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Campionato TCR 2017: sfida in pista con la Peugeot 308

Pubblicato 08 maggio 2017

A disputare sul circuito di Adria la prima prova del campionato italiano TCR c’eravamo anche noi di alVolante, con una Peugeot 308 della categoria TCT.

Campionato TCR 2017: sfida in pista con la Peugeot 308

PRONTI A DARSI BATTAGLIA - Il primo weekend di maggio ha coinciso con l’apertura di diversi campionati che si disputano in Italia. Tra questi, il TCR Italy (Touring Car Championship) che vede al via una ventina di vetture suddivise in due categorie, TCR e TCT. In entrambi i casi si tratta di berline a trazione anteriore derivate da modelli prodotti in serie. Per le TCR le modifiche rispetto alle versioni stradali sono decisamente più importanti che nelle TCT. I motori due litri turbo delle varie protagoniste (Audi RS 3 Sedan, Honda Civic, Opel Astra, Seat Leon e Volkswagen Golf) sviluppano potenze di 350 cavalli. Le vetture iscritte al TCT sono tre Peugeot 308 (ma nel corso della stagione si aggiungeranno altre macchine), spinte da un 1.6 Turbo che di cavalli ne eroga proprio… 308. Unico il fornitore dei pneumatici (slick o da pioggia), l’Hankook.

TRE “LEONI” IN LOTTA - Ogni weekend prevede due manche da 25 minuti più un giro, precedute da due turni di prove libere da mezz’ora e da due qualifiche (una per ogni gara) da quindici minuti ciascuna. A scendere in pista, oltre ai piloti professionisti, c’eravamo anche noi di alVolante, che abbiamo condiviso la Peugeot 308 numero 102 con un collega giornalista di un’altra testata. Come la vettura quasi “gemella” (erano diversi i freni), che riporta il numero 103, si tratta di un’auto di Peugeot Sport Italia, gestita dal team Arduini Corse con la collaborazione della Autostar Motorsport e il supporto in gara della Procar Motorsport, la scuderia che nel 2015 e 2016 aveva preparato la Citroën C3 Max (leggi qui per saperne di più). Se la “nostra” vettura è quella che sarà guidata nelle varie tappe da diversi giornalisti, la 103 è affidata alle mani del pilota e team manager Massimo Arduini e dell’attore-regista Stefano Accorsi, al suo battesimo della pista proprio qui ad Adria (leggi qui la nostra intervista a fine gara). La terza Peugeot 308 (con 104 come numero di gara), invece, è del team Autostar Motorsport e guidata da due piloti privati, Raimondo Ricci e Adriano Bernazzani.

PRENDIAMO CONFIDENZA CON L’AUTO E LA PISTA - Con i suoi 2657 metri di lunghezza, il circuito di Adria non è certamente tra i più lunghi. E anche le velocità di punta (intorno ai 200 km/h) non sono elevate per delle auto da competizione. Tuttavia le sue curve richiedono tecnica, e impegnano molto il pilota che nei brevi rettilinei ha poco tempo per recuperare energia e concentrazione. Valeva la pena sfruttare bene tutti i trenta minuti di prove libere per trovare i giusti riferimenti nelle traiettorie e nelle frenate, oltre che per prendere confidenza con la “nostra” Peugeot 308. La macchina viene realizzata in Francia dalla divisione sportiva della Peugeot: nel paese transalpino disputa un campionato a lei riservato. Rispetto al modello di serie le modifiche riguardano il 1.6 turbo (rivisto nel circuito di aspirazione e di sovralimentazione, oltre che nell’elettronica di gestione), le sospensioni e i freni (della AP Racing quelli della vettura riservata ai giornalisti, Brembo per l’auto di Accorsi e Arduini). Per ridurre il peso l’abitacolo è svuotato di tutto, e perfino la plancia è sostituita da una versione in plastica stampata, che ne riprende le forme. Al posto del cruscotto sopra il volante, tipico della vettura francese, c’è un quadro strumenti da gara che visualizza anche i tempi sul giro, le temperature (quelle dell’acqua e dell’olio del motore, oltre a quella della turbina) e le varie mappature della centralina. Queste, come pure la funzione Launch Control (utile per ridurre il pattinamento nelle partenze) si selezionano da una consolle che si trova dove nelle normali 308 c’è lo schermo del sistema multimediale. Dal volante, invece, si gestiscono la radio per le comunicazioni con i tecnici e il limitatore per rispettare i 60 km/h nella corsia box; altri tasti consentono di modificare le schermate della strumentazione o di attivare il lampeggio dei fari. Dietro il volante, le palette del cambio sequenziale Sadev a sei marce: il pedale della frizione serve solo nelle partenze e quando ci si ferma. 

