LEGAMI STRETTI - Se le auto si relazionano sempre più con Internet (ormai la connettività a bordo è un equipaggiamento non così episodico nella lista degli optional o nella dotazione di serie), non c'è da stupirsi se tra le aziende dell'informatica e quelle che operano nell'automobile vi siano legami a filo pressoché doppio. L'ultimo progetto congiunto in ordine di tempo si chiama Mobile Interior Imaging Technology (o, semplicemente, Mobii): coinvolge Ford e Intel ed è una possibile interpretazione dell'auto che va in Rete.
TI AUTENTICO IO - Partiamo da un presupposto: il progetto Mobii (guarda il video qui sotto) è ancora in fase sperimentale, e molto va ancora fatto sul versante dell'interfaccia d'uso. Ma ha grandi potenzialità sotto molti punti di vista. Il primo è l'autenticazione del conducente: una telecamera a bordo scatta una foto che, se riconosciuta dall'applicazione installata sullo smartphone, sincronizza i contatti, la musica e i dati personali di quest'ultimo con quelli del sistema multimediale a bordo. Se il riconoscimento non avviene, l'auto invia al proprietario la foto e chiede istruzioni sul da farsi: un informatico parlerebbe di “autorizzazioni da concedere”. In pratica, attraverso il collegamento tra smartphone e sistema di bordo è possibile creare differenti profili d'utenza a seconda di ciò che richiede il superutente - e mai come in questo caso, il termine informatico si sostituisce a quello che da decenni conosciamo: proprietario.
ASCOLTAMI ED ESEGUO - Frontiere già oggi più vicine sono quelle costituite dalla combinazione tra analisi dei gesti e comandi vocali: servono per compiere operazioni senza distogliere l'attenzione e le mani dalla guida: si pensi, ad esempio, alla regolazione della temperatura e del navigatore. L'infrastruttura, a ben vedere, c'è già: le telecamere possono essere le stesse che avvisano il conducente dell'eventuale salto di corsia, e il microfono quello del normale vivavoce Bluetooth.
E LA PRIVACY? - La zona grigia è costituita dalla privacy: se viene identificata la presenza di uno o più passeggeri, come limitare le informazioni personali trasmesse dall’auto sul sistema di bordo? Se si pensa che parlare al telefono con il vivavoce in presenza di un passeggero sia imbarazzante, si è sulla strada giusta. Stante l'infrastruttura già presente, tocca ora ai programmatori realizzare quello che può realmente rendere funzionante un sistema quale Mobii: possiamo chiamarlo “privilege shaping”, la taratura dei privilegi sulla base di specifici profili e gruppi d'utenza.