NEWS

Codice della Strada: le modifiche confermate

12 aprile 2019

Confermato l’inasprimento delle sanzioni per chi utilizza il telefono alla guida, mentre i limiti in autostrada non cambieranno.

Codice della Strada: le modifiche confermate

SMARTPHONE ALLA GUIDA - Il testo contenente le modifiche al Codice della Strada è stato ultimato, le forze politiche di maggioranza hanno trovato l’accordo su tutti gli aspetti, anche su quelli che inizialmente hanno determinato degli attriti. Secondo alcune fonti giornalistiche, numerose sono le misure confermate, in primis l’inasprimento delle sanzioni per chi alla guida utilizza lo smartphone o qualsiasi altro strumento elettronico senza l’ausilio dell’apparecchio vivavoce o l’auricolare: il testo prevede la sanzione da 422 euro a 1697 euro (ad oggi la forbice è 161-467 euro) più la sospensione della patente di guida da sette giorni a due mesi. In caso di recidiva, si passa da 644 euro a 2588 euro di sanzione amministrativa e la sospensione della patente di guida da uno a tre mesi, oltre alla decurtazione da 5 a 10 punti. Non vi sarà, invece, l’innalzamento dei limiti di velocità in autostrada, i quali rimarranno fissati a 130 Km/h.

PARCHEGGI ROSA - Confermata anche la misura che prevede la predisposizione di parcheggi gratuiti per le donne incinte e per coloro che trasportano bambini la cui età non supera un anno. Come inizialmente ventilato, sarà abolito l’obbligo di utilizzo delle luci di posizione e degli anabbaglianti nelle ore diurne; la conferma arriva anche per gli scooter 125, i quali potranno circolare sulle autostrade e sulle strade extraurbane.

NIENTE DIVIETO DI FUMO ALLA GUIDA  - Come previsto, il divieto di fumo alla guida non sarà introdotto, mentre la sosta vietata sarà sanzionata in modo più incisivo (sia per gli autoveicoli che per i motocicli): saranno decurtati due punti dalla patente in caso di parcheggio su area adibita alla ricarica di veicoli elettrici, quattro punti se si effettua la sosta su parcheggi riservati ai disabili o sul marciapiede. Per il divieto di sosta sono aumentate anche le sanzioni amministrative: da 167 euro fino a 647 euro (ad oggi vanno da 84 euro a 334).  

CONFERMATE LE REGOLE PER I CICLISTI - Confermata anche la linea d’arresto avanzata per i ciclisti, di almeno 3 metri rispetto a quella dedicata al traffico veicolare; inoltre le biciclette potranno circolare sulle strade e non più solo sulle piste ciclabili. La nuova disciplina prevede anche più controlli da parte delle forze di polizia, mirati a contrastare la guida in stato di alterazione causato dall’assunzione di sostanze stupefacenti. Gli accertamenti potranno essere effettuati anche sulla saliva, eventualmente con l’allestimento di veri e propri laboratori mobili; il rifiuto di sottoporvisi comporta una sanzione amministrativa da 422 euro a 1.697 euro. Il testo è già stato inviato ai gruppi parlamentari e dovrebbe approdare in Parlamento a maggio.



Aggiungi un commento
Ritratto di Tymmy
12 aprile 2019 - 12:57
"Inoltre le biciclette potranno circolare sulle strade e non più solo sulle piste ciclabili". Bella robba. Invece di fare il contrario...e i ciclisti hanno sempre ragione, pure quando ti ostruiscono la marcia su strade strette e proibitive. Ma loro sono "ciclisti" e hanno sempre e comunque RAGIONE. Il fesso rimane l'automobilista.
Ritratto di Giovanni 66
12 aprile 2019 - 16:04
La strada è pubblica quindi non privata per solo i mezzi a motore.
Ritratto di Fdet_
12 aprile 2019 - 16:06
Il codice della strada ha sempre tutelato gli utenti "deboli" quali pedoni e ciclisti. Non è una novità eclatante. Oltretutto pedoni e ciclisti non ammazzano nessuno, le auto si. Teoricamente è una norma corretta, il problema è il buon senso dei soggetti vari.
Ritratto di Rav
13 aprile 2019 - 12:53
3
Se si vuole tutelare l'utente "debole" allora l'obbligo per lui di circolare sulla pista apposita dovrebbe essere sacrosanto. Il divieto di andare in bicicletta lungo l'autostrada non c'è per l'incolumità di auto e camion. Invece parte delle norme in questione mi paiono contentini per chi ogni giorno vuole fare il proprio comodo sia per menefreghismo che per pigrizia.
Ritratto di Fdet_
15 aprile 2019 - 10:27
Il problema è che di piste ciclabili in italia ne abbiamo ben poche. Ove presenti allora sarebbe giusto usarle, ma se sono sparpagliate e poche il problema sussiste. Poi, ripeto, capisco le ragioni di ciclisti ed automobilisti, usando entrambi i mezzi, quindi non mi schiero da nessuna parte, anche perchè gli irresponsabili sono di ambedue le categorie.
Ritratto di Andrea Zorzan
12 aprile 2019 - 17:15
Pur andando molto a piedi e in bici penso sia ora essere più severi con tali categorie. Circolano spesso senza seguire le regole mettendo in pericolo gli altri. Forse bisognerebbe aspettarselo visto che non devono svolgere alcun esame.
Ritratto di FOXBLACK
12 aprile 2019 - 20:15
Oggi un ciclista pedalava in mezzo alla corsia con le mani in tasca. ..ostruendo il passaggio alle auto ...a questi invece che multa gli facciamo ....
Ritratto di CR1
14 aprile 2019 - 07:16
oltre ai ciclisti scorretti ci son altri corretti . la strada è di tutti e non del più grosso . le vere piste ciclabili pochissime piene di trappole , ma ci sono le piste ciclo-pedonali impraticabili . comunque son le automobili e camion ad ostruire - incolonnare il traffico non il contrario . purtroppo l Italia è stata fatta in migliaia di anni percorsa con carri e cavalli
Ritratto di federico p
16 aprile 2019 - 21:28
Che ignoranza. Le bici sono dei veicoli e da sempre possono passare su TUTTE le strade eccetto le autostrade. Che poi spesso si comportano male è un altra cosa.
Ritratto di Fr4ncesco
12 aprile 2019 - 12:59
2
Già adesso le bici circolano fuori dalle piste, anche con le piste presenti, bloccando il traffico e creando situazioni di pericolo per il ciclista (che non deve avere patente, non deve fare visite di idoneità, non è assicurato e non è identificabile e non è tenuto a far revisionare il mezzo, che non portano luci, specchietti) e gli automobilisti, il tutto con una buona dose di arroganza eco estremista o del 80enne fatto di "ombre". Queste strade sembreranno sempre più quegli ingorghi indiani, o dell'Italia post bellica. Ci mancano solo cavalli e asini.
Pagine