UN CASO CLAMOROSO - Il sistema di controllo elettronico della stabilità (
ESP, Electronic Stabilty Program) giunse alla ribalta della cronaca nel 1997 in seguito al ribaltamento di una Mercedes Classe A prima generazione in occasione di un test su strada organizzato da una rivista. Tra le misure messe in atto dalla casa tedesca per risolvere il grave problema ci fu l'adozione di serie, per la A, dell'allora semi sconosciuto ESP della
Bosch. Quell’episodio, però, servì da lezione all’intera industria automobilistica che da quel momento iniziò ad offrirlo su un numero sempre crescente di modelli. A distanza di quasi vent’anni ne sono stati prodotti 100 milioni.
ANGELO CUSTODE - Per il funzionamento dell'ESP rimandiamo all'efficace video più sotto. Qui ci basta ricordare che si tratta di un dispositivo che, tagliando potenza e intervenendo sulle singole pinze freno, è in grado di contribuire a rendere la guida realmente più sicura sia su strade a bassa aderenza che in caso di eccessiva velocità nell’affrontare una curva.
A BREVE DI SERIE PER TUTTE - Ritenuto dagli esperti il sistema di sicurezza più importante dopo la cintura di sicurezza, l’ESP può evitare fino all’80% degli incidenti dovuti a sbandamento. Obbligatorio in diversi Peasi del Mondo come Stati Uniti, Australia e Israele, sarà fornito di serie in tutti i veicoli europei di nuova immatricolazione a partire dal novembre 2014. Ad oggi, il 78% delle vetture e dei veicoli commerciali leggeri di nuova produzione in Europa è dotato del sistema ESP (il 55% in tutto il mondo). Costantemente evoluto nel corso degli anni, è divenuto più leggero (dai 4,3 kg della prima generazione agli attuali 1,6), più compatto e meno costoso. Oggi “serve” diversi sistemi di assistenza alla guida: tutti quelli che frenano senza l’intervento del guidatore sono infatti azionati dalla centralina ESP.