SI CAMBIA DAL 2018 - La carta di circolazione, redatta su modello europeo, diventerà il documento unico di circolazione e di proprietà degli autoveicoli, dei motoveicoli e dei rimorchi ricadenti nel regime dei beni mobili registrati: ma solo dal giugno 2018. Il governo ha approvato il decreto legislativo che attua una delle deleghe contenute nella legge di riforma della pubblica amministrazione: il documento unico sostituisce i due documenti attualmente previsti, la carta di circolazione (il “libretto”, rilasciata dalla Motorizzazione) e il certificato di proprietà (il Cdp) rilasciato dal Pubblico registro automobilistico (il Pra) gestito dall’Aci. Il rilascio del documento unico verrà fatto dal ministero dei Trasporti, ferma restando la responsabilità, in capo a ciascuna amministrazione (ministero e Pubblico registro automobilistico-PRA) dei dati in esso contenuti.
SI RISPARMIA DAL 2019- Le carte di circolazione e i certificati di proprietà, anche in formato elettronico, già rilasciati mantengono la loro validità, fino a che non intervenga una modifica dei dati dei veicoli che richieda l’emissione di una nuova carta di circolazione. Per l’automobilista, il documento unico farà risparmiare circa 39 euro: oggi, per questa burocrazia (Ipt esclusa) si spendono circa 100 euro; dal 2019, se ne sborseranno circa 61. Trasferendo sulla carta di circolazione ogni indicazione relativa alla proprietà del veicolo, verranno infatti abbattuti 7 euro sul fronte tariffario e i 32 euro oggi dovuti per l’imposta di bollo sul certificato di proprietà. Comunque, non un risparmio eccezionale, considerando che per un passaggio di proprietà servono minimo 300 euro in totale.








