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La Cina punta sulla qualità dell’export automobilistico

Pubblicato 07 ottobre 2025

A partire dal 2026 la Cina vuole “calmierare” l’export dando priorità alle aziende che possono garantire un adeguato servizio di post-vendita.

La Cina punta sulla qualità dell’export automobilistico

La Cina è oggi il più grande produttore di auto al mondo, con oltre 30 milioni di veicoli costruiti ogni anno, di cui circa 26 milioni sono automobili. Negli ultimi mesi l’export è cresciuto molto, tanto che la Cina ha superato il Giappone.

Anche in Italia sono diversi i marchi cinesi presenti sul mercato. Non tutti della stessa qualità, ma, soprattutto, non tutti i brand possono contare su un supporto cliente efficace in caso di eventuali rotture, necessità di parti di ricambio o noie tecniche. Spesso questi elementi hanno contribuito a comprometterne l’immagine delle vetture cinesi, ma il Paese del Dragone è deciso a mettere ordine nel settore dell’export delle auto. Secondo quanto riportato da diversi media cinesi, a partire dal 1° gennaio 2026 entrerà in vigore una nuova regolamentazione che impedirà ai costruttori privi di una specifica licenza ministeriale di esportare veicoli elettrici all’estero. 

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Con la crescente popolarità dei marchi cinesi fuori dai confini, il reperimento dei ricambi e i lunghi tempi di attesa per riparazioni costituiscono un problema concreto come dimostrano le numerose segnalazioni di clienti insoddisfatti. Non è affatto raro attendere settimane, talvolta mesi, per ottenere una semplice parte di ricambio.

La nuova misura, annunciata dal Ministero del Commercio cinese, punta quindi a selezionare e responsabilizzare gli esportatori, limitando il mercato ai soli marchi che dimostrino di poter offrire un servizio completo, dalla vendita alla manutenzione, almeno per tutta la durata della garanzia legale di due anni. Inoltre, l’esportazione sarà vietata agli operatori non autorizzati, come rivenditori indipendenti o intermediari che acquistano veicoli di seconda mano per rivenderli in Europa senza alcuna struttura locale.

Si tratta di una mossa che mira anche a contenere la proliferazione incontrollata di marchi poco strutturati. La licenza di esportazione rappresenta quindi anche un tentativo di concentrare gli sforzi su pochi marchi nazionali in grado di competere a livello globale con un’offerta credibile e sostenibile. È una misura per evitare che i marchi più piccoli possano compromettere la reputazione di aziende più grandi e strutturate, come la BYD, che, tra le altre cose, ha annuciato anche ingenti investimenti nel Vecchio Continente.

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Tra questi, uno dei più noti è BYD, che ha già annunciato investimenti in Europa, con l’apertura di stabilimenti in Ungheria e in Turchia. Proprio per evitare che la reputazione dei big venga danneggiata da attori minori o da pratiche commerciali poco trasparenti, Pechino ha deciso di intervenire. Il rischio era infatti di vedere compromessa l’immagine dell’intero comparto automobilistico cinese, in un momento cruciale per la sua espansione globale.

Le nuove regole mirano anche a frenare la “guerra dei prezzi” innescata da operatori non ufficiali, che svendono modelli elettrici in assenza di un adeguato servizio post-vendita. 



