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Crolla la produzione di auto in Italia

di Fabio Madaro
Pubblicato 11 giugno 2020

Il -99% di aprile 2020 contribuisce a portare la produzione dei primi quattro mesi dell’anno a un preoccupante -45%.

Crolla la produzione di auto in Italia

CONTESTO NEGATIVO - Stando ai dati di ANFIA, ad aprile 2020 la produzione di auto in Italia registra appena 400 unità, oltre il 99% in meno rispetto alle 49.000 prodotte ad aprile 2019. La produzione nei primi quattro mesi dell’anno si riduce così del 45% rispetto allo stesso periodo del 2019, a causa delle chiusure forzate imposte dalla crisi del coronavirus. L’industria dell’auto si colloca in un contesto industriale in calo da quattordici mesi consecutivi. E anche ad aprile 2020 l’indice della produzione industriale denuncia una flessione a doppia cifra, -42,5%, e risulta in perdita del 18,7% nei primi quattro mesi dell’anno. Tra le  negatività più rilevanti, quella del settore delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-80,5%), mentre il calo minore ha riguardato industrie alimentari, bevande e tabacco (-8,1%). 

MERCATO IN SOFFERENZA - E sempre guardando ai dati ANFIA non va certo meglio nel mese di maggio 2020, periodo in cui nonostante la fine del lockdown, le attività  sono ripartite lentamente. Sono state sono state immatricolate 99.735 vetture, il 49,6% in meno di un anno fa. A titolo di confronto dal 2016 al 2019 a maggio in media sono state vendute 198.000 nuove automobili. Nel trimestre marzo-maggio 2020 le immatricolazioni hanno totalizzato appena 132.402 unità, contro una media di 573.000 nello stesso trimestre dal 2016 al 2019.  Insomma siamo di fronte a un mercato in profonda sofferenza che a fine 2020 potrebbe totalizzare nella migliore delle ipotesi appena 1,3 milioni di nuove immatricolazioni.





