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eRaid: prove di turismo elettrico

Pubblicato 15 giugno 2021

In viaggio da Monza alla Versilia lungo un itinerario di oltre 1.000 km da effettuare in quattro giorni per verificare il potenziale di turismo a zero emissioni delle auto elettriche.

eRaid: prove di turismo elettrico

UN BEL VIAGGIO - I principali limiti pratici delle auto elettriche sono i lunghi tempi di ricarica e un’infrastruttura di colonnine ancora poco capillare che rende complicato il viaggiare. Per verificarne le attuali potenzialità turistiche è stato organizzato l’eRaid, un tour di quattro giorni di oltre 1.000 km al volante di modelli a batterie svoltosi in concomitanza con il MIMO. Partito l’11 giugno dall’Autodromo di Monza si è concluso il 14 giugno a Pietrasanta, perla della Versilia. Nel mezzo le tappe a Parma, Pistoia e Siena.

IL VIA DALL’AUTODROMO DI MONZA - Un simbolico giro nel tempio della velocità nazionale dà il via all’eRaid 2021 con gli equipaggi al volante di alcuni dei modelli più rappresentativi dell’attuale offerta a zero emissioni: BMW iX3, Citroën eC4, DS Crossback E-tense, Ford Mustang Mach-E, Hyundai Kona, Jaguar I-Pace, Kia e-Niro, Opel Mokka-e, Peugeot e-208 e Volvo XC40 Recharge. La destinazione della prima tappa è Parma, con un percorso lungo le statali e le strade secondarie della pianura padana che si snoda per oltre 200 km. 

Ad assistere i partecipanti un road book digitale, una tessera per la ricarica presso le colonnine di Enel X e l’app Juice Pass per la ricerca delle stesse lungo il percorso. Unico obbligo imposto dagli organizzatori è arrivare a fine tappa con almeno il 40% di carica residua nel “serbatoio” per non penalizzare chi guiderà la vettura il giorno seguente. La regola dell’eRaid, infatti, è lo scambio delle auto ad ogni tappa per consentire a tutti di valutare le potenzialità di viaggio di esemplari molto diversi tra loro per caratteristiche tecniche, dall’utilitaria Peugeot e-208 con 50 kWh di batteria alla Ford Mustang Mach-E con accumulatori che raggiungono i 98 kWh. 

Un itinerario effettuato da alcuni senza nessuna sosta, grazie a una guida accorta o ad auto con autonomie di oltre 400 km. Altri hanno optato per un “rabbocco” finale a Fidenza o a Parma per rientrare nel limite del 40% di carica residua dovuto, per lo più, a una guida sportiva o poca attenta ai consumi. 

IN VIAGGIO NELLA MOTOR VALLEY - La seconda giornata inizia con la breve trasferta a Varano de Melegari per la visita alla Dallara, eccellenza dell’automotive italiano del quale vi riferiamo a parte. A differenza delle prima, chilometraggio e tracciato rendono improbabile la trasferta priva di soste, anche perché le vetture non sono cariche come alla partenza da Monza. Ad attendere gli equipaggi ci sono 270 km con salite importanti, come quelle fino a Berceto a 850 metri e, soprattutto, al Passo dell’Abetone a quota 1.388 metri. Una situazione che, complice un breve disservizio delle colonnine Enel X, crea alcune code per la ricarica presso le “prese” più prossime al percorso. 

Un fatto, per la verità, insolito dovuto soprattutto alla presenza di 15 vetture elettriche in viaggio sullo stesso itinerario e tutte con necessità di “rabbocco” nei medesimi orari. Un disguido, per altro, superato senza troppi stress dai partecipanti grazie alla compagnia nell’attesa e dalle alternative di ricarica offerte lungo il percorso che ha portato la carovana a dividersi in più direzioni per trovare una colonnina libera, con gli equipaggi più fortunati a godersi il pranzo durante il “rifornimento”.

Da segnalare che le operazioni di ricarica sono semplici e intuitive, in particolare con le colonnine a corrente continua (DC) con cavo fissato sulla colonnina e una “spina” da inserire sull’auto. Fatto il pieno di energia si è ripartiti verso Maranello per un doveroso omaggio alla Ferrari, per proseguire fino a Pistoia, raggiunta in tempi superiori a quelli previsti, ma senza dover rinunciare alla visita della Piazza Duomo e all’aperitivo sul campanile con vista a 360° sulla città. 

