MEETING AZIENDA-SINDACATI - Presso la sede FCA del Lingotto a Torino, i sindacati metalmeccanici firmatari degli accordi aziendali hanno incontrato Sergio Marchionne e Alfredo Altavilla, rispettivamente amministratore delegato e responsabile dell’area EMEA (comprendente l’Europa) del gruppo FCA. In un’ora e un quarto di colloqui, i vertici FCA hanno illustrato i nuovi piani produttivi conseguenti allo slittamento di due anni di alcuni obiettivi, in conseguenza delle situazioni critiche di alcuni importanti mercati (Cina e Brasile)..
PIENA OCCUPAZIONE - L’essenza del discorso è stata espressa dallo stesso Marchionne con la conferma che l’obiettivo dell’azienda è di arrivare alla fine del 2018 con tutta la forza lavoro impegnata negli stabilimenti di produzione, senza più cassa integrazione né contratti di solidarietà. Questo sulla base appunto di un programma articolato su diverse marche del gruppo e diversi stabilimenti.
POMIGLIANO D’ARCO - L’impianto campano dove viene prodotta la Fiat Panda (nella foto sopra, quest’anno gli esemplari assemblati dovrebbero essere 200 mila contro i 177 mila del 2015) è al centro di una delle novità più rilevanti del nuovo piano produttivo. La fabbrica napoletana è infatti destinata ad affiancare quella di Cassino per la produzione di alcune versioni dell’Alfa Romeo Giulia, in particolare quelle medie.
CASSINO - Oltre alla berlina Giulia al centro dell’impegnativo progetto di rilancio dell’Alfa Romeo, l’impianto di Cassino sarà anche impiegato per la realizzazione del modello suv dell’Alfa Romeo (quello che si prevede venga chiamato Stelvio). Va ricordato l’importante del prossimo giugno con l’avvio delle vendite della nuova Giulia sul mercato americano, considerato chiave per la riuscita del rilancio.
MIRAFIORI - La storica fabbrica torinese è divenuta una sorta di “polo del lusso” e nei piani FCA ha la missione di sfornare anzitutto la suv di rango Maserati Levante. Ma non solo. Nella logica appunto del profilo voluto per la struttura, sarà Mirafiori che produrrà le versioni alto di gamma dell’Alfa Romeo Giulia, così come un reparto speciale con 200 addetti sarà impegnato nella produzione di una versione speciale del furgone Fiat Ducato.
MODENA - I movimenti del personale riguardano anche la città emiliana sede della Maserati e della Ferrari. Sebbene la casa del Cavallino non faccia più parte del gruppo FCA, i programmi per i prossimi anni prevedono che una cinquantina di addetti FCA venga “comandato” presso la Ferrari, evidentemente per lavorazioni attinenti le Maserati.
TERMOLI E VERRONE - L’insieme delle produzioni programmate nei diversi stabilimenti del gruppo FCA in Italia presuppongono ovviamente un importante approvvigionamento di propulsori e cambi, e in questa ottica il nuovo piano del gruppo prevede un ulteriore potenziamento delle capacità produttive degli impianti di Termoli (Molise) e Verrone (Piemonte), con l’assunzione di un paio di centinaia di nuovi addetti.
SODDISFAZIONE SINDACALE - Al termine dell’incontro, i rappresentanti sindacali presenti si sono dichiarati soddisfatti di quanto appreso e delle prospettive esistenti per la FCA in Italia con le relative ricadute occupazionali. Come noto le organizzazioni sindacali che hanno firmato gli accordi con la FCA sono la UILM-UIL, la FIM-CISL, la FISMIC. Non firmatari e dunque esclusi dall’incontro sono stati i sindacalisti della FIOM-CGIL.