NUMEROSE LE SOLUZIONI ONLINE - Internet è la base da cui sono nate numerose soluzioni di mobilità alternative all’uso dei mezzi pubblici, della propria auto o motocicletta o dei taxi. Ci sono, per esempio, il carpooling di BlaBlaCar (qualcuno porta nella propria vettura altre persone dirette nello stesso luogo) e il car sharing cittadino. E c’è anche la soluzione per chi, pur avendo una vettura, non può mettersi al volante: per esempio, Ciaoaldo propone autisti a persone anziane o infortunate, oppure a patentati che si sono visti sospendere la licenza o che desiderano concedersi una bevuta in compagnia.
IL DRIVER PERSONALE - Funziona in modo semplice: se hai un’auto e non puoi o non vuoi guidarla, trovi un autista sulla piattaforma web. I prezzi variano a seconda del tempo e del tragitto: il cliente paga 10 euro per ogni ora di guida nei giorni feriali dalle 8 alle 20. Tariffa che sale a 15 euro nei festivi e dalle 20 alle 8. In più, ci sono 4,9 euro di costo della prenotazione.
MA È AFFIDABILE? - La piattaforma verifica l’affidabilità dei candidati che desiderano fare i driver, e di chi è già autista. Occorre innanzitutto fornire numerosi dati personali e avere una patente immacolata: la valutazione è espressa in volanti, con un massimo di cinque. Sul sito, poi, gli utenti danno i voti ai driver, che hanno un curriculum online, un po’ come accade durante le compravendite su eBay.
PROBLEMA SMARTPHONE - Proprio le rilevazioni effettuate sulla strade di tutta Italia dagli autisti di ciaoaldo.com (la ricerca è stata commissionata dal blog patentesospesa.it) arricchiscono l’inchiesta di alVolante di febbraio (attualmente in edicola) sui “sette vizi capitali”, ossia sulle infrazioni killer alla guida. Primo di questi vizi, l’uso improprio dello smartphone alla guida (tabella qui sotto): l’Aci stima che quasi tutti gli incidenti dovuti a distrazione siano provocati da chi si pone al volante col cellulare in mano, e i driver hanno verificato che 55 automobilisti su 100 sgarrano col telefonino. Il picco si raggiunge in Sicilia e Sardegna, dove il 77% telefona in modo illecito alla guida. La zona meno a rischio è Milano, a quota 39%: una percentuale comunque preoccupante.