DA PISTOIA A SIENA SEGUENDO I COLLI - La più temuta dai partecipanti per la lunghezza (oltre 330 km complessivi) e per i saliscendi sui colli toscani, la terza tappa in realtà ha generato meno problemi della precedente grazie alla maggiore disponibilità di “prese” lungo il percorso. A fare la differenza, però, è stata la piccola esperienza accumulata nelle giornate precedenti che ha consentito a pilota e navigatore di programmare le ricariche nei luoghi più gradevoli e più comodi per le soste per il pranzo o per le visite nelle località di interesse. 

Alcuni equipaggi hanno deciso anche di accorciare il percorso con alcuni “tagli”, non tanto per problemi di autonomia, ma per il desiderio di gustarsi con più calma le bellezze lungo il tracciato come l’Eremo di Camaldoli, Arezzo o Montepulciano. All’appuntamento nella scenografica Piazza del Campo di Siena, sede del Palio e Patrimonio dell’Umanità Unesco, non è mancato nessuno, anche per non perdersi la visita al Museo Civico e alla possibilità di esplorare altre meraviglie della città di Senio e Ascanio. 

UN TUFFO RILASSANTE IN VERSILIA - Dalla tappa più temuta a quella più tranquillizzante, almeno sulla carta grazie a un itinerario più abbordabile in termini chilometrici (poco più di 200) e per il percorso con lunghe discese amiche del risparmio energetico. Situazione che ha richiesto soltanto un rapido (15-30 minuti) “rabbocco” per assicurarsi un viaggio senza patemi per raggiungere la Piazza Duomo di Pietrasanta, perla della Versilia e nota per le sculture marmoree di artisti di spicco, come Fernando Botero, Pietro Cascella e Igor Mitoraj. 

Un viaggio reso più rilassante dal tempo libero sfruttabile per la visita alle località di fascino lungo il percorso, come il borgo di Monteriggioni e Pisa, dove si è effettuato una sosta con rinfresco con le auto parcheggiate all’ombra della Torre più famosa al mondo. Da segnalare che l’energia nei “serbatoi” è bastata anche per raggiungere gli appuntamenti conclusivi a Marina di Pietrasanta e al Golf Club Versilia di Forte dei Marmi, nonché per il rientro in albergo.


  
VIAGGIARE SÌ, MA MEGLIO PIANIFICARE - La quattro giorni con la “scossa” ha fatto emergere considerazioni di rilievo. La prima è che viaggiare in elettrico è già possibile, anche senza avere un modello di alto di gamma. Con un minimo di accortezza, si può pensare di fare un fine settimana o un viaggio più lungo anche con un’utilitaria come la Peugeot e-208 accreditata di un’autonomia di 340 km. La differenza sostanziale con lo stesso modello a benzina o a gasolio, però, è che muoversi con l’auto elettrica richiede una programmazione iniziale, ossia un studio del percorso da effettuare per verificare la presenza di colonnine e una valutazione dei tempi di fermo per il “rifornimento”. Operazioni che possono essere effettuate anche con l’ausilio di apposite app che ne semplificano la pianificazione. 

Altra buona norma è scegliere ristoranti e strutture ricettive con “prese” disponibili per il clienti, fattore che riduce in modo considerevole il tempo perso a causa del rifornimento perché si parte al mattino con il “pieno” (cosa non verificata durante l’eRaid) e si sfrutta il tempo del pasto per un buon “rabbocco”. Il tour ha evidenziato anche che l’ansia di ricarica esiste, ma scende progressivamente con l’esperienza e con la conoscenza delle app di ausilio al viaggio e dei consumi dell’auto guidata. 

Con il tempo si apprendono pure le tecniche di guida più efficienti che permettono di prolungare l’autonomia. Un aspetto che richiede un po’ di attenzione durante le prime escursioni, ma che diventa presto uno stile naturale da attuare. 

I LIMITI DA SUPERARE - Se viaggiare è possibile, le note negative non mancano. Se per tragitti brevi la soluzione è facile da trovare, per quelli lunghi diventa più complicato. Fare gli oltre 1.000 km che dividono Milano da Lecce in un giorno con un’auto elettrica è missione quasi impossibile, sia perché in autostrada i consumi salgono in modo rilevante, sia perché la ricarica nelle stazioni di servizio è attualmente in fase di sviluppo con conseguente necessità di uscire dall’autostrada per trovare una colonnina. Di certo, la rete di ricarica è ancora carente, in particolare in considerazione del previsto aumento dei modelli elettrici in circolazione. 

