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Concessionarie: l’americana Penske investe

23 maggio 2014

Con la sua “filiale” italiana la Penske ha creato una rete di concessionarie BMW. E il network è destinato a essere ulteriormente sviluppato.

Concessionarie: l’americana Penske investe
UN QUADRO GENERALE NEGATIVO - Il mestiere di concessionario negli ultimi anni si è fatto molto difficile. La crisi economica ha fatto crollare le vendite di auto nuove e il sistema distributivo (appunto le concessionarie) hanno subito un colpo durissimo. Secondo Filippo Pavan Bernacchi, presidente dell’organizzazione dei concessionari italiani Federauto, dai circa 3.500 concessionari esistenti nel 2007 si è scesi a poco più di duemila nel 2013. Ci sono state molte concentrazioni ma anche moltissime chiusure. Insomma, un abbandono dell’attività, se non una fuga. 
 
DALLA CRISI AL FUTURO - Ma il dato generale come al solito nasconde realtà diverse, per il business e per le visioni del futuro. Una conferma si è avuta l’altro giorno al Dealer Day di Verona, l’appuntamento annuale in cui il mondo del commercio di automobili si confronta e analizza problemi e prospettive. Come tutti gli anni il meeting ha previsto numerose conferenze e workshop, con molta attenzione sui problemi e le difficoltà della categoria. Tra queste iniziative probabilmente la più rilevante è stata quella intitolata “Il business dei concessionari verso il 2020”; un po’ per il tema e molto per la partecipazione di Robert Kurnick, numero due del colosso americano della distribuzione Penske Automotive Group (circa 340 mila auto vendute all’anno, 42 marchi rappresentati, oltre 330 concessionarie in diversi paesi, 14,7 milioni di dollari di fatturato nel 2013). 
 
INVESTIMENTI IN ITALIA - L’interesse per la presenza di Kurnick è dipeso in parte per la testimonianza dell’azione della Penske Automotive Group nel mondo, ma anche - anzi, molto - per la concreta attenzione che il gruppo sta ponendo da un paio d’anni all’Italia. Infatti mentre appunto era ed è in atto una ritirata più o meno strategica da parte di tanti operatori della distribuzione automobilistica, il gruppo Penske è venuto in Italia e attraverso un partner collaudato ha investito, avviando la Penske Automotive Group Italy, volta a creare una rete di concessionarie nella nostra realtà. 
 
PROSPETTIVE DI SVILUPPO - Oggi la rete Penske in Italia conta su una decina di contratti di concessionaria e due carrozzerie. E al Dealer Day di Verona Kurnick ha affermato che ci saranno altre acquisizioni, sia pure senza fretta e senza scadenze di traguardi da raggiungere. Il network attuale è costituito da concessionarie della BMW-Mini, concentrate nella zona di Bologna e di Milano. E proprio l’area milanese, con il suo profilo di sede economica e finanziaria di livello mondiale, è stata indicata come il teatro privilegiato per la strategia di sviluppo delle attività. 
 
NEL SETTORE DELLE AUTO PREMIUM - Il gruppo Penske, pur con contratti per 42 marchi nel mondo, ha una sua specializzazione nel mercato delle marche di prestigio e finora in Italia ha attuato una strategia basata su questo settore, appunto con concessionarie della BMW. La presenza del gruppo Penske in Italia iniziò infatti nel 2012 con la joint venture siglata assieme ad Andrea Mantellini, titolare della storica concessionario BMW Vanti Group di Bologna. Dalla partnership nacque la Penske Automotive Group Italy, che ha poi compiuto acquisizioni in Brianza come l’AutoVanti Group. 
 
L’IMPORTANZA DELLA SOLIDITÀ - Dunque si può dire che nel mercato dell’auto non c’è solo chi si defila, ma ci sono puree investimenti, che evidentemente sono propiziati anche dalle difficoltà esistenti. Robert Kurnick ha del resto affermato: “Per noi l’Italia è un mercato strategico, per questo continuiamo a espandere la nostra presenza. La strategia, non solo qui in Italia, è di tipo opportunistico. Scegliamo aziende con il marchio giusto nelle giuste location”. E certo la strategia è favorita dalla situazione critica, in cui in una trattativa di compravendita un colosso come la Penske beneficia di un rapporto di forza favorevole. 
 
CON L’OK DELLA BMW - Insomma, le cose non sono negative per tutti, è vero, ma bisogna avere esperienza e mezzi per poter compiere gli investimenti necessari, magari sfruttando i vantaggi che la situazione critica crea per chi è finanziariamente solido. Infine, è anche da sottolineare come la presenza e le iniziative del Penske Automotive Group Italy godano di una sorta di “benedizione” della BMW Italia, che ha seguito e segue con favore il processo di espansione del gruppo Penske, ritenuto una via efficace per ampliare la sua penetrazione nel mercato.


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Ritratto di Moreno1999
24 maggio 2014 - 16:35
4
Paradiso
Ritratto di Fr4ncesco
24 maggio 2014 - 17:16
2
E' un segno positivo che un gruppo come Penske sia disposto ad investire ancora in Italia, nonostante la crisi che ha colpito ovviamente anche il settore automotive. Qui da noi è un nome abbastanza sconosciuto, ma si tratta di una società molto importante che oltre a vendere, noleggiare e dare in leasing auto e camion, possedeva anche una fabbrica di motori americana e metà della VM, prima di cederla alla Fiat. Inoltre all'epoca del ridimensionamento del gruppo GM era interessata ad acquistare il marchio Saturn.
Ritratto di pirampepe2014
26 maggio 2014 - 13:34
ha corso in formula uno con Mark Donohue. Poi ha approfittato, dopo una merchant Bank inglese, della svendita di VM (che bravo che sei, Romano Prodi!) e ora... per rilanciare gli investimenti... ha abolito le strisce pedonali nei dintorni di tutte le sue concessionarie! Amici, siete avvertiti. Fate molta attenzione
Ritratto di Mattod
27 maggio 2014 - 12:01
Non mi torna... hanno fatto 14,7 milioni di dollari di fatturato l'anno scorso a fronte di più o meno 340mila auto vendute? Sono 41 dollari per auto... fosse un utile ok ma si parla di fatturato...

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