L'AUTO DEL RISCATTO, la berlina che dovrà restituirci un’Alfa Romeo finalmente all’altezza del suo passato, è partita col piede giusto. Quando la Giulia si è “materializzata” sul palcoscenico allestito nell’ex centro direzionale di Arese, a poche decine di metri dalle 69 auto più significative del Biscione riunite nel rinnovato Museo storico, c’è stato un attimo di silenzio. Poi, i 400 giornalisti provenienti da tutto il mondo per la presentazione non sono riusciti a trattenere l’applauso. Progettata in un capannone “blindato” nella Bassa Modenese da una task force di 800 tecnici (paragonata da Sergio Marchionne alla “skunk works” della Lockheed Martin, il gruppo di ingegneri che, in un bunker, sviluppò il primo caccia a reazione americano, determinante per il corso della seconda guerra mondiale), la Giulia ha gli ingredienti per puntare al successo.
UN DESIGN AGGRESSIVO, soluzioni tecniche raffinate, la trazione posteriore richiesta a gran voce dagli appassionati, le prestazioni mozzafiato (le sole anticipate) di una versione Quadrifoglio che, dall’alto dei suoi 510 cavalli, si permette di guardare senza complessi d’inferiorità le più sportive rivali tedesche. L’auto ha appeal, e lo conferma il seguito registrato sul web: più di 200.000 persone, in quei giorni, hanno letto le news che il nostro sito internet ha dedicato alla Giulia, facendone di gran lunga la novità più attesa e commentata (quasi sempre con toni positivi) tra le tante di cui continuamente diamo conto ai lettori.
VISTE LE ASPETTATIVE, però, questo modello - insieme alle altre novità Alfa Romeo attese nel prossimo biennio, tra le quali una suv e l’ammiraglia - dovrà essere all’altezza della situazione anche in materia di qualità (a proposito: è mai possibile che le Fiat debbano sempre vestire la “maglia nera” nelle classifiche J.D. Power sui problemi segnalati dalla clientela?). Perché è su questo terreno, oltre che nei servizi di vendita e postvendita, che si gioca davvero la partita con i costruttori tedeschi. I quali, come dimostra la nuova Audi A4, presentata senza far troppo rumore qualche giorno dopo la Giulia, le belle macchine le sanno fare anche loro. Altrimenti, le 400.000 Alfa Romeo annunciate per il 2018 rischiano di rimanere un sogno.
Guido Costantini
UNA PRECISAZIONE
Nell’editoriale dell’ultimo numero di alVolante ho scritto che il primo caccia a reazione americano (il P-80 Shooting Star della Lockheed Martin) fu determinante per le sorti della seconda guerra mondiale. Naturalmente, non è così: il velivolo, realizzato a tempo di record, si affacciò sullo scenario bellico soltanto negli ultimi mesi del conflitto e fu impiegato, invece, in Corea nel 1950. Chiedo scusa ai lettori.
G.C.




