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Coronavirus: l’Europa dell’auto si ferma

di Fabio Madaro
Pubblicato 17 marzo 2020

L’epidemia di coronavirus porta molti costruttori a sospendere la produzione nelle fabbriche, con danni incalcolabili per l’economia.

Coronavirus: l’Europa dell’auto si ferma

IN ITALIA - La pandemia da coronavirus al momento non sembra voler dare tregua all'Italia e tutti i comparti industriali e produttivi iniziano a mostrare i primi segni di sofferenza. Settore automotive compreso. Così in queste ore si moltiplicano gli annunci dei big dell’auto che denunciano questo stato di sofferenza. E se in Italia Ferrari ha da poco annunciato che ha chiuso per due settimane gli impianti di Maranello soprattutto a causa delle forniture a singhiozzo della componentistica da parte di fornitori esterni, anche la Brembo ha dichiarato di dover chiudere temporaneamente i suoi quattro stabilimenti italiani la prossima settimana. 

RENAULT, SEAT E FORD - Ma anche a livello europeo la situazione non è certo meno preoccupante: in Spagna il gruppo Renault Nissan e la Seat hanno appena annunciato interruzioni temporanee alle linee produttive dei loro stabilimenti che potrebbero durare per giorni o settimane. La fabbrica più colpita sarà l’impianto Seat di Martorell. Sempre in Spagna la Ford ha dichiarato  che chiude il suo stabilimento spagnolo nella regione Valencia per una settimana a partire da lunedì dopo che tre dipendenti sono risultati positivi al coronavirus.  Una pandemia che sembra non risparmia nessuno: la Renault ad esempio ha confermato di voler chiudere i siti industriali in Francia da lunedì 17 "fino a nuovo ordine", proprio per per proteggere i suoi dipendenti dall’epidemia di coronavirus. Nel comunicato di Renault si legge i  siti interessati sono per un totale di 18.000 dipendenti.

FCA E PSA - Insomma la diffusione del contagio in Europa (e nel mondo)  ta causando la sospensione a catena dell’attività industriale dell’auto. Sospensioni che ovviamente non potevano non riguardare FCA che fino al 27 ha deciso di chiudere otto impianti europei: si tratta di Melfi, Pomigliano, Cassino, le carrozzerie di Mirafiori, Grugliasco e Modena in Italia e le fabbriche di Kragujevac in Serbia e Tychy in Polonia. Poche ore dopo anche il Gruppo PSA, che comprende Peugeot, Citroën, DS e Opel, ha comunicato che chiuderà i propri stabilimenti produttivi in Europa fino al 27 marzo per non esporre a inutili rischi gli operai.

ANCHE LA VOLKSWAGEN - Nel numero non poteva certo mancare il gruppo Volkswagen che ha confermato in queste ore la sospensione della produzione nei suoi  stabilimenti in Italia, Portogallo, Slovacchia e Spagna e si sta preparando a chiudere il resto delle sue fabbriche in Europa a causa della diffusione del coronavirus. La maggior parte degli altri stabilimenti tedeschi della Volkswagen ed europei si sta preparando a sospendere la produzione, probabilmente per due settimane. Una situazione insomma drammaticamente complicata. E non è certo casuale la fresca dichiarazione del numero 1 della VW, Herbert Diess, secondo il quale è impossibile al momento  delineare scenari o prospettive per il 2020, poiché al momento qualsiasi proiezione su vendite e produzione è impossibile.



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Ritratto di Porsche
17 marzo 2020 - 12:30
Con la Cina ferma (a dire il vero sta per ripartire....) e il virus in espansione in Europa mi sembra il minimo.
Ritratto di treassi
17 marzo 2020 - 13:26
Come sempre ho ragione...
Ritratto di otttoz
17 marzo 2020 - 14:41
danni incalcolabili per l’economia...l'alternativa è la morte e i soldi non ci accompagnano nell'aldilà!
Ritratto di Giulio Menzo
17 marzo 2020 - 14:58
2
Mi sembra proprio soluzione possibile,adesso speriamo che,quando la Cina ripartirà trascini le Borse e i mercati prima orientali e poi europei. Anche se credo che saranno molto cauti nel ripartire
Ritratto di studio75
17 marzo 2020 - 18:11
5
Ma con la quarantena imposta chi se le doveva comprare tutte le auto prodotte? Mi sembra anche un ovvia conseguenza del blocco della domanda. Azzeriamo tutto e ripartiamo tra due-tre mesi facendo finta che quest'anno bisestile invece di aver avuto un giorno in più ha avuto due-tre mesi in meno.

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