NEWS

Bonus/malus per l’acquisto delle auto. Piovono le critiche

06 dicembre 2018

Il provvedimento è pensato per favorire l’acquisto delle auto più "verdi" e penalizzare quelle con maggiori emissioni di CO2. Ma già il Governo fa marcia indietro.

Bonus/malus per l’acquisto delle auto. Piovono le critiche

UNA MISURA SBAGLIATA PER ANFIA - Il provvedimento bonus/malus (qui per saperne di più) definito dalla Commissione Bilancio della Camera, che potrebbe entrare nella Legge di Bilancio 2019, ha scatenato una quantità di reazione, per lo più negative. Per i responsabili dell’Anfia, l’Associazione nazionale filiera industria automobilistica, si tratta di “una misura sbagliata nei contenuti e nei tempi, che colpisce la filiera industriale italiana che si è impegnata ad investire nell’elettrificazione e mette in difficoltà gli operatori e il mercato. La classificazione proposta, inoltre, non tiene conto dell’attuale situazione regolamentare (la transizione dall’omologazione NEDC a quella WLTP) che presenta valori notevolmente più elevati per il medesimo veicolo. Se prendiamo, ad esempio, la Panda 1.2, comunque tra le vetture non ibride con le più basse emissioni di CO2, con il nuovo sistema pagherebbe un’imposta che varia dai 400 ai 1000 euro. Si rileva, inoltre, che anche molte utilitarie a gas, veicoli ad alimentazione alternativa, oltre a non avere nessun bonus, rischierebbero di pagare un malus di 150 euro. Una misura così strutturata, oltre a rallentare il rinnovo dell’obsoleto parco circolante, penalizza le classi sociali con minore capacità di acquisto delle nuove tecnologie”. 

UNRAE CHIEDE UN CONFRONTO - Meno duro, ma critico, è il comunicato diramato dall’Unrae, l’Unione nazionale rappresentanti veicoli esteri. “La misura bonus/malus sulle emissioni di CO2 rappresenta un segnale interessante ed apprezzabile nell’intento, ma l’impostazione del provvedimento non è funzionale agli obiettivi che si dovrebbero raggiungere e cioè il miglioramento della qualità dell’aria ed il rinnovo del parco circolante, come noto, tra i più vecchi d’Europa. Apprezziamo il tema della pluriennalità e il rispetto del paradigma della neutralità tecnologica, ma riteniamo inaccettabile colpire così duramente gli automobilisti italiani con una nuova tassazione sui veicoli di ultima generazione. Più della metà dei veicoli immatricolati sarà vessato da un nuovo tributo: su alcuni di questi, non di lusso, il costo dell’imposizione varrà circa il 10% del costo del veicolo, senza considerare il paradosso di iper-tassare un veicolo nuovo mentre in Italia potranno continuare a circolare liberamente, senza l'imposizione di alcun tributo, veicoli di oltre 15 anni. Inoltre, non è prevista la rottamazione di veicoli obsoleti che riteniamo assolutamente prioritaria perché è fondamentale svecchiare il nostro parco. Infine, a livello di risorse, si rischia di investire inadeguatamente un ammontare di risorse pubbliche molto significativo (circa 300 milioni di euro all’anno) perché si va ad incentivare un numero di autovetture minore rispetto a quelle che già si vendono. Chiediamo, quindi, l’apertura di un confronto per migliorare un impianto normativo importante per rinnovare il parco circolante e ridurre i livelli di emissioni complessive di CO2, ma soprattutto i livelli di emissioni inquinanti (ad esempio NOx e Pm10) che non sono tenute in alcuna considerazione nell'attuale formulazione del provvedimento”.

