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Tavares lascia la Renault: ambizioni o conflitti?

29 agosto 2013

A ferragosto il numero 2 della Renault aveva stupito tutti dichiarando che si sentiva pronto per andare a dirigere la Ford o la GM.

Tavares lascia la Renault: ambizioni o conflitti?
AUTOCANDIDATURA ESPLOSIVA -  “Mi sento pronto per guidare un grande gruppo, ma alla Renault Carlos Ghosn è in piena forma e ancora giovane; dunque perché no un altro costruttore, anche americano?” sono le parole pronunciate dall’allora numero 2 della Renault, Carlos Tavares (nella foto sopra), il 14 agosto. Come dice il proverbio, “Tanto tuonò, che piovve”: lo stupore suscitato da quella frase ha avuto il seguito previsto: ben servito da parte della Renault a Tavares con un ringraziamento formale e apertura delle ricerche per un nuovo manager per la sostituzione.
 
DUE GALLI IN UN POLLAIO… - Ma se l’esito della vicenda è chiaro, non pochi sono gli interrogativi suscitati. Prima di tutto sulle motivazioni della frase di autoproposta alle americane Ford e GM (che effettivamente sono in una fase di avvicendamento al vertice): effettivamente Tavares ha ragionato soltanto in funzione di una possibile sua nuova collocazione oltreoceano, per la quale si sente adatto e pronto, oppure c’era stata prima una rottura forte con il suo unico superiore, Carlos Ghosn? Impossibile rispondere (per ora). Certo che se è stato un modo di autocandidarsi è stato per lo meno inusuale. L’ipotesi invece della incompatibilità con Ghosn non è peregrina.
 
TROPPO DIVERSI - La differenza tra i due manager è notevole e se è vero che in un grande gruppo c’è bisogno di ispirazioni differenti, è anche realistico chiedersi se la filosofia espressa da Tavares potesse essere in sintonia con quella di Ghosn. Basti pensare al contrasto tra l’impegno messo dalla casa sulla carta dell’elettrico con quello manifestato poi per le cose sportive con l’iniziativa Alpine, ideata, sostenuta e spinta da Tavares. 
 
QUESTIONI DI STILE - Altri interrogativi riguardano entrambe le parti. Per Tavares si tratta di vedere se troverà effettivamente uno sbocco di primo piano, e se la sua riflessione ad alta voce di ferragosto non lo abbia fatto mettere nella black-list da parte dei centri di potere dei grandi gruppi. Perché è opinione diffusa che non bisogna mai mostrare di desiderare di andare con la concorrenza.
 
GHOSN SERIALE - Per quanto riguarda la Renault, l’interrogativo è su come provvederà alla sostituzione. Anche perché la vicenda potrebbe essere interpretata come una manifestazione di un clima non molto costruttivo all’interno del top management Renault, dunque un ambiente da cui stare alla larga. E a ciò potrebbe contribuire anche il fatto che Tavares è il secondo top manager che “salta” vicino a Ghosn. Il primo fu Patrick Pelata, stimatissimo e quotatissimo, il quale si fece carico delle responsabilità nella storia dei presunti tre manager spia all'interno della Renault, licenziati e poi reintegrati, dopo che si rivelò tutta una bufala. E tutti lessero la sua assunzione di responsabilità con conseguenti dimissioni come l’unico modo per evitare la partenza di Ghosn.
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