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Ritratto di treassi
12 giugno 2020 - 06:14
Certo adesso avrebbe fatto comodo che ci fosse stato qualche altro costruttore straniero in Italia, ma quelli di Fiat si sono sempre messi di traverso negli ultimi 40 anni... si zero concorrenza ma che ha portato zero risultati...
Ritratto di Ercole1994
12 giugno 2020 - 17:28
Praticamente l'unico concorrente che produce in Italia, anche se nel settore scooter, è la Honda, ad Atessa. Sarebbe bello, se in questo periodo di Brexit, trasferisse la produzione di Civic e HR-V, in Italia, anche se ciò, comporterebbe un rifacimento completo dello stabilimento di Atessa.
Ritratto di Oxygenerator
12 giugno 2020 - 08:35
Intanto credo che questo momento negativo ci sia in tutta europa. Poi che il mondo dell’auto stia cambiando in europa, è sotto gli occhi di tutti. Se poi uno non vuol vedere è un altro discorso. La comparsa dell’elettrico come possibile alternativa ai motori termici tradizionali, porta con se, almeno una riflessione del potenziale acquirente per poter capire cosa convenga o no comprare, a seconda delle proprie esigenze. A questo va aggiunto un continuo smarcamento della maggioranza delle giovani generazioni che hanno un approccio diverso verso l’auto e che rispetto a noi hanno la possibilità di utilizzare le auto in affitto. Quindi possono sopperire alle piccole esigenze di spostamento, senza avere la schiavitù del possesso. Si aggiunga a ció, anche un cambiamento della socialità, e del modo di vivere nella regione europea. Perlomeno a livello di città, con viaggi e soggiorni lunghi nelle altre capitali, per studio o lavoro. Il grosso potenziamento dei mezzi pubblici cittadini e le metró, la mancanza o il costo dei parcheggi, il traffico etc etc sono tutte valutazioni che normalmente si fanno prima di comprare un’auto. Quindi a mio avviso è normale, almeno una flessione. D’altronde non è che possiamo comprarci tre auto a testa per poter far crescere le vendite a dismisura. Prima o poi, a qualsiasi livello, una crescita continua, non è sostenibile, si arriva ad una stabilizzazione. Se poi subentra, come nel nostro caso, un’opzione in più, ci si mette in stan by per vedere gli sviluppi del caso, se non si hanno urgenze particolari.
Ritratto di treassi
12 giugno 2020 - 09:01
Purtroppo questi discorsi li sento da 30 anni, che poi si scontrano con la realtà... trasposti pubblici insufficienti sporchi, mal gestiti e mal frequentati, vita frenetica con lavori spezzettati a tutte le ore, mal pagati (si certo l'elettrico è proprio indicato...)... non ci si rende conto che fra 10 cisaranno
Ritratto di treassi
12 giugno 2020 - 09:02
10 anni ci saranno milioni di diesel di 20 anni di vita ancora a giro...
Ritratto di Giuliopedrali
12 giugno 2020 - 09:16
L'Europa ha proprio fatto sboom anche come produzione, guardate certi paesi orientali...
Ritratto di Oxygenerator
12 giugno 2020 - 10:02
@ treassi Milioni di diesel in giro, ma che possono girare solo sulle tangenziali. In città non potranno entrare. A milano le metró sono pulite ed efficenti come nel resto dell’europa. Basta essere civili e civilizzati. Seguire 4 regole in croce non dovrebbe essere difficile per un bipede con pollice opponibile. Sento tante scuse per poter continuare a fare quello che si faceva prima. Ma la vita cambia. È in perenne mutamento, anche se poi fondamentalmente, cambia poco. La gioventú è eterna ed immortale. Ma s’invecchia tutti, e si muore tutti. Per la vita frenetica, usi il monopattino elettrico, perchè se usa l’auto, rimane imbottigliato nel traffico, per sempre, ed allora addio vita frenetica.
Ritratto di Blueyes
15 giugno 2020 - 11:01
1
Tanta bella filosofia, ma la verità è che le tecnologie (dall'auto elettrica, ai mezzi pubblici, le auto a noleggio breve, ecc.) devono adattarsi alle necessità degli individui, cosa che non accade. L'autonomia che ti dà l'auto privata a carburanti fossili oggi è ancora inarrivabile e lo resterà a lungo.
Ritratto di Oxygenerator
15 giugno 2020 - 14:04
@ Blueyes No guardi che non è solo filosofia. Cosa intende con “ devono adattarsi alle necessità degli individui “ ?? È il contrario, semmai. Noi siamo gli esseri pensanti. Noi siamo quelli che possono cambiare le proprie abitudini e adattarsi, non un mezzo meccanico. Io stesso, sono molto indeciso, sul cambiare o no l’auto. Io parlo per chi vive in città. Adesso le auto a noleggio sono tante e di molti tipi. Io uso share now, puoi scegliere tranquillo, senza poi dover gestire l’auto, l’assicurazione, il bollo. Etc etc. L’unica cosa è che io ho il metró sotto casa e quindi posso raggiungere le auto in giro per la città agilmente. Sono molto tentato di rinunciare all’auto elettrica per la città, e di utilizzare questi servizi. Uso anche i monopattini elettrici e sono molto comodi, senza poi portarseli in giro tutta la sera o doverli chiudere con le catene sperando non lo rubino. Sono piccole libertà, ma che si apprezzano, pian piano, usando alternative all’auto di possesso. Certo non devo obbligatoriamente usare l’auto tutti i giorni, se no decade il discorso. Posso alternare i mezzi sia la sera, sia che per arrivare al lavoro. Una grande libertà personale. Ma in città, son sicuro, che sono tante le persone nella mia condizione privilegiata.
Ritratto di Blueyes
15 giugno 2020 - 15:42
1
non sono d'accordo, l'essere umano crea la tecnologia perchè sia al suo servizio e gli semplifichi la vita, non il contrario. Poi tu magari vivi in città e da lì non ti muovi, ma io ad esempio il fine settimana faccio gite fuori porta, spesso in posti raggiungibili solo coi propri mezzi. Vuoi mettere la comodità di definire l'agenda della giornata a mio piacimento invece di sottostare a mille vincoli di orari, stazioni, autonomia, ecc.? C'è troppa ideologia intorno a questi argomenti. La mobilità delle persone è una cosa seria, non si può ridurre tutto a monopattini e Car2go.
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