UN PO' DI CONFUSIONE - Per rilanciare gli stabilimenti italiani ed ottenere la “governabilità”, Sergio Marchionne, amministratore delegato del gruppo Fiat, ha più volte paventato l'ipotesi di uscita dal contratto nazionale dei metalmeccanici, per stipularne uno ad hoc con los copo di aprire la strada a un nuovo sistema associativo e contrattuale al quale aderirebbe anche tutto l'indotto del settore auto (leggi qui per saperne di più). Comunemente definita “Federauto” dai principali media che hanno tratto l'argomento l'argomento, il nome di questa ipotetica associazione appartiene già alla Federazione Italiana Concessionari Auto: il rischio è quindi di generare non poca confusione.
MARCHIO REGISTRATO - Come ha chiarito Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, “questa denominazione è stata da noi adottata a maggio 2010 a seguito del cambio del nome della preesistente Federaicpa, ed è riferibile solo alla Federazione Italiana Concessionari Auto”. Un nome che altri non possono appropriarsi, dato che “è con marchio depositato presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi”.
CHE COS'È - Questa associazione è stata fondata nel 1943 e rappresenta i 3.800 concessionari di tutte le case automobilistiche che operano in Italia. La federazione rappresenta 178.000 dipendenti e aziende che nel complesso fatturano il 6% del Pil nazionale.