Da sottolineare, che nei cinque rifornimenti effettuati, solo in uno si sono trovate altre vetture (un’altra volta era presente un partecipante dell’eRaid) ad occupare la colonnina rapida a corrente continua (DC) con 50 kW di potenza con l’attesa di circa 20 minuti effettuata comunque collegando l’auto a una “presa” a corrente alternata con potenza fino a 22 kW. 

Il limite maggiore, al momento, è il numero contenuto di “distributori” rapidi che consentono di arrivare oltre l’80% di carica in meno di mezz’ora. Oltre a una maggiore capillarità si auspica l’aumento delle “prese” ad alta potenza in una singola stazione per evitare di dovere attendere se già occupata. Inoltre, sarebbe opportuna anche la diffusione di colonnine DC di maggiori potenze delle attuali da 50 kW, anche perché ormai quasi tutte le auto sono sviluppate per gestire ricariche da 100 kW e oltre. 

Migliorie sono da effettuare anche sul fronte delle auto, in particolare per quanto riguarda la navigazione. Sono ancora pochi i modelli con un efficiente sistema in grado di pianificare le soste lungo il tragitto, di individuare la “presa” più vicina, prenotarla e fornire indicazioni per raggiungerla, dell’energia necessaria da caricare per raggiungere la meta e del tempo necessario per effettuare l’operazione. Un’evoluzione che, come per lo sviluppo della rete di ricarica, non tarderà ad arrivare rendendo sempre più “normale” il viaggio elettrico. 





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Ritratto di Check_mate
15 giugno 2021 - 18:14
1
Giusto sottolineare come la rete di ricarica sia estremamente carente. Se non sbaglio siamo a giugno e siamo al termine dei famosi sei mesi entro cui avremmo dovuto vedere qualcosa di serio sulle autostrade. Ben vengano queste prove che più che attenzionare le performance delle auto (ormai comodamente sopra i 3-400 km di autonomia) è più giusto vedere come sei assistito a livello infrastrutturale.
Ritratto di Cancello92
15 giugno 2021 - 18:25
Anche perchè io come penso molti altri italiani non ho il posto auto e neanche il garage, alcuni poi hanno il posto auto ma non c'è spazio per la colonnina. Quindi per noi serve una quantità di colonnine sotto casa tale per cui ci sia una ragionevole probabilità di trovarne una libera quando si torna a casa dal lavoro
Ritratto di Gasolone xv
15 giugno 2021 - 19:54
Se in città molti non trovano posto figurati se trovano la colonnina libera e finzionante
Ritratto di DigitalHunter
15 giugno 2021 - 20:40
Una piaga, insomma
Ritratto di Meandro78
15 giugno 2021 - 20:47
A chi sogna colonnine ovunque: lo sapete che la sosta è per il tempo strettamente necessario alla ricarica, si? Poi vanno spostate per mantenere in uso le colonnine, oggetti evidentemente a fallimento di mercato e imposti per una precisa volontà politica europea. Così al danno la beffa.i posti già erano, ora saranno persino meno.
Ritratto di Gasolone xv
15 giugno 2021 - 21:42
Vivo fuori città, ho garage e posto auto. Macchina a gasolio. Come dicesi...I don't care! Se i cittadini vogliono subire passivamente la piaga elettrica affari loro
Ritratto di Check_mate
15 giugno 2021 - 22:13
1
Certo Gasolone, l'avere un posto auto non funge da obbligo per l'elettrico. Se le tue esigenze sono altre è giusto che tu possa avere varietà di scelta.
Ritratto di deutsch
16 giugno 2021 - 12:56
4
finche si può, ciè non sei in zone dove è bloccato, sfruttalo il tuo diesel. ad oggi è possibile scegliere
Ritratto di Cancello92
16 giugno 2021 - 09:15
Mah io per ora gas tutta la vita e se come dici te bisognerà spostarla dopo un certo tempo continuerò col gas.
Ritratto di gt3mc12
15 giugno 2021 - 19:14
Il turismo è bellissimo e fa bene all'economia, ma il ceppo grosso dell'economia gira intorno a meccanismi in cui il tempo ha una valenza determinante e con un motore termico non esagerato e ben calibrato in meno di 5 minuti ti porti a casa due settimane o 800 km d'autonomia
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