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La GM vince una battaglia nella guerra sui blocchetti d’accensione

31 marzo 2016

L’azienda non dovrà risarcire la persona coinvolta in un incidente, causato dal ghiaccio e non da una difettosità.

La GM vince una battaglia nella guerra sui blocchetti d’accensione
COLPA DEL GHIACCIO - Gli otto componenti di una giuria federale statunitense hanno fornito un verdetto molto significativo nell’ambito del gigantesco processo in cui è coinvolta la General Motors, accusata di aver montato blocchetti d’accensione difettosi su alcuni modelli del passato (qui per saperne di più): in particolari circostanze, secondo l’accusa, la chiave può allentarsi dalla sua corretta posizione e determinare grossi scompensi mentre si guida. Senza chiave, ad esempio, non si attivano i principali sistemi di sicurezza e nemmeno gli impianti comandati dall’idraulica (come il servosterzo). La giuria si è espressa nel merito di un incidente accaduto nel 2014. Dionne Spain, alla guida di una Saturn Sky (nella foto sopra) del 2007, andò a sbattere lungo un ponte in Louisiana per colpa del ghiaccio e non per responsabilità direttamente attribuibili alla casa.
 
VITTORIA CHIAVE - Il verdetto espresso dalla Corte Distrettuale di Manhattan è fondamentale, in quanto sancisce l’inizio della fase cruciale nei dibattimenti: mai prima d’ora una giuria aveva valutato il comportamento (e le eventuali responsabilità) dell’azienda. Non a caso la stampa d’oltreoceano parla di una sentenza indicativa, la prima delle sei in cui viene messa alla prova la solidità delle teorie difensive o accusatorie. I giurati hanno sottolineato come la Saturn Sky fosse un’automobile “oltremodo pericolosa” e non conforme agli standard qualitativi dell’azienda, ma l’incidente va attribuito essenzialmente al ghiaccio presente sulla strada. La GM non dovrà versare indennizzi ai passeggeri dell’auto. Il giudice Jesse Furman ha spiegato che gli esperti ingaggiati da Spain non hanno fornito materiale sufficiente per dimostrare la colpevolezza dell’azienda. Spain sosteneva che l’auto fosse diventata all’improvviso ingovernabile, non permettendole di evitare un tamponamento a catena.
 
QUASI 13 MILIONI DI RICHIAMI - La vicenda relativa ai blocchetti d’accensione è venuta alla ribalta il 6 febbraio 2014, quando l’azienda annunciò un richiamo per circa 800.000 vetture nel solo Nord America. Nei mesi successivi il numero di automobili controllate è schizzato fino a sfiorare i 13 milioni in tutto il mondo. La General Motors ha concordato un indennizzo da 900 milioni di dollari con gli Stati Uniti ed ha accettato di risarcire le famiglie delle 124 persone decedute, mentre ora si trova ad affrontare i procedimenti giudiziari intentati dalle persone rimaste coinvolte in incidenti meni gravi.
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