SI FA SUL SERIO - Il sabato nelle qualifiche puntiamo ad approfondire la nostra conoscenza con la vettura e con il circuito. La Peugeot 308 aggredisce le curve con grinta, e una volta scaldate bene le gomme slick dà grande sicurezza. La frenata è molto potente e richiede una pressione decisa (non c’è servofreno) soprattutto nella fase iniziale. Per sfruttarla al meglio servono diversi giri, e solo in gara riusciremo a farlo.  

UN POMERIGGIO DA SPETTATORI - Il sabato alle 18.10 si disputa la prima delle due manche,  in cui corre la “nostra” Peugeot 308 guidata dal giornalista dell’altra testata, mentre la vettura 103 è affidata al debuttante Stefano Accorsi. Poco prima dell’inizio della gara sull’autodromo si abbatte un violento acquazzone, tanto che i commissari decidono di far partire le auto dietro la safety car, anziché da ferme. La vettura di sicurezza resta in pista per un paio di giri e poi si aprono le danze. Davanti sono i piloti del TCR a darsi battaglia, mentre la Peugeot numero 104 guidata dallo svizzero Raimondo Ricci si porta a metà classifica generale e in testa alle vetture TCT. La corsa è avvincente ma la visibilità è quasi nulla e l’aderenza al limite. Con qualche minuto di anticipo rispetto ai venticinque previsti la gara viene interrotta dalla bandiera rossa dei commissari. Le prime tre posizioni vedono Eric  Scalvini (Honda Civic), Jonathan Giacon (Opel Astra) e Nicola Baldan (Seat Leon). Ricci, primo delle TCT, è nono in classifica assoluta, seguito da Francesco Neri e da Stefano Accorsi. Tuttavia proprio Ricci e Accorsi vengono penalizzati di 25 secondi per non essere rientrati immediatamente ai box dopo l’interruzione della gara con le bandiere rosse: una svista che al pilota svizzero costa il primo posto nella propria divisione e lo farà passare a decimo assoluto.

PRONTI AL VIA - Per tutta la notte tra sabato e domenica la pioggia non ha dato tregua, inondando il circuito. Solo all’alba smette ma restano parecchie pozze che vengono asciugate dagli addetti alla pista. Peccato che uno dei mezzi usati per queste operazioni abbia perso dell’olio lungo il tracciato: viene così cosparso del filler sull'asfalto per assorbirlo, ma questo provoca un ritardo nelle gare di circa 45 minuti. Nel frattempo però le condizioni meteo si sono stabilizzate e la pista è solo leggermente umida. Possiamo partire con gomme slick e dalla griglia, anziché dietro la safety car. Al via sfruttiamo il launch control della nostra Peugeot, e guadagnamo una posizione. Ci portiamo a ridosso di un terzetto di vetture TCR, e per un po’ riusciamo a tenerne il passo, nonostante la differenza di potenza. Dietro ci tallona un’altra auto del TCR, che ci fa perdere un po’ di concentrazione e che nella seconda parte della gara riuscirà a infilarci. Va meglio alle altre due Peugeot che lottano a metà classifica assoluta e che si scambiano qualche sportellata per la prima posizione del TCT. Dopo venticinque minuti e un giro il vincitore è Eric Scalvini (che realizza così una doppietta), seguito, come nella prima gara, da Jonathan Giacon e Nicola Baldan. Per il TCT, Massimo Arduini viene penalizzato di 25 secondi per un contatto con il suo avversario diretto Adriano Bernazzani, al quale vengono dati 5 secondi di penalità. Così le loro posizioni vengono invertite e sul gradino più alto del podio sale il pilota della Peugeot numero 104. Alla sua sinistra ci siamo noi ad alzare la coppa del terzo classificato.





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