FOCUS SULLA PRODUZIONE - Non vi sarà un altro grande accordo sotto l’egida di Sergio Marchionne, che intende da ora in poi concentrarsi sul raggiungimento degli ambiziosi risultati inseriti nell’ultimo piano di sviluppo. Come riporta l'agenzia Bloomberg, il manager 63enne lo ha annunciato ieri, a margine della quotazione della Ferrari alla Borsa di Milano (foto sopra). In questo modo l’amministratore delegato del gruppo FCA dà per conclusa la partita sul fronte della General Motors ed indica quale obiettivo primario la completa messa in atto del più recente piano prodotto, annunciato nell’ottobre 2014, che trasformerà i marchi nell’orbita FCA in realtà globali e dal maggior valore: obiettivo ultimo è portare le vendite complessive del gruppo a quota 7 milioni di unità, quando nel 2014 erano solamente circa 3,5 milioni. Il piano di espansione ha scadenza a fine 2018. Proprio quando Marchionne andrà in pensione, dopo essere arrivato in Fiat nel 2004.
PROPOSTE NON ACCETTATE - Marchionne non ha mai tenuto nascosta la sua visione del mercato automobilistico, che prevede una manciata di aziende al mondo forti sotto il profilo finanziario: è per questo motivo che l’allora gruppo Fiat ha ottenuto prima il controllo della Chrysler ed ha poi cercato di assorbire anche la Opel, nel tentativo di aumentare le economie di scala e di costruire un’azienda insensibile alle oscillazioni del mercato. Durante il 2015 poi ha più volte sottolineato la necessità di un ulteriore “consolidamento” cioè la fusione della sua FCA con la General Motors per condividere gli enormi costi di sviluppo che le case devono affontare. Ma le sue proposte sono state respinte. Mary Barra, amministratore delegato della GM, non condivide la strategia del collega.
UN CAFFÈ CON MARY - La situazione si era trasformata in un muro contro muro, quindi il numero uno della FCA ha preferito spostare le attenzioni sulla messa in atto del piano 2014-2018 da 48 miliardi di euro. “Torniamo a concentrarci sul piano 2018, che aumenterà il valore del gruppo FCA e la sua posizione nell’ambito di un futuro accordo” le sue parole, raccolte da Bloomberg. “La differenza sta nel fatto che non sarò io a farlo. Sarà compito di qualcun altro”. Marchionne ha poi confessato di aver incontrato Barra “meno di un mese fa a Washington”, negli Stati Uniti, ma l’incontro non ha fornito i risultati sperati: “Non penso che prenderò un altro caffè insieme a lei” conclude il manager. “Non succederà più nel futuro”. La General Motors si è prima dimostrata restia a considerare l’ipotesi di una fusione e nello scorso giugno Barra ha annunciato che il consiglio di amministrazione dell’azienda ha valutato e respinto la proposta.