SOLO DANNI PER FEDERAUTO - Per il presidente di Federauto (Federazione italiana concessionari auto) Adolfo De Stefani Cosentino “la penalizzazione di auto Euro 6 porterebbe le seguenti conseguenze: un rallentamento del rinnovo del parco senza eliminare le vetture più inquinanti e comporterebbe inoltre un minore gettito di IVA e IPT dovuto ad una riduzione del mercato che non compenserebbe neppure in minima parte il maggior gettito derivante dal “malus”. Da ultimo comporterebbe calo di parecchie decine di migliaia di addetti delle concessionarie. In sintesi, questa proposta invece di rappresentare una spinta al rinnovo del parco, alla riduzione dell’inquinamento ed alla diffusione di veicoli a basso impatto ambientale, si tramuterebbe in un boomerang con effetti recessivi sul mercato, sull’occupazione e sulle entrate tributarie”. Su idee similari è Alberto Dal Poz, presidente di Federmeccanica, che ha evocato manifestazioni di protesta per tutelare i lavoratori. In linea con loro sono anche i sindacati. Per Rocco Palombella (Uilm) c’è il rischio di perdere “decine di migliaia di posti di lavoro”, per Marco Bentivogli (Fim Cisl) è “l’ennesimo schiaffo all'industria nazionale e all'ambiente”, mentre  Michele De Palma (Fiom Cgil) ha chiesto al governo di “non investire per pochi, ma per le auto di massa ecologiche e nel car sharing ibrido ed elettrico”. 

LE MIGLIORIE DI E_MOB E LEGAMBIENTE - Proposte migliorative arrivano da organizzazioni attive nella promozione della mobilità elettrica come e_mob. Secondo il coordinatore Camillo Piazza “il provvedimento premia ancora i combustibili fossili (metano e alcuni Euro 6) con degli incentivi inutili. Inoltre, il sistema del bonus/malus favorisce i motori diesel, i più dannosi in termini di emissioni inquinanti, rispetto ai benzina. Lavoreremo per modificare il provvedimento al Senato, anche perché finanziare soprattutto gli Euro 6 endotermici e il metano non si fa un favore all’ambiente. In ogni caso chiederemo d’inserire un percentuale (almeno il 20%) di contributi da dedicare esclusivamente all'elettrico durante ogni anno”. Più positivo è Andrea Poggio, responsabile mobilità di Legambiente: “la proposta è giusta, ma da sola non basta, innova poco e risolve solo una parte dei problemi. Ci manca una parte fondamentale: una misura socio-ambientale che incentivi la rottamazione delle vecchie auto di proprietà e sviluppi industria e mercato dei mezzi elettrici”.

DISSENSI IN MAGGIORANZA - A fare presupporre una qualche modifica futura del provvedimento è pure la visione divergente dei due vicepremier. Matteo Salvini, intervistato a Mattino Cinque, ha fatto intendere che la manovra si può anche cambiare affermando: “va bene un aiuto alle auto elettriche, ma senza penalizzare le auto a benzina o diesel, perché l’auto è già tassata a livelli folli. Mettere una tassa sulle auto mi sembra una delle cose meno utili da fare in questo momento”. Luigi Di Maio ha però puntualizzato su Facebook, che “non esiste alcuna nuova tassa per auto già in circolazione. Chi ha un Euro 3 o qualsiasi altra macchina non pagherà un centesimo in più. Abbiamo pensato una norma per aiutare chi decide di comprare un’auto ibrida, elettrica o a metano. Visto che i livelli di inquinamento, soprattutto al Nord, sono spaventosi, perché non premiare chi decide di comprare un’auto nuova meno inquinante?” Il rappresentante del Movimento 5 Stelle, si è comunque detto disponibile a introdurre delle modifiche e ha convocato un tavolo tecnico al Ministero dello Sviluppo economico per migliorare gli incentivi per l’auto elettrica, ibrida e a metano, con i costruttori e con le associazioni dei consumatori. 





