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La Germania fa rinviare i nuovi limiti della CO2

28 giugno 2013

Sembrava fosse stato raggiunto un accordo, invece è intervenuta Angela Merkel in persona per ottenere il rinvio del voto.

La Germania fa rinviare i nuovi limiti della CO2
A SORPRESA - Nuovo tappa (o forse dà più l’idea parlare di un pugilistico  round) in sede europea per la messa a punto delle nuove normative comunitarie in materia di emissioni di CO2 delle automobili. Oggi doveva essere votato l’avvio dell’iter per l’introduzione delle nuove regole in materia. Lunedì era stato raggiunto un accordo tra il Consiglio d’Europa e Parlamento basato su un obiettivo di 95 g/km a partire dal 2020, con tappa intermedia di 130 g/km per il 2015. 
 
MERKEL A GAMBA TESA - Assieme a questi tappe, era previsto anche l’adozione del sistema dei crediti per la produzione delle vetture elettriche e ibride: ognuna di loro varrà più di una auto a motore termico, così da poter “aggiustare” la media. Un meccanismo su cui conta molto l’industria tedesca delle vetture di lusso. Ma quello che sembrava ormai cosa fatta è sfumato in poche ore stamattina, prima della riunione dei 27 che doveva procedere al voto. Lo stop e il rinvio è venuto per l’azione della Germania che ha ottenuto lo spostamento del voto a ottobre. Per ottenere il rinvio è intervenuta anche Angela Merkel, Cancelliere del governo tedesco, che ha chiamato la presidente di turno del Consiglio, l’irlandese Enda Kenny, facendo pressioni per il rinvio. La cosa ha suscitato prese di posizioni che parlano di “scandalo”.
 
VARI SCHIERAMENTI - Il rinvio sarebbe importante per la Germania perché nei prossimi mesi spererebbe di costituire una minoranza in grado di bloccare il compromesso, anche per l’arrivo di nuovi Paesi membri, come la Croatia. Altri “alleati” sulla questione sono la Gran Bretagna, l’Olanda, la Repubblica Ceca e la Slovacchia.
 
LE ELETTRICHE E LE IBRIDE - In discussione non ci sarebbe tanto il limite massimo di 95 g/km previsto dal 2020, ma il sistema dei buoni compensativi, su cui contano le case tedesche per equilibrare le loro emissioni medie. Lo scontro sarebbe su quanto deve contare un’auto elettrica o ibrida. Per la Germania ognuna di esse si dovrebbe moltiplicare per 3, mentre il compromesso parla di 1,37. Inoltre, per la maggior parte dei Paesi il sistema dei crediti dovrebbe valere solo con l’entrata in vigore dei limiti più bassi, mentre per la Germania ciò dovrebbe essere valido anche prima. Insomma, lo scontro è duro e su cose rilevanti. 
 
