IN MOSTRA - Gioca in casa, visto che farà bella mostra di sé al Festival of Speed di Goodwood previsto a fine mese, ma decide di svelarsi con qualche giorno d'anticipo: la barchetta Elemental RP1 sarà venduta prima dell'estate e fa parte di quelle auto senza compromessi, che antepongono agilità e riduzione di peso alla ricerca dell'ultimo cavallo.
TRE MOTORI - Intendiamoci: non che la Elemental RP1 ne sia priva, tutt'altro. Semplicemente, i 280 CV del 2 litri Ford EcoBoost opportunamente preparato (in alternativa ci sono il 3 cilindri 1.0 della stessa Ford, o un gustosissimo 1.0 Honda di origine motociclistica, quello della superbike CBR1000RR) sono asserviti a un progetto prossimo a quello di una monoposto. Il peso non è dichiarato, ma è verosimilmente ridotto all'osso. Le dimensioni sono ridotte: 374 cm di lunghezza, 178 di larghezza e passo di 253 cm (che, sulla carta, dovrebbe regalare buona stabilità). La gommatura è “di peso” ma non estrema: 235/45-17, supportato da un assetto verosimilmente piatto ma non estremo, per mantenere prevedibili le eventuali reazioni al limite della barchetta.
CARBONIO E ALLUMINIO - Le sospensioni sono a quadrilatero, interamente regolabili; le molle sono Eibach e gli ammortizzatori Nitron. L'impianto frenante della Elemental RP1 verte su dischi da 280 mm di diametro, con pinze a quattro pistoncini. Il vero elemento distintivo è però il telaio, realizzato con un sandwich di alluminio e materiali compositi per il pianale e le traverse anteriori e posteriori, mentre il resto (porte e struttura centrale) è in carbonio. Secondo il costruttore, la struttura della traversa posteriore è “a cassetto”: permette di installare diversi motori mantenendo la stessa trasmissione e schema di sospensioni.