Aggiungi un commento
Ritratto di Woldemort
8 dicembre 2018 - 11:33
Vabbè deutsch getto la spugna,non vale la pena discutere con voi terrapiattisti e pastafariani,io ci ho provato,buona continuazione....
Ritratto di Vincenzo1973
7 dicembre 2018 - 17:44
e' fatta con i piedi per il semplice fatto che prende come parametro il c02. uno dei parametri e' quello, ma non si tiene conto di tutti gli altri. le ibride a benzina emettono (proprio perche a benizina) il metano no per esempio. i blocchi del traffico avvengono per le polveri non per il c02. ed inoltre, ma quale altro gioverno europeo, con aziende costruttrici nazionali, da la zappa sui piedi ai propri lavoratori con una tassa che favorisce solo poche case perlopiu straniere? un tedesco? un francese? un inglese? uno spagnolo? uno slovacco? nessuno. solo questi incompetenti
Ritratto di deutsch
7 dicembre 2018 - 17:57
4
la francia, oltre i 185 g si pagano € 10500, il malus inizia da 117 g ed è prevista una discesa progressiva negli anni. il sistema è in vigore dal 2007. posi si potrebbe arogomentare quanto ormai sia ancora italiana Fiat, ops FCA
Ritratto di deutsch
7 dicembre 2018 - 17:59
4
comunque già in 20 paesi europei il bollo è calcolato in base alle emissioni di co2
Ritratto di Vincenzo1973
9 dicembre 2018 - 15:21
@Deutsch dove hanno sede legale mi cambia fino ad un certo punto, ma dove producono si perché sulla.produzione e sugli stipendi si pagano tante tasse. La.Spagna ha molte fabbriche e la Seat non è spagnola, secondo te si sarebbe la zappa sui piedi tassando le proprie fabbriche e costringendo molto a comprare estero? Cito loro perché non hanno industria nazionale in senso stretto
Ritratto di deutsch
10 dicembre 2018 - 09:35
4
@vincenzo1973, non mi riferivo tanto alla sede legale, ma più in generale al fatto che oggi è fiat chrysel, e che a produzione è in buona parte all'estero. certo non fa impazzire nemmeno che orami la sede legale non sia più in italia. una volta si diceva di comprare italiano per far lavorare gli italiani, oggi non è più calzante, ma vale anche per gli altri
Ritratto di Vincenzo1973
10 dicembre 2018 - 10:32
@deutsch nel momento in cui, FCA, vuole investire 5 miliardi nel triennio che faccio? una stupidata del genere? nessun altro paese lo farebbe con la sua industria nazionale. tutto qui.stanno portando Compass in Italia, saturando Melfi per esempio, sembra rivogliano fare Punto, investono sull'elettrico, e questi per far cassa ammazzano il mercato. boh
Ritratto di deutsch
10 dicembre 2018 - 14:58
4
ci spero che vogliano investire, sono rimasti tra i pochi a non avere nessun modello elettrico o ibrido. dire che sono indietro è riduttivo. alfa e maserati le producono in italia ma diverse fiat e quasi tutte le jeep le producono all'estero. anche i motori traizionali son in dietro ed infatti accusano emissione di co2 superiori ai competitor, quasi nessun modello è esonerato dal bonus, anche il tanto decantato flyfire si è rilevato assetato di carburante al punto che la prove di AV riferisce che consuma il 20/30% più delle rivali senz anemmeno regalare prestazioni migliori alla concorrenza, anzi. Possibile che una octavia sw 1.0 sia esente dal malus mentre praticamente tutte le fiat bezina ne siano soggette. il bonus/malus è per inquinare meno non per dare lavoro agli italiani e fca al momento, con questa normativa, non è agevolata. si diano una mossa
Ritratto di deutsch
10 dicembre 2018 - 14:59
4
ops esonerato dal malus
Ritratto di Vincenzo1973
10 dicembre 2018 - 15:34
si ma non ha senso cmq. in Germania non l'avrebbero fatta con la propria industria impreparata. lo e' al momento anche la loro, eccetto poche auto che praticamente non fanno numeri. al momento Toyota, Nissan, honda, renault vincono su ibrido ed elettrico ed i numeri sono quelli che sono
Pagine