CONFRONTO APERTO - Nella sua azione di pressione la Germania fa riferimento all’importanza occupazionale dell’industria automobilistica, che però ha aspetti diversi nei vari Paesi dell’Unione europea. Resta il fatto che il round di oggi è andato ai tedeschi e ora bisognerà vedere come procederà il confronto nei prossimi mesi.
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Ritratto di cervuz
28 giugno 2013 - 11:38
Ma perchè quella culona decide tutto per tutti?
Ritratto di TurboCobra11
28 giugno 2013 - 11:44
Continente fondato sul fare ciò che garba ai tedeschi con le buone o con le cattive. Bello schifo! Io sono sempre stato sostenitore dell' Europa unita ma era tutta un'altra cosa rispetto a questa, rovinata dai tedeschi per la 3 volta in 100 anni. Vergogna!
Ritratto di Porsche
28 giugno 2013 - 12:13
Quando un premier fà gli interessi del proprio paese !!! Magari ad avere un premier con metà di un quarto di un decimo delle p. di Merkel !!! Tutti i paese che dal primo luglio entrano in europa sono praticamente fabbriche di Vw, per cui.... Questa storiella delle co2 deve finire. Avvantaggiare gli italiani e francesi è una cosa vergognosa che la commissione europea non può e non deve permettere. O si trova un compromesso con TUTTI oppure niente. Solo per il riciclo dei materiali i tedeschi UMILIANO la misera concorrenza che siccome non tiene il passo cerca di fare lo sgambetto. Furbetti !!!
Ritratto di LucaPozzo
28 giugno 2013 - 12:33
Vedi il problema (e le tue parole lo dimostrano) é che le normative ecologiche sono diventate questione di partigianeria; vengono fissate in modo da non fare male a questo o a quel costruttore. Diamo addirittura per scontato che gli esecutivi nazionali operino per favorire i loro costruttori. E lo giudichiamo normale. Ma le normative ecologiche dovrebbero servire per far del bene al collettivo (in cui rientrano anche in cittadini di ogni singolo stato). Questo lo scopo. Poi possiamo concordare che di fatto non é cosí, ma allora per coerenza dovremmo smetterla di giocare a fare gli ecologisti: basta soglie, basta normative, finiamola con le euro 5, 6, 8, 15372, ecc. Personalmente non trovo osceno che un'auto che inquina di piú finisca per costare di piú. Trovo assurde le norme disomogenee ed esasperate come quelle olandesi. Ma se vuoi comprarst una macchina da 3 tonnellate che va avanti con un V6 da 180g al km, allora paghi per il danno che provochi al collettivo. Poi ogni costruttore sceglie cosa produrre. Se vuoi fare auto di alta gamma puoi investire per renderle meno inquinanti oppure accettare di é delle a costi maggiori (che é comunque sempre un effetto invariabile anche nel primo caso). E sinceramente dire la normativa é sbagliata perché non conta la riciclabilità dei prodotti, ma approvare una sopravvalutazione delle elettriche, che sono per definizione molto meno riciclabili, sarebbe decisamente incoerente (ma sono sicuro che non é il tuo caso e che anche tu pensi che la proposta di contare le elettriche piú delle vetture tradizionali é una castroneria)
Ritratto di Porsche
28 giugno 2013 - 12:45
Io trovo insensata una media. Come dici giustamente tu le auto di lusso pagano già un prezzo più alto, consumano di più e di fatto quando un signore si reca con la sua 8 cilindri a fare il pieno da più soldi all'erario di quanto non ne dia io con la mia 1000 a metano. Questo è pacifico. Secondo me anche se le normative europee non ci fossero i costruttori lavorerebbero comunque per abbattere i consumi perchè quello del costo del carburante è un problema comune a tutta europa ed anche ali USA (oggi sicuramente più di prima). Trovo ingiusto che marchi come ferrari e maserati traggano vantaggio dal fatto che vengono contabilizzate con il gruppo fiat che come noto è assai sbilanciato sulle piccole cilindrate e trova semplice l'obiettivo UE. O si applicano le restrizioni di CO2 sulle cilindrate oppure si tolgono e basta. Per la reciclabilità delle elettriche so bene che non sono reciclabili mi riferivo alle auto normali, le auto tedesche sono nettamente più sostenibili sul lato del reciclo dei componenti rispetto alla concorrenza, e questo significa meno materie prime. Io non so quanta CO2 faccia risparmiare tutto questo, ma allora che si faccia una commissione e si indaghi a 360°.
Ritratto di liinkss
28 giugno 2013 - 14:26
9
In effetti, concordo sul fatto che si dovrebbe considerare tutto il ciclo di vita di un auto. Anche perché il costo di produzione, in termine di CO2, è molto elevato (quasi pari a quanto produrra l'auto in tutta la sua vita). Quindi, serve motivare le aziende a diventare autonome dal punto di vista energetico. Per questo, la Ferrari che hai criticata, è in realtà uno degli impianti più avanzati...
Ritratto di LucaPozzo
29 giugno 2013 - 00:25
Concordo, sarebbe sicuramente interessante sforzarsi di indagare e provare a misurare il peso dei rifiuti derivati dalle auto a fine ciclo vita. Cosí come troverei piú corretto un maggiore equilibrio tra prestazioni sulle emissioni e prestazioni sui consumi. Sull'esempio di Ferrari lo trovo solo un po' poco significativo viste le dimensioni e il fatto che i loro volumi non sono influenzati piú di tanto dal prezzo e il prezzo non é influenzato piú di tanto dai costi. Puoi metterci anche l'iva al 30% per "punirne" il valore inquinante, ma questo non colpirebbe significativamente i volumi. Diciamo che in Daimler o BMW dormono tranquilli anche sapendo che a Maranello i gr di co2 sono conteggiati in medio e con la Panda NP. A loro interessa unicamente che si possano conteggiare le Smart e le mini all'interno della loro gamma, dubito siano impensieriti dai volumi della GranTurismo o della f12
Ritratto di Porsche
28 giugno 2013 - 12:14
Mi è venuta un'idea !!! Applichiamo le regole a TUTTI i marchi d'europa !!! Così vediamo cosa dicono i produttori ecologisti di maranello....
Ritratto di follypharma
28 giugno 2013 - 12:22
2
fa parte di fiat, la cui media del gruppo (visto che ferrari fa 6000 auto l'anno di cui solo un decimo resta in europa) non avra' nessun problema a rispettare i limiti imposti..al contrario dei marchi tedeschi abbondantemente fuori
Ritratto di Porsche
28 giugno 2013 - 12:25
leggi bene quello che ho scritto, per MARCHIO !!! Alla Ferrari gli toglierebbero proprio la licenza di vendere auto inquinanti è un eufemismo. Non cerchiamo di fare i furbetti questo atteggiamento da furbo non lo sopporto.
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