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Ritratto di giocchan
7 ottobre 2025 - 17:30
"Inoltre, l’esportazione sarà vietata agli operatori non autorizzati, come rivenditori indipendenti [...]" Chissà se DR è al sicuro o no...
Ritratto di giocchan
7 ottobre 2025 - 17:31
In pratica il governo cinese tutelerà gli interessi dei clienti europei. Non la liberissima UE, ma la dittatura cinese...
Ritratto di Tistiro
7 ottobre 2025 - 17:35
Peggio dei nostri politicanti credo non esista niente.
Ritratto di Sherburn
8 ottobre 2025 - 11:44
Mah, fanno il loro mestiere, che è quello di sopraffare ogni aspirazione ad una vita agiata da parte della popolazione.
Ritratto di Al Volant
7 ottobre 2025 - 17:32
Bene, che poi diciamola tutto, quella dei pezzi di ricambio è un business molto profittevole in UE, forse non in cina.. Si prenderanno pure quello... ( mi riferisco anche ai marchi alternativi, tipo valeo, motrio etc...)
Ritratto di otttoz
7 ottobre 2025 - 17:40
Effettivamente ne vendono milioni nel mondo a dimostrazione di qualità e affidabilità
Ritratto di Santhiago
7 ottobre 2025 - 19:48
Quale sarebbe la dimostrazione? Qualità e quantità sono due cose diverse
Ritratto di alex_rm
7 ottobre 2025 - 17:44
Dr,cirelli,emc chissà come faranno dato che sono semplici importatori di auto cinesi low cost di non ultima generazione
Ritratto di giocchan
7 ottobre 2025 - 20:26
Spero vivamente siano spazzati via. Bagarini di automobili.
Ritratto di Leonubi75
8 ottobre 2025 - 08:30
E per quale motivo? Per comprare la ferraglia Stellantis?
Ritratto di Mordecai18
8 ottobre 2025 - 08:56
Sempre meglio che finanziare chi fa solo drop-shipping sulle auto.
Ritratto di Leonubi75
8 ottobre 2025 - 09:30
Quindi la pratica và bene su migliaia di prodotti anche spacciati per made in italy ma non sulle auto che per giuntà si conosce la provenienza?
Ritratto di giocchan
8 ottobre 2025 - 11:30
Perchè, se voglio quel prodotto, voglio comprarlo direttamente da chi lo produce. Così invece spendo di più solo per dare da mangiare a un intermediario. Non solo: se il costruttore viene direttamente, il costruttore ha interesse a crearsi una reputazione... e lo fa anche attraverso i ricambi, PRODUCENDOLI e facendo in modo che siano sempre disponibili (altrimenti ci "perde la faccia"). DR può mettere su un magazzino ricambi (che mi sembra abbia)... ma i ricambi non li produce, li distribuisce e basta. È una differenza enorme.
Ritratto di Leonubi75
8 ottobre 2025 - 11:45
DR assembla dal 2006 e a oggi viene censito come costruttore seppur di componenti cinesi. La storia degli importatori è vecchia come il mondo e prima di varie acquisizioni anche auto italiane negli usi vendevano vendute tramite importatori così come auto statunitensi in italia. DR può non piacerti, ma offre un prodotto competitivo sopratutto per il mercato Italiano e non è un caso che se ne vedano parecchie in giro, così come i suoi sottobrand!
Ritratto di alex_rm
8 ottobre 2025 - 22:56
Dr non assembla un bel niente,é stata multata perché a macchia d’isernia non esiste nessuna catena di montaggio o linea di produzione al massimo ci monta il paraurti anteriore e l’impianto gpl.
Ritratto di Leonubi75
9 ottobre 2025 - 08:50
In verità la cosa è un più articolata. La multa era dovuta al fatto che L'Italia era indicata come luogo di produzione, dove chiaramente produzione non è.
Ritratto di Mc9
7 ottobre 2025 - 22:10
1
Potenziando magazzino e rete di assistenza
Ritratto di Vate
7 ottobre 2025 - 19:31
E questi chi li ferma più.
Ritratto di Achillea
8 ottobre 2025 - 10:07
Nessuno...
Ritratto di Nonmenefreganiente Dellevostreopinioni
8 ottobre 2025 - 10:13
sbagliato, basta non comprarle
Ritratto di Achillea
8 ottobre 2025 - 10:14
E invece, temo che saranno sempre più comprate...
Ritratto di giocchan
8 ottobre 2025 - 11:33
Perchè me lo devi impedire? Per comprare il made in italy? Io la farei pure, il problema è che sono rimasti 4 modelli, e nessuno incontra le mie esigenze: a grandi linee, Panda - 500 - Compass - Tonale - Stelvio - Giulia (oltre a Maserati/Ferrari/Lamborghini)... per dire, non c'è nemmeno una segmento B (ok, Tonale è un B-SUV, ma non costa come un B-SUV...)
Ritratto di Nonmenefreganiente Dellevostreopinioni
8 ottobre 2025 - 12:41
liberi di comprare ciò che si vuole, ma da europei sarebbe buon senso comprare automobili europee, le cinesi sono vendute sottocosto apposta per distruggere la produzione europea, quindi vedi tu se conviene risparmiare qualche euro, per essere complici di una crisi finanziaria irreversibile. L'industria automobilistica contribuisce per 1 trilione di euro al PIL dell'Unione (circa il 7%), rappresenta un terzo degli investimenti privati in ricerca e sviluppo (R&S) nell'UE e occupa (direttamente e indirettamente) circa 13,8 milioni di lavoratori (il 6,1% dell'occupazione totale dell'UE) se compri cinese mandi tutto questo a putt*ne in pochi anni
Ritratto di Lele_1998
8 ottobre 2025 - 13:54
3
