SI RECUPERA - Dopo aver chiuso i primi tre mesi del 2010 con una riduzione dei propri debiti (leggi qui la news), la Chrysler continua la sua marcia di risanamento. I conti economici per il secondo trimestre presentati oggi da Sergio Marchionne parlano chiaro: con 183 milioni di dollari, l'utile operativo è salito del 28% rispetto al primo trimestre, la perdita netta si è ridotta da 197 a 172 milioni di dollari e i ricavi sono cresciuti del 8,2% passando da 9,7 milioni di sollari del primo trimestre ai 10,5 del secondo.
AVANTI COSÌ - Risultati che sembrano dimostrare come la strategia aziendale per il risanamento dei conti impostata da Sergio Marchionne sia corretta. Anche se, come ha precisato lo stesso top manager, non è certo il caso di farsi prendere dall'euforia: “il 2010 si sta rivelando un anno di transizione e stabilizzazione, nel quale la Chrysler deve continuare il proprio percorso di crescita con rigore, massima disciplina e focalizzazione sugli obiettivi”.

Negli Usa c'è stato un "boom" di richieste per la nuova Jeep Grand Cherokee: circa 70.000 ordini da parte dei concessionari e oltre 4.000 auto vendute da maggio.
BENE LE VENDITE - Un'ulteriore conferma delle buone prestazioni economiche della Chrysler arriva anche dai dati di vendita: nel secondo trimestre sono state vendute 305.000 auto negli Usa e 107.000 nel resto del mondo, con una crescita complessiva del 22% rispetto al primo trimestre dell'anno. In particolar modo, nel mercato interno la quota di mercato dei marchi del Gruppo è passata dal 8,1% del quarto trimestre del 2009 al 9,4% del secondo trimestre del 2010. Un risultato che nell’azienda sperano cresca ancora: dopo la Jeep Grand Cherokee, in vendita da maggio, entro la fine dell'anno debutterà la nuova Chrysler 300C (la vedi qui), altro modello fondamentale per le vendite negli Usa, oltre alla sostituta della poco fortunata Sebring. Senza contare l’arrivo della Fiat 500, che verrà venduta nel circuito dei concessionari Chrysler (qui per saperne di più).















