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I costruttori scrivono alla UE chiedendo misure immediate

Pubblicato 27 marzo 2020

Nella lettere inviata alla presidente della Commissione le richieste di rinviare l’entrata in vigore dei limiti sulle emissione di CO2 e di favorire la liquidità.

I costruttori scrivono alla UE chiedendo misure immediate

CHIEDONO AIUTO - In una lettera indirizzata a Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, i Presidenti dell'Associazione dei costruttori europei di automobili (ACEA), Mike Manley; quello dell'Associazione europea per la componentistica componenti per automobili (Clepa), Thorsten Muschal; l'Associazione Europea dei Produttori di Pneumatici e Gomma (Etrma), e altri rappresentanti della filiera automotive hanno fotografato la drammatica situazione in cui versa il settore in Europa a seguito dell’epidemia di coronavirus. In queste settimane, si legge nella lettera, tutto è bloccato: non vi è alcuna attività di produzione, sviluppo, test o progettazione. Questo sconvolge i piani che ogni costruttore aveva programmato per adeguarsi a rispettare le leggi e i nuovi regolamenti in termini di emissioni che sono entrati o stanno per entrare in vigore. 

RIMANDARE I LIMI DI CO2 - Per tali evidenti ragioni l’ACEA chiede la possibilità di  valutare una moratoria sull'applicazione della normativa sulle emissioni di CO2. Tesi peraltro supportata anche dalle altre associazioni  della filiera automotive che prevedono conseguenze molto gravi a seguito dell’epidemia. Nel dettaglio la nuova normativa europea in vigore dal primo gennaio 2020 impone ai produttori di garantire che la media delle loro auto vendute in Europa quest'anno non generi più di 95 grammi di CO2 (anidride carbonica) per chilometro. Ogni grammo in eccedenza comporta una multa di 95 euro per ogni auto venduta.  

UN SETTORE STRATEGICO - Insomma si tratta di una crisi gravissima per i quasi 14 milioni di lavoratori legati all’auto in Europa, al punto che la maggior parte degli addetti è tecnicamente disoccupata o lavora da casa, quando possibile.  Si tratta di una crisi senza precedenti anche perché nessuno al momento può dire quanto durerà questa situazione. 

SERVONO MISURE DRASTICHE - Tra l’altro, sottolinea ACEA, un grande ostacolo all'attività sono i gravi  problemi di liquidità delle aziende nel breve e medio termine e il rischio, per molti, è quello di dover affrontare le prossime settimane con una preoccupante mancanza di risorse finanziarie. Le ultime misure stanziate dalla Commissione, con 37 miliardi di euro erogati non bastano: secondo ACEA e le altre realtà del settore, è necessario fare di più, molto di più per garantire capitali anche alle realtà più piccole, ma non per questo meno importanti.



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Ritratto di BioHazard
27 marzo 2020 - 16:05
Mi sembrano richieste sensate.
Ritratto di BrunoV8
27 marzo 2020 - 16:37
Spero vivamente che non ci sia una proroga Sono anni che le case hanno fatto miliardi con il mercato finanziario invece di investire nel prodotto e ricerca
Ritratto di NeroneLanzi
29 marzo 2020 - 01:02
Tranquillo, andando avanti si questa strada molti non faranno né l’una né l’altra cosa. Pronto a pagare tu per tamponare le conseguenze? Inizia a mettere da parte i soldini.
Ritratto di Andrea Zorzan
27 marzo 2020 - 16:50
Potrei anche capire la situazione difficile a causa del coronavirus, ma è ora che si adeguino alle norme sulle emissioni. Non possiamo più aspettare.
Ritratto di Claus90
27 marzo 2020 - 18:06
le auto sono cosi "tappate" e piene di filtri che non solo risultano più lente ma anche più inquinati alla fine dei giochi, o si passa definitivamente alle elettriche a prezzi di massa, la finiscano tutti in europa con la storia dell'inquinamento euro 6-7-9 E CON LE MUTE e con le ZTL.
Ritratto di oretaxa
27 marzo 2020 - 18:43
Vedo che l'inquinamento non ci basta... L'ottusità vince. Continuate a ragionare con il denaro quando stiamo rischiando di rimetterci la pelle. Non ho parole!
Ritratto di Mbutu
27 marzo 2020 - 19:25
Quello che fa molto ridire di questa richiesta è che le aziende sono state avvisate alcuni anni fa dei limiti e dovevano essere pronte ad inizio 2020 con i loro modelli. Ma il problema adesso sono "sviluppo, test o progettazione" bloccati a marzo. I soliti buffoni, non si fermano davanti a nulla. Vero è che, come tutti i settori, sarà necessario sostenere anche quello dell'automotive durante ed ancor di più dopo questa pandemia che ci restituirà un tessuto economico a brandelli a livello globale o quasi.
Ritratto di NeroneLanzi
29 marzo 2020 - 01:04
Hai scritto tu l’inizio del commento e poi l’hai fatto concludere ad un’altra persona?
Ritratto di ste74
28 marzo 2020 - 00:39
In tempi di vacche grasse stipendi a 6 zeri ai manager, delocalizzazioni, evasioni tramite giochetti finanziari e truffe. Non appena si fa dura, tutti a batter cassa dallo stato.
Ritratto di fabrizio GT
28 marzo 2020 - 01:20
se vogliono vender auto devono chiedere all'europa ( o agli stati a cui è rimasta un pò di sovranità ) di dar più soldi alle persone... magari con meno tasse? questo lo ha anche detto MONTI in una intervista.........pensa un pò, io non sono andato alla bocconi, non ho lavorato per le banche e non sono stato al governo eppure lo avevo già capito!
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