te la butto così per non tornare alla solita questione: in Italia c'è una parte consistente di aziende che fatica a trovare lavoratori. La soluzione è molto semplice: aumentare i salari; eppure non lo fanno, continuando dai tempi del covid a far fatica ad assumere. La stessa cosa si applica al mercato europeo. Sono stati fatti regolamenti sbagliati per l'industria, le risorse regalate sono state e vengono buttate, e la soluzione per tornare ad essere competitivi è sotto gli occhi di tutti, ma nessuna azienda fa nulla. E allora che venga la morte di questo settore, platealmente annunciata dalla politica, e accettata, a questo punto, dall'industria.
Ritratto di Al Volant
8 ottobre 2025 - 16:08
ah ah... Però quando licenziavano e chiudevano le fabbriche per costruire in cina, nessuno ha detto nulla ed anzi eri un anarchico pericoloso se osavi opporti alla globalizzazione.. Purtroppo le scelte si pagano.. Ma di certo non risolverà con la guerra.
Ritratto di Achillea
8 ottobre 2025 - 16:09
E il tuo ragionamento è corretto. Il fatto è che alle persone non importa. Vogliono avere tanto e spendere meno. Questo (in apparenza) offrono le cinesi. Se fanno tanto di migliorare anche la rete assistenza post vendita vedrai il bumbumbum delle vendite!!!
Ritratto di Rush
9 ottobre 2025 - 01:24
Di sicuro le aziende europee non è che stiano facendo molto per difendersi. Anzi… stanno offrendo prodotti più “scarsi” di quelli che offrivano in precedenza aumentando però i listini continuamente. Perché dovrei sottostare alle loro condizioni imposte ? Per arricchire solo ed esclusivamente gli azionisti? Riducessero i margini offrendo un prodotto più che valido e con. Olga probabilità gli europei continuerebbero ad acquistare il prodotto che sino a ieri compravano in quanto ritenuto di qualità ad un prezzo congruo. Sono le case costruttrici europee che stanno volutamente offrendo il fianco ai cinesi. Gli acquirenti giustamente fanno i propri interessi e cominciano a guardarsi attorno. La presunzione di legare il cliente attraverso il finanziamento e la rata inganno è oramai una pratica senza senso. Rata inganno perché quando vai a restituire l’auto non ti chiedono niente se rifai l’operazione altrimenti la prima cosa che ti fanno pagare non sono tanto i km in eccesso (che paghi comunque) ma i danni sulla carrozzeria che quando te li quantificano la cifra che dovresti versare diventa un “regalo” sempre che tu ricominci da capo un altro finanziamento. Stanno spremendo come un limone i clienti e lo sguardo di costoro si sposta sulle mandorle dato che son stufi di farsi infilare il cetriolo…
Ritratto di Jimgoose
7 ottobre 2025 - 19:55
"frenare la guerra dei prezzi" ergo:la fufa elettrica cinese costerá di piu,sa un po di zappa sui piedi visto il successo del comparto
Ritratto di ilariovs
8 ottobre 2025 - 16:45
Venderanno le termiche a basso costo, come stanno già facendo. Non a caso in Italia le cinesi spopolano nonostante il 5% delle BEV.
Ritratto di AZ
7 ottobre 2025 - 20:24
Vedremo.
Ritratto di Pompilio
7 ottobre 2025 - 20:37
Mi sembra una decisione giusta...
Ritratto di Oxygenerator
8 ottobre 2025 - 08:28
Ottima decisione. Che puó dare più sicurezza a chi si avvicina al prodotto.
Ritratto di probus78
8 ottobre 2025 - 13:06
Se aumentano troppo la qualità verranno tagliati fuori dal mercato italiano, dominato dal low cost. Impressionante l'attuale proporzione tra auto prodotte in Italia (saranno 300.000 o poco più nel 2025) e in Cina (oltre 30 milioni). Se la matematica non mi inganna siamo 1/100 rispetto a loro.
Ritratto di Lele_1998
8 ottobre 2025 - 13:59
3
Credo che la questione low-cost non c'entri per forza. E' ormai chiaro che vogliono competere su segmenti superiori, però c'è da dire che marchi generalisti strutturati ce li hanno, e non credo taglieranno sussidi o metteranno paletti. L'accelerata contro la guerra dei prezzi, a mio avviso, spinge a chiudere i rubinetti a quei marchi nati da start-up/distacchi che sono a reddito 0 e campano di sussidi governativi; principalmente marchi solo BEV che ultimamente avevano parlato di esportazione, unica reale via di "salvezza". Se l'obiettivo è bloccare chi non è strutturato, si colpiranno questi marchi. Chery-Omoda/MG/Xpeng/BYD son già belli che strutturati e in casa/da noi hanno linee lowcost che dovrebbero restare
Ritratto di probus78
8 ottobre 2025 - 14:44
Infatti, se non erro Chery fornisce sia i modelli piu datati, poi ricarrozzati Dr, sia le quasi-premium Omoda/Jaecoo. Quelle da te elencate sono ormai realtà piuttosto solide, in grado di organizzarsi per assistenza/ricambi. Chi non lo fa è giusto venga "bloccato" per evitare figuracce..
Ritratto di ilariovs
8 ottobre 2025 - 16:43
Ieri ho portato la MG4 perché la telecamera anteriore ogni tanto fa le bizze. Auto in garanzia, aperto il ticket ora vediamo quanto impiega ad arrivare la telecamera nuova. Cosí vediamo questi cinesi come sono messi col poat-vendita.
Ritratto di Giannidepp
11 ottobre 2025 - 17:50
Intuibile che abbiano prima "assaggiato il terreno"....appurato poi che le auto proposte hanno immediatamente ottenuto un discreto successo, inevitabile, comprensibile ed obbligati ad implementare miglioramenti al post vendita. Ipotizzabile che il loro inserimento sul mercato europeo si allargherà ulteriormente

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