo stesso sforzo con cui hai fatto questo copia-incolla potevi controllare sul dizionario il significato di “assiderato”
Ritratto di DavideK
9 maggio 2019 - 20:42
Bravissimo Ivan: norma ridicola che simboleggia perfettamente la distruzione culturale del paese. Una banda di ignoranti che mette un obbligo assurdo per una quantità di casi infima. Una massa di pecore belanti che approva blaterando che è giusto per "salvare una vita" e scemenze simili. Nessuno con una decente percezione del fenomeno. Nessuno con un minimo rispetto per la libertà e la responsabilità delle persone.
Ritratto di erresseste
9 maggio 2019 - 14:09
Al di la di tutto se un genitore vuole premunirsene ed evitare tragedie famigliari non deve aspettare una legge apposita, ma spendere 59€ e amen
Ritratto di NeroneLanzi
9 maggio 2019 - 15:32
Il problema è che anche chi vuole farlo, senza decreti attuativi, rischia di dover cambiare oggi il seggiolino per poi doverlo cambiare una seconda volta quando verranno definite le specifiche obbligatorie.
Ritratto di NITRO75
9 maggio 2019 - 14:47
Al di là della buffonata, c'è bisogno di avere paura di infrangere una normativa per farmi ricordare che ho mio figlio in macchina? Ma andiamo, siamo proprio il paese dei balocchi….
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