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Alla guida dell’auto condivisa c’è un disabile

Pubblicato 04 dicembre 2019

Con due video FCA Autonomy e BlaBlaCar hanno voluto sottolineare che disabilità non semmpre significa mancanza di libertà.

Alla guida dell’auto condivisa c’è un disabile

Anche quest’anno FCA Autonomy (la sezione del gruppo dedicata ai dispositivi per la guida dei disabili) ha aderito  alla "Giornata Internazionale delle persone con disabilità" dello scorso 3 dicembre. Un’operazione realizzata in collaborazione con BlaBlaCar, e che ha filmato le reazioni di passeggeri quando scoprivano che al volante dell'auto "condivisa" c'era una persona disabile. Sul celebre sito dedicato al car pooling gli utenti, tra i vari annunci, hanno infatti trovato anche quelli di Antonio e Giulia, che offrivano un passaggio con le proprie vetture. Erano visualizzate tutte le informazioni su viaggio e guidatore, con una sola “mancanza”: non era specificato che si trattava di disabili. E solo una volta saliti a bordo della Fiat 500 e della Fiat Tipo, i passeggeri hanno scoperto la disabilità dei protagonisti dei video. Ebbene, nonostante un iniziale momento di stupore, i passeggeri hanno avuto modo di conoscere  Antonio e Giulia, ma soprattutto hanno imparato che la disabilità spesso non impedisce di poter vivere una vita normale. E quindi anche di guidare.

Nel filmanto qui sotto vediamo Antonio, 42enne bolognese insegnante di educazione fisica e sostegno alle scuole medie, oltre che grande viaggiatore e appassionato di sport che non ha smesso di praticare anche dopo il suo incidente. Nel secondo video (qui sopra) al volante c'è Giulia, 27enne aretina già testimonial del Programma Autonomy e tennista professionista di wheelchair tennis (tennis su sedia a rotelle), tra le prime 10 al mondo che è tornata all'attività agonistica malgrado una patologia rara.

Nato nel 1995, FCA Autonomy consente a chi soffre di limitazioni motorie, sensoriali o intellettive di muoversi in autonomia e libertà con le auto e i veicoli commerciali del Gruppo. In più, FCA Autonomy supporta il disabile nell'ottenimento della patente speciale tramite l'attività dei Centri di Mobilità presenti in tutta Italia, dove tra l’altro è possibile prendere confidenza con le vetture modificate e ricevere informazioni  in materia di allestimenti per la guida ed